Credit Photo: Paolo Comba

Dopo diverse esperienze in prestito, la Juventus ha deciso di inserirti nel loro progetto, che cosa significa per Sofia Cantore questo?
Questo è sicuramente un piccolo obbiettivo che ho raggiunto perché dal momento che sono andata in prestito, dopo l’infortunio al ginocchio che ho avuto, sapevo che non era  facile ma avevo sempre nella mia testa l’obbiettivo di rientrare nella rosa della Juventus e quindi sono d’avvero contenta di essere qui a Torino. La Juve ha dimostrato negli anni di essere la squadra migliore d’Italia, ed ogni calciatrice ambisce a giocare a questi livelli con delle compagne di squadra di alto livello ed una società grandiosa, ed è questo motivo di orgoglio e sono molto contenta di fare parte di questo progetto”.

Sofia, classe ’99, ruolo attaccante che condivide il ruolo tra calciatrici come Cristiana Girelli e Barbara Bonansea, come crede di potersi guadagnare il posto? E come potrà convincere mister Montemurro a schierarti insieme a loro, o addirittura al loro posto, in campo?
“Penso che in questo momento ho ancora tantissimo da imparare da loro, quindi sto cercando ogni giorno di allenarmi e pormi obbiettivi personali, per migliorare alcune cose e poi ovviamente è una scelta del Mister. Loro sono due realtà che hanno fatto la storia del calcio femminile, ed ancora oggi lo stanno facendo nel presente del calcio italiano: ho solo rispetto nei loro confronti. Io mi impegno e cerco di migliorare poi cercherò di conquistarmi la fiducia del mio mister, non è facile, ma il lavoro alla lunga paga, quindi credo che avrò le mie possibilità”.

La Sofia bianconera in campo riesce ad essere incisiva e fantasista, che cerca la conclusione in qualsiasi posizione, quanto hai dovuto lavorare per poter diventare quello che sei oggi?
“Di lavoro ne ho fatto molto, anche se gli anni di Serie A per me non sono stati facilissimi: nel secondo anno ho avuto l’infortunio al ginocchio, poi sono andata in prestito e l’anno successivo è uscita la pandemia: che non ho terminato il campionato. L’unica stagione terminata è quella che ho giocato con il San Giminiano, poi aimè ho avuto un ‘altro infortunio ed adesso sono qui a giocarmela. Non è strato un percorso facilissimo, però penso che come persona tendo ad avere sempre di più (non mi accontento mai), anche se segno una rete decisiva, poi penso a cosa ho fatto di sbagliato, e cerco sempre di migliorarmi. Spesso è controproducente poiché non mi godo neanche il momento, però è questo che mi ha portato a ritrovare questa maglia ed anche un po’ quella della Nazionale dopo due infortuni abbastanza pesanti”.

Se ripensi a quando hai iniziato, quanto è cambiato da allora il Calcio Femminile Italiano?
Io me ne accorgo partita dopo partita, prima il livello non era così alto, ed adesso ogni gara è aperta: anche se prendiamo come esempio l’ultima gara contro il  Parma ci ha dimostrato questo. Anche se in base alla classifica il Parma non era un ostacolo, ci hanno messo in difficoltà, e sono molto contenta che siamo riuscite a vincere la partita. Quest’ anno, ma anche lo scorso, ogni match è combattuto non puoi dire contro questa squadra vinceremo con certezza poiché è sintomo che il livello si è alzato con tante giovani che giocano in altre squadre che sono brave e quindi sono felice di tutto questo perché noi dovremmo alzare il nostro livello anche in Europa”.

Qual è la Sofia Cantore fuori dal campo? Quali sono le tue passino oltre al gioco del pallone?
“Io studio Scienze della Comunicazione, anche se ho moltissimi impegni, e poi sono molto appassionata di musica che è una costante della mia vita. Mi piace andare a sentire DJ e Festival ma ovviamente con il mio lavoro è molto difficile organizzarsi, ma quando posso lo faccio, e poi mi piace cucinare: il mio “Instagram” è pieno di feedback positivi di cucina. Ma anche questo mio altro hobby, avendo una dieta abbastanza rigida, resta nei miei sogni. Come persona sono metodica ho la mia quotidianità e il mio equilibrio che mi fa stare serena con le mie cose da fare. E chiaro che se capita di divertirsi, sono la prima a fare festa, però sono una persona abbastanza tranquilla”.

Sui “social” Sofia sei molto seguita, anche in diverse pagine dai tuoi fan, quanto è importante sapere che i tifosi vi sostengono, ti seguono, e questo quanto aiuta  tutto il Movimento?
“Il grande cambiamento ci è stato dopo il Mondiale in Francia, adesso ci sono molti più tifosi che ci seguono, e tutto questo è molto bello. Ti senti importante, a volte per me è anche strano: mi chiedono le foto e trovo imbarazzo, mi dico infondo non sono nessuno, niente di speciale insomma; ma è bello sentire l’affetto delle persone, e sono molto contenta per la nostra visibilità del movimento, l’unica cosa che mi rammarica è che da quando siamo diventate professioniste (dall’ultimo Europeo di questa estate) ho notato che c’è anche del tifo, un po’ come nel campo maschile, che commentano e criticano troppo. E giustissimo prendere critiche, e per noi giusto per crescere, ma mi è dispiaciuto tanto leggere insulti verso di me ed alle mie compagne quando sbagliavamo una gara. Questo nell’ Europeo, che aimè non è andato come volavamo, si sta andando in una direzione mediatica in cui c’è meno rispetto per noi, per il nostro impegno, e di tutto questo mi dispiace molto”.

Paolo Comba, giornalista pubblicista iscritto all' ordine di Torino, ho conseguito il tesserino da Giornalista collaborando da prima con quotidiani on line ( settore calcistico giovanile : “11 giovani.it” e “gioca a calcio.it", in Piemonte) per entrare, successivamente, in redazione a Torino del settimanale cartaceo di “ Sprint&Sport" e Terzo Tempo (settore calcistico dilettantistico Regione e Nazionale - Professionistico – Serie D). Collaboro dal 2018 con RCS Sport per il Giro d' Italia (seguendolo in tutte le tappe) e nel Giro 103 ho collaborato come addetto stampa per quotidiani on line di ciclismo ( bikenews ). Appassionato di Sci alpino e nordico segue gare Mondiali e Coppa del Mondo dal 2000. Credo che il CALCIO FEMMINILE ITALIANO sia un movimento in grande crescita e debba avere le stessa visibilità del mondo “ maschile", pertanto, contribuisco a questo grande obbiettivo.

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