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Vittoria del Tavagnacco contro il Padova

Il Tavagnacco supera la pratica Padova e accede al terzo turno di Coppa Italia. La partita termina 3 a 0 grazie alle reti di Clelland, Tuttino e Dri. Una prestazione convincente quella delle ragazze di mister Cassia, con la nota positiva dell’esordio stagionale di Pugnetti, Minutello e Durigon.

Il Tavagnacco parte subito in avanti. Al 4’ è Sardu a proporsi dalla destra, ma il suo cross è bloccato da Donà. Al 5’ ci prova Clelland dalla sinistra, ma il portiere del Padova respinge con i pugni. Al 7’ è Paroni a provarci con un pallonetto che però colpisce la parte esterna della rete. Passa un minuto e all’8’ il Tavagnacco passa in vantaggio con la solita Clelland, che sfrutta al meglio un passaggio filtrante di Paroni, scarta il portiere e infila la rete dell’1 a 0. Al 10’ le gialloblu potrebbero raddoppiare, ma il tiro ravvicinato di Tuttino a colpo sicuro è respinto sulla linea da un difensore del Padova. Il Tavagnacco continua a spingere e al 15’ è Dri a tentare la conclusione vincente dalla sinistra, con la palla che sfiora il palo ed esce. Il raddoppio delle friulane arriva al 28’ con Tuttino, che parte in contropiede da metà campo e supera Donà con un preciso fendente. Al 30’ Sardu prova a sorprendere l’estremo difensore del Padova con un pallonetto, ma la palla termina oltre la traversa. Al 32’ si vedono in avanti le ospiti con Fabbruccio, che costringe Copetti in angolo. Prima della fine del tempo, è Sardu a rendersi pericolosa, ma la mira non è delle migliori.

Nella ripresa è ancora il Tavagnacco a fare la partita. Al 5’ occasionissima di Frizza che colpisce male a due passi dalla porta e spedisce alto. Al 7’ terzo gol delle gialloblu con Dri, che lanciata da Tuttino supera Donà con un bel tiro dal vertice sinistro dell’area. Sempre la numero 15 delle friulane ci prova un minuto dopo, ma questa volta l’estremo difensore del Padova è attento. Al 17’ doppia occasione per il Tavagnacco, prima con Dri, che si fa parere il tiro ravvicinato, poi con Sardu che si avventa sulla respinta e colpisce l’incrocio dei pali. Al 30’ Clelland non riesce a superare Donà e l’occasione sfuma. Al 31’ ci prova Paroni ma il suo tiro è alto. La squadra di casa continua ad attaccare e si rende pericolosa a più riprese con Clelland. Al 32’ Padova in avanti con Giubilato che chiama in causa Copetti. Sul finale di partita, altro tentativo della scozzese che prova a beffare Donà con un pallonetto, ma la palla finisce fuori.

La prossima avversaria del Tavagnacco per il 3° turno di Coppa Italia uscirà dalla sfida tra Inter Milano e Vittorio Veneto.

UPC TAVAGNACCO – PADOVA 3-0 

UPC TAVAGNACCO: Copetti, Martinelli (Durigon), Frizza (Minutello), Pochero, Sardu, Tuttino, Clelland, Dri (Pugnetti), Filippozzi, Paroni, Cotrer. All. Cassia
PADOVA: Donà (Paccagnella), Amidei, Mazzocato, Michielon, Peruzzi, Sarain, Fabbruccio, Lancellotti (Fusetti), Ferrato, Giubilato, Favero (Didone). All. Babetto
ARBITRO: Gasperotti di Rovereto
MARCATORI: 8’ pt Clelland, 28’ pt Tuttino, 7’ st Dri

Martina Rosucci perla del calcio Bresciano

E’ Martina Rosucci la Perla del calcio Bresciano 2016/17.
La centrocampista biancoblu si è classificata al primo posto nella classifica del premio indetto dal quotidiano Bresciaoggi e giunto alla sua seconda edizione. Rosucci con 361 voti in classifica precede Gama, seconda a 336 e l’ex biancoblu Piovani oggi al Mozzecane. Quarta Bonansea, settima Cernoia e tredicesima Sabatino.

Coppa Italia: Res Roma – Napoli Dream Team 5-0

Tutto come da copione per la Res Roma che batte 5 a 0 il Napoli Dream Team nella gara valida per i sedicesimi di finale di Coppa Italia ed accede al terzo turno dove affronterà la vincente tra Pink Bari e ApuliaTrani.

Mister Melillo deve fare a meno di Greggi,  Caruso, Ciccotti, Savini e Martinovic, e lascia in panchina molte big, dando spazio a diverse giovani della Primavera poco impiegate in serie A; le undici scelte  dal tecnico romano sono Parnoffi, Mosca, Picchi, Coluccini, Giuliano, Di Giammarino, Spagnoli, Simeone, Simonetti, Palombi e capitan Nagni.

La Res Roma è padrona del campo sin dal fischio d’inizio, si rende subito pericolosa chiudendo il Napoli nella propria area di rigore, e al tredicesimo minuto passa già in vantaggio con capitan Nagni che raccoglie un assist di Simonetti e firma l’uno a zero. Il dominio delle giallorosse continua e le azioni da gol si susseguono: al quarto d’ora Di Giammarino manda di un soffio a lato mentre un minuto dopo è Ruotolo a neutralizzare una bella conclusione di Nagni. Al ventesimo è ancora il capitano romano a sfiorare il palo mentre, qualche minuto dopo, Ruotolo si oppone a Di Giammarino. L’estremo difensore napoletano nulla può al trentaquattresimo sulla conclusione di Picchi, che sugli sviluppi di un corner di Nagni, firma la rete del 2 a 0. Prima del duplice fischio altre occasioni per le padrone di casa che colpiscono anche un palo con Di Giammarino, ma il risultato non cambia e si va negli spogliatoi con il doppio vantaggio della Res Roma.

Nella ripresa il copione non cambia e la Res dilaga: al settimo minuto mister Melillo manda in campo Labate al posto di Picchi e la giovane attaccante giallorossa impiega un solo minuto per siglare il terzo gol su assist di Palombi. La prima occasione per le ospiti giunge al decimo con Borrelli che però manda fuori. Le occasioni per le romane si susseguono ed è ancora il palo a dir di no a Di Giammarino che colpisce il secondo legno del match; sfortuna ed imprecisione impediscono invece a Palombi di andare in gol. Al ventottesimo il poker ancora griffato Labate sugli sviluppi di una bella azione personale. Al quarantesimo il pokerissimo ad opera di Palombi che riceve da Nagni e batte Ruotolo, mentre allo scadere l’arbitro decreta un penalty per le capitoline per un fallo su Nagni: il capitano giallorosso lascia la battuta a Di Giammarino che però si fa parare il tiro da Ruotolo.
Da segnalare l’ingresso in campo di Liberati e Natali, entrambe classe 2000, pedine fondamentali del team Primavera romano.

Al triplice fischio grande festa nella curva giallorossa, anche oggi gremita e calorosa, per la qualificazione della Res Roma agli ottavi di finale di Coppa Italia, dove le ragazze di mister Melillo affronteranno la vincente tra Pink Bari e Apulia Trani.

Res Roma – Napoli Dream Team 5 – 0

Marcatrici: 13′ Nagni, 34′ Picchi, 52′ – 73′ Labate, 85′ Palombi

Res Roma: Parnoffi, Mosca, Picchi (51′ Labate), Coluccini (81′ Liberati), Palombi, Nagni, Giuliano, Di Giammarino, Spagnoli, Simeone, Simonetti (85′ Natali). A disp.: Pipitone, Colini, Romanzi, Fracassi. All.: F.Melillo

Napoli Dream Team: Ruotolo, Longobardo, De Rosa, Strisciante, Conzo, D’Alterio (80′ Ragone), Borelli, Spagnuolo (60′ Lupoli), Illiano, Sibilio (73′ Arcuro), Bottone. A disp.: Spigno, Prete. All.: Aielli

Arbitro: Menicucci di Lanciano
Ammonita: Coluccini ( R )

Le dichiarazioni post gara del tecnico romano Fabio Melillo:
“Abbiamo fatto molto bene, interpretando la gara con voglia e convinzione; qualche volta abbiamo sbagliato la scelta di giocata ma chiaramente giocando tanti palloni accade, e questo è un aspetto che dobbiamo migliorare. C’è soddisfazione per l’esordio delle ragazze 2000 che si allenano con noi da agosto, complimenti anche al Napoli che, pur venendo da categoria inferiore, ha sempre giocato palla senza mai buttarla, questo per loro un bel segnale.”

Le protagoniste della nostra storia: Silvia Piva

Prosegue il nostro viaggio all’indietro raccontato dalle protagoniste della storia biancoceleste. Siamo nell’estate del 2010. Il Mozzanica qualche mese prima ha conquistato la promozione in serie A e, per non farsi trovare impreparata ai nastri di partenza, la società va sul mercato acquisendo le prestazioni sportive di tre giocatrici provenienti dalla Fiammamonza: il difensore Francesca Sironi, l’attaccante Agnese Ricco e la centrocampista Silvia Piva. Tutte e tre diedero un contributo importante in quella stagione, ma solo l’ultima, con una breve parentesi al Milan,  proseguì il suo percorso in biancoceleste recitando un ruolo da protagonista anche nelle stagioni successiva. Piedi buoni, ma soprattutto polmoni e cuore da vendere sono stati il suo marchio di fabbrica. Per tutti Silvia Piva divenne presto l’”Imperatrice Sissi”.

E’ corretto dire che sei stata il primo acquisto del Mozzanica in serie A?
Più o meno sì. Arrivai a Mozzanica nell’estate che precedeva la prima stagione in serie A delle bergamasche e con me arrivarono dal Fiammamonza altre due ragazze: Francesca Sironi e Agnese Ricco. Al momento della presentazione respirammo subito un grande entusiasmo attorno alla squadra. In particolare ci colpì la grande passione che la società mostrava nei confronti delle ragazze.

In testa alla società c’era Luigi Sarsilli, che purtroppo oggi non è più con noi. Com’è stato aver vicino una persona del suo carisma?
Il Presidente Sarsilli era una persona d’altri tempi, con una passione straordinaria. Mi fa piacere sapere che sua figlia Ilaria abbia preso in mano la squadra anche se non deve essere facile. Quando mi chiedono chi era Sarsilli mi torna alla mente un episodio in particolare: lui e quasi tutti i dirigenti erano invitati ad un matrimonio, ma durante la partita lasciarono il ricevimento e li vedemmo presentarsi tutti allo stadio. Non volevano perdersi nulla della loro squadra, cascasse il mondo, tanta era la passione e l’affetto verso di noi. Il Pres manca a tutti, si capisce.

Il primo anno a Mozzanica fu ricco di soddisfazioni.
Fu un anno molto positivo per tanti aspetti, non solo quello sportivo. Eravamo partite per non retrocedere, mentre quel quarto posto fu una bella sorpresa. Non avevamo forse un gioco spettacolare, ma si creò un gruppo molto unito, formato da ragazze umili, senza grilli per la testa e credo questa sia stata la nostra forza. 

L’anno successivo però andasti al Milan, ma tornasti indietro dopo una sola stagione.
Accettai la proposta del Milan perché la possibilità di giocare vicino a casa fu un richiamo troppo forte. Ma la scelta si rivelò sbagliata. Fu un’annata negativa, al termine della quale arrivò l’inevitabile retrocessione. E così quando i dirigenti del Mozzanica mi proposero di ritornare non ci pensai due volte. Il rientro non fu facile perché purtroppo quell’anno ebbi dei problemi di salute, che si riuscii a risolvere solo in seguito. Lavorai sodo durante l’estate seguente e tornai in forma per la nuova stagione. Quella successiva fu l’ultima con Fracassetti allenatore. In estate arrivarono giocatrici importanti come Giacinti e Schiavi e iniziò una nuova fase, quella della maturità del Mozzanica.  Raccogliemmo un buon quinto posto e giocammo una storica semifinale di coppa Italia con la Torres, dove purtroppo sfiorammo soltanto l’impresa.

In quella partita il goal del vantaggio fu segnato con un gran tiro da fuori area nel sette. Ti ricordi da chi?
Eh beh… sì. Ricordo che cominciai a chiamare Claudia Mauri per farmi dare la palla e calciai in corsa senza pensare. E’ il ricordo più bello che ho di quella partita ovviamente che purtroppo non riuscimmo a vincere. La Torres era una squadra con elementi di grande valore ed esperienza, abituata a certi appuntamenti e ribaltarono il risultato nella ripresa. Fu un peccato perché eravamo vicine a dare al Mozzanica una storica finale.

Tu di goal non ne segnavi tanti, ma quelli che segnavi erano davvero belli, ad esempio sempre quell’anno segnasti un goal al volo da fuori area contro il Napoli.
Il primo anno ne ho fatti qualcuno in più anche perché ero la rigorista. Forse i più belli li ho fatti proprio in quella prima stagione in biancoceleste. Ricordo un goal alla Lazio, un tiro di prima da fuori area su tocco indietro di Perini, con palla sotto la traversa.

La stagione 2014-’15 fu quella dell’arrivo in panchina di Nazzarena Grilli. Arrivarono nuove giocatrici e la squadra compì il passo definitivo verso la sua crescita, ma fu anche il tuo ultimo anno con ai piedi le scarpe con i tacchetti.
Arrivarono giocatrici d’esperienza come Stracchi, Iannella e Mason, ottenemmo un terzo posto storico per il Mozzanica, ma purtroppo non fu una stagione fortunatissima per me. Ebbi quasi subito un infortunio muscolare e anche successivamente non riuscii a recuperare mai al 100%, finendo per giocare poco.

Fu quello il motivo che ti portò a smettere?
Fondamentalmente sì. Non riuscivo più a giocare come volevo e capii che non sarei riuscita a dare più un contributo importante alla squadra. Di conseguenza iniziò a pesarmi tutto a cominciare dalla tanta strada per venire ad allenarmi. Quando ad un certo punto mi sono accorta che venire agli allenamenti non era più un divertimento, ma qualcosa che mi pesava ho capito che la grande passione si era esaurita e che era il momento di voltare pagina. Per due anni non ho più toccato un pallone, poi delle ragazze di Vaprio d’Adda mi hanno coinvolto in alcuni tornei e da quest’anno gioco con loro in una squadra di calcio a sette. Non sarà la serie A, ma le emozioni che vivo sono tornate ad essere quelle. Ho ritrovato la gioia di giocare per il gusto di farlo, il groppo allo stomaco prima della gara e quelle sensazioni che solo il calcio ti dà. Si è formato un bel gruppo e c’è molta passione attorno a noi. E poi il campo è ad un quarto d’ora di strada…

L’atmosfera di Mozzanica non ti manca?
Sono venuta a vedere una partita del Mozzanica qualche settimana fa, dopo tanto tempo. Per un po’ ho preferito evitare, per paura forse di provare troppa nostalgia ed in effetti quando sono stata al campo un po’ quella sensazione mi ha preso, ma d’altronde adesso sto bene così e sono contenta di quello che sto facendo. Credo di aver trovato la mia dimensione.

Da esterna come ti sembra il nuovo Mozzanica?
Mi ha fatto un’ottima impressione, soprattutto il fatto di vedere in campo delle ragazze giovani. Avere il coraggio di lanciare delle giovani del vivaio è una cosa molto positiva. Molto di più che andare a investire su giocatrici affermate che poi non hanno magari le motivazioni e l’attaccamento alla maglia di ragazzine che sono cresciute qui in questa squadra. Certo queste devono avere al loro fianco le esperte che le guidino, ma vedo che in questo Mozzanica c’è il giusto mix di entrambe. 

Hai visto tra loro un’erede dell’Imperatrice Silvia Piva?
Ma no, questo non te lo so dire. Io penso che una ragazza che gioca a calcio, se vuole raggiungere degli obbiettivi, debba mettere il cuore in quello che fa, la tecnica da sola non ti porta da nessuna parte. Chiunque riesce in questo può essere una degna ” erede”, almeno per quello che posso aver lasciato io come eredità..

Due settimane di sosta in attesa del Gordige per l’Arezzo

Si ferma per due settimane il Campionato nazionale di Serie B per il secondo grande stop della stagione. Come già accaduto dopo sole due giornate dall’inizio della stagione, la cadetta si prende una pausa di quindici giorni dal rettangolo verde e da domenica 19 febbraio dà appuntamento ai tifosi domenica 12 marzo.

Una parentesi che per la prima squadra aretina non è però sinonimo di riposo. Il neotecnico amaranto Nazzarena Grilli e la preparatrice atletica Consuelo Verbeni stanno infatti approfittando della sosta per lavorare intensamente con le proprie calciatrici sia dal punto di vista fisico che sotto il profilo del gioco. Dopo l’amara sconfitta di domenica scorsa sul campo del Calcio Padova Femminile, Capitan Teci e compagne hanno perso una posizione in classifica vedendosi ormai scavalcate dalla Federazione Sammarinese, altra matricola terribile del girone B e loro avversaria diretta. Stazionante sul nono gradino del ranking in condominio con l’Imolese, l’Arezzo vanta attualmente un buon bottino di 18 punti, pur non avendo ancora conquistato la prima vittoria casalinga della stagione.

A differenza delle altre compagini del girone, la pausa delle amaranto riguarderà soltanto questo weekend. Domenica 5 marzo alle ore 14.30 le aretine scenderanno sul campo del Gordige, attuale penultima forza del campionato, per recuperare il match del secondo turno di ritorno, rinviato due settimane fa a causa delle abbondanti piogge che avevano reso impraticabile il campo da gioco di Cavarzere.

Abbiamo lavorato intensamente questo mese– spiega il tecnico Nazzarena Grilli.- La squadra ha dimostrato grande serietà nel far proprie le mie direttive e sono certa che questo lavoro inizierà a dare i suoi frutti già da Gordige. È un match assolutamente abbordabile e sono certa che un’eventuale vittoria potrebbe per le amaranto segnare l’inizio di un nuovo percorso”.

Vera Indino, allenatrice Salento Women: “Vivera la partita dalla panchina è dura”

Vera Indino nasce come esterno sinistro di centrocampo, ma ha rivestito anche il ruolo di esterno di difensa e ha concluso la sua carriera calcistica come difensore centrale, fino a giungere al ruolo di allenatore alla Salento Women.
Inizia a giocare a calcio piccolissima, per strada. A 14 anni la prima squadra di calcio a 5 mista. Nel 1996, a 18 anni comincia a giocare a calcio a 11, nella ASD Deserto Este, Este (PD), società militante nel campionato Veneto di Serie C. Tornata a Lecce gioca nuovamente a calcio a 5 con l’attuale società a cui è legata dal 2000, anno in cui la Salento Women Soccer diventa una squadra di calcio a 11 che militerà per 3 anni nel campionato di serie C e poi sempre nel Campionato Nazionale di Serie B, tranne una brava parentesi in Serie A2 nell’anno 2008/2009.
Nel 2012 consegue il patentino di allenatore Uefa B. Ha rivestito il ruolo di allenatrice-giocatrice per 3 anni e l’anno scorso dopo 25 anni di calcio giocato ha deciso di smettere e di stare in panchina e far giocare la squadra.

Soddisfatta di come sta andando il campionato con la sua squadra?
Si, sono molto soddisfatta. All’inizio del campionato era difficile pensare che una squadra così giovane (età media: 19 anni) potesse riuscire ad ottenere i nostri ottimi risultati contro squadre più esperte e con calciatrici di buon livello.

Quanto è importante il ruolo dell’allenatore in una squadra? Se dovessi farne una percentuale?
Credo sia importante più nel calcio femminile che nel maschile. L’allenatrice dà le sue linee guida alla squadra che deve avere certezza quando scende in campo. L’allenatrice deve essere anche psicologa, fa anche da mamma, da amica, deve essere auterevole e motivare il gruppo e il singolo.

La passione per il calcio com’è nata?
Nata per la voglia di farsi notare da un papà anch’egli calciatore e comunque credo fosse innata dentro di me.

Difficile la scelta di smettere di giocare e iniziare ad allenare?
Smettere è stato difficilissimo anche perché sono ancor a in perfetta forma fisica. In 25 anni di calcio mi sono fermata solo nell’attesa dei miei 2 figli e sono tornata in campo dopo solo 3 mesi dal parto. Ancora oggi, prima di alcune partite avrei tanta voglia di indossare gli scarpini e scendere in campo. Vivere dalla panchina la partita è dura, l’adrenalina e la tensione ti rimangono addosso anche per 2 giorni, mentre giocando scarichi non appena senti il fischio dell’arbitro.

La vittoria da allenatrice con più soddisfazione?
La vittoria nella partita di spareggio per la permanenza in Serie B contro il Trani che abbiamo vinto per 1-0 fuoricasa e davanti a 2000 persone.

Com’è la vita di Vera quando non è sui campi da calcio?
Vera fuori dal campo è soprattutto una mamma, sono traduttrice e gestisco un negozio. Sono multitasking, come moltissime mamme che lavorano e con in più, la passione e l’impegno per la mia squadra.

In questa stagione la spunterà la Pink Bari o la Roma Calcio Femminile?Credo che sarà un testa a testa fino all’ultima giornata. La Roma ha forti individualità e tecnicamente è più forte, il Bari é una squadra più cinica e aggressiva e ha un ottimo allenatore che potrebbe fare la differenza.

Un grande ringraziamento all’allenatrice Vera Indino e alla società della Salento Women per la disponibilità dell’intervista. Auguriamo ad entrambi un grande in bocca al lupo per la stagione!

Fimauto Valpolicella: verso la Coppa Italia il commento di Madison Solow

Dopo l’importante vittoria contro il Trento Clarentia arriva per il Fimauto Valpolicella la sosta di campionato, una pausa di tre settimane, intervallate dalla Coppa Italia, che senza dubbio permetterà alla compagine allenata da mister Zuccher di rifiatare e soprattutto ricaricare le batterie in vista dei prossimi due mesi ‘di fuoco’ durante i quali si decideranno le sorti del campionato: nove partite che saranno di fatto nove finali, cinque delle quali si giocheranno sul terreno amico dello stadio Olivieri di Via Sogare. L’Inter è sempre -2 mentre la Pro San Bonifacio, che era partita a razzo a inizio campionato, nelle ultime partite sembra aver perso un po’ di sicurezza, scivolando al terzo posto a -5.

Dicevamo della sfida contro Trento, partita che si era messa subito male a causa di un gol subito dopo nemmeno 10’ di gioco. Il Fimauto è stato comunque bravo a non perdere la testa e, azione dopo azione, è riuscito a ribaltare il risultato negli ultimi minuti del primo tempo grazie a  un rigore trasformato dalla ‘solita’ Valentina Boni (19 per lei le reti fino ad ora messe a segno) e a un ‘eurogol’ di Madison Solow, senza dubbio tra le giocatrici più in forma.

“E’ andata benespiega la centrocampista canadeseè stato un bel gol ma soprattutto è servito a ribaltare il risultato in un momento cruciale del match. E’ ovvio che prima di tutto viene la squadra e il risultato, ma segnare fa sempre piacere. Quando ho visto entrare il tiro è stata davvero una grande gioia. Spero di poterne fare ancora ma, ripeto, l’importante è che la squadra vinca e continui a stare lassù, al primo posto in classifica!”.

Analizzando la partita contro Trento Madison spiega:
“Abbiamo vinto una partita davvero difficile; non siamo partite bene e ci siamo complicate la vita subendo un gol evitabile. Siamo state brave a recuperare prima della fine del primo tempo. Poi nella ripresa abbiamo gestito con più tranquillità, facendo girare la palla e segnando il gol del 3-1 al momento giusto con Faccioli. La squadra c’è e anche quando andiamo in difficoltà non perdiamo più la testa come accadeva ad inizio stagione: ora siamo consapevoli della nostra forza. Questo non significa essere presuntuose, anzi. Mancano ancora tante partite e le insidie sono sempre in agguato. Però se riusciremo semplicemente a fare quello che abbiamo fatto fino ad oggi, credo proprio che la strada sarà quella giusta”.

A rendere ancora più festoso il clima in casa Valpo ci ha pensato il difensore Irene Cordioli che mercoledì 22 ha dato alla luce la piccola Elisa.

Sauro Fattori, Fiorentina Women’s: “Riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo”

Sauro Fattori, tecnico della Fiorentina Women’s ed ex giocatore viola, è stato ospite della trasmissione di Sportitalia “Salotto viola in Italia”. Queste le sue parole sul momento delle ragazze gigliate (prime in classifica):
“Con la Fiorentina Women’s stiamo facendo molto bene, dobbiamo proseguire così. Il Brescia è una squadra forte, non possiamo perdere la continuità ma credo che alla fine riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo. Nella nostra rosa c’è un livello tecnico molto alto, siamo una macchina da guerra e sono i numeri a dimostrarlo. Siamo legatissimi alla società per la fiducia che ci ha dato, vogliamo renderla orgogliosa. Calcio femminile in Europa?​ In Germania, Francia, Spagna e Svezia ci sono movimenti importantissimi e giocatrici incredibili.

Serie B: tre recuperi

Con la Serie A e la B ferme per gli impegni delle varie nazionali questo fine settimana è dedicato alla Coppa Italia ed ai recuperi del campionato cadetto. Domenica 26 febbraio si disputano tre partite di B che andranno a completare la classifica dei rispettivi gironi (tranne il B). Alle 14.30 va in scena il recupero della 1^ di ritorno del girone D Lazio Women-Domina Neapolis, alle 15.00 quello della 13^ del B La Saponeria Unigross Pescara-Permac Vittorio Veneto (stadio “Zanni – E. D’Agostino di Pescara – erba artificiale) ed alle 17.00 il recupero della 2^ di ritorno del girone A Amicizia Lagaccio-Lucchese (stadio “Felice Ceravolo” di Genova – erba artificiale). Il 5 marzo con il recupero della 2^ di ritorno del girone B Gordige-Arezzo tutte le classifiche della B saranno completate.

Designazioni arbitrali

Girone A
Amicizia Lagaccio-Lucchese (Daniele Pozzi di Roma 1)
Girone B
La Saponeria Unigross Pescara-Permac Vittorio Veneto (Dario Di Francesco di Ostia)
Girone D
Lazio Women-Domina Neapolis (Alessio Ferranti di Perugia)

Cinque gare del 2^ turno di Coppa Italia

Sabato e domenica si giocheranno cinque partite del 2^ turno di Coppa Italia organizzate in gare uniche. Se al termine dei 90’ il risultato rimane in parità saranno i calcio di rigore a decretare la squadra qualificata al 3^ turno. Sabato alle 13.00 si gioca Res Roma-Napoli Dream, alle 15.30 Tavagnacco-Padova ed alle 18.30 Real Meda-Azalee. Domenica 26 alle 14.30 si affrontano New Team Ferrara-Empoli Ladies al comunale Villanova di Denore che sarà il campo ufficiale della società estense fino alla fine del campionato. Alle 17.30 si chiude il turno di Coppa con Fimauto Valpolicella-Castelvecchio. Il 2^ turno di Coppa Italia si completerà il 5 marzo con Inter Milano-Vittorio Veneto (ore 15.00) e Pink Bari-Apulia Trani (ore 15.30). Sviluppandosi secondo tabellone tennistico, le squadre di Coppa già conoscono gli avversari in caso di passaggio del turno che si giocherà il 12 aprile.

Designazioni arbitrali
COPPA ITALIA
2^ turno
Real Meda-Azalee vs Brescia (Davide Santarossa di Pordenone)
Tavagnacco-Padova (Silvia Gasperotti di Rovereto)
Fimauto Valpolicella-Castelvecchio (Marco Paletta di Lodi)
New Team Ferrara-Empoli Ladies (Giuseppe Mansueto di Verona)
Res Roma-Napoli Dream Team (Stefania Menicucci di Lanciano)

Accoppiamenti 3^ turno
Chi ha giocato il turno successivo in casa giocherà quello successivo in trasferta e viceversa. In caso di concomitanza si effettuerà il sorteggio.

Novese-Mozzanica
Vincente Real Meda-Azalee vs Brescia
Vincente Tavagnacco-Padova vs vincente Inter Milano-Permac Vittorio Veneto
AGSM Verona vs vincente Fimauto Valpolicella-Castelvecchio
Unterland Damen vs San Zaccaria (da sorteggiare la squadra che gioca in casa)
Vincente New Team Ferrara-Empoli Ladies vs Chieti
Fiorentina Women’s-Nebrodi (da sorteggiare la squadra che gioca in casa)
Vincente Res Roma-Napoli Dream Team vs vincente Pink Bari-Apulia Trani

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