Nei giorni scorsi abbiamo avuto il piacere di intervistare Patrizia Cottini, segretario del Dipartimento Calcio Femminile LND. La Lega Nazionale Dilettanti, infatti, è una delle ali che abbraccia da anni, dal 1986, il calcio in rosa. Questi gli spunti principali dell’intervista realizzata con la stessa responsabile della LND.

Signora Cottini negli ultimi anni l’interesse nel calcio femminile è cresciuto esponenzialmente. Quali sono le principali differenze che ha notato in questo periodo?
“Il movimento calcistico femminile dilettantistico in Italia è sano; si tratta di una realtà
consolidata, seguita ed in costante crescita, sia in termini di tesserate che di attenzione da
parte di pubblico e media: ogni settimana la trasmissione in streaming di una nostra gara
ottiene sempre un ottimo riscontro di pubblico. Sia a livello agonistico che umano parliamo
di un mondo puro, dove il fair play, il rispetto delle avversarie e dell’arbitro sono ancora
valori imprescindibili. Il periodo legato all’emergenza sanitaria e sociale, che stiamo
lentamente lasciandoci alle spalle, ha portato forse nel nostro mondo una più consapevole
partecipazione al momento aggregativo, all’istante ludico. Senza mai perdere l’entusiasmo
e la voglia di giocare, le nostre calciatrici hanno dimostrato enormi capacità adattative e di
resilienza, tutto per poter continuare a giocare. Mi piace ricordare che il nostro
Campionato di Serie C, pur tra mille comprensibili difficoltà, è l’unico che nella scorsa
stagione sportiva non si è mai fermato”.

In chiave LND, invece, cosa è cambiato principalmente in questi anni?
“Più che di cambiamento direi che si può parlare di conferme. Innanzitutto l’arrivo alla
presidenza della Lega Nazionale Dilettanti di Giancarlo Abete ha portato al calcio
dilettantistico tutto e specialmente a quello femminile idee, capacità, determinazione e
lungimiranza. La LND negli anni ha saputo garantire non solo il proprio appoggio alla
crescita del movimento, ma soprattutto quella terzietà istituzionale che è necessaria per
garantire massimamente il rispetto, da entrambe le parti, Società e Istituzione, delle regole
che sono alla base di ogni sistema umano.
La LND crede nelle potenzialità del nostro sistema e gestendo il sistema dilettantistico ne
valorizza le particolarità: trasparenza di intenti, forza basata sulla certezza dei regolamenti,
sull’energia del volontariato, sulla garanzia di una crescita umana e sportiva”.

In Serie C troviamo piazze blasonate, campionesse di ieri e di domani. La terza serie. acquisisce sempre più un fascino particolare. Quale l’aspetto più bello, a suo avviso, di questo campionato e cosa può essere ancora migliorato?
“Le piazze del calcio femminile di Serie C sono sempre più ampie, è vero. E’ la
dimostrazione che, lavorando con progettualità sostenibili ed entusiasmo, i termini ‘calcio’
e ‘femminile’ non sono più antitetici, ma anzi catturano l’attenzione di realtà sportive fino a
poco tempo fa lontanissime per finalità e intenti. Bello è vedere che Società fino a qualche
anno fa lontane per mentalità e approccio avvicinarsi con rispetto e voglia di fare al ‘nostro’
calcio. Migliorare, infine, si può sempre ed è doveroso: per noi non esistono approdi, ma
solo ripartenze. Aumentare la consapevolezza di esserci e di essere parte importante ed
integrante del mondo calcistico, questo ad esempio può essere un passo da percorrere”.

Ad inizio stagione in Italia è arrivato il professionismo. Può essere un ulteriore
tassello per far innamorare ancora di più tante giovani a questo sport?
“Assolutamente sì. Avere la certezza che si può ‘crescere’ non solo sportivamente, ma
anche professionalmente, avere un traguardo come il riconoscimento del professionismo
in un percorso agonistico può certamente essere un plus per far avvicinare più ragazze al
nostro calcio”.

Nel passaggio della Serie A al professionismo c’è anche lo zampino della Lnd che
per anni ha abbracciato anche A e B. La Lega Nazionale Dilettanti quanto sente suo questo traguardo?
“Il riconoscimento del professionismo per la Serie A femminile è un traguardo importante, al di là di ogni considerazione.
Un traguardo che è stato il compimento di un percorso sportivo, sociale e politico che, con
lungimiranza, l’allora Presidente della LND Carlo Tavecchio, di recente scomparso ed al
quale il mondo del calcio intero deve molto – ha voluto far intraprendere al movimento
femminile, credendolo – e i fatti poi gli hanno dato ragione maturo per un cambiamento
tanto importante.
Inoltre un traguardo che, mi piace pensare, il Dipartimento Calcio Femminile della LND ha
contribuito negli anni a raggiungere, facendo crescere quelle realtà, dotandole della
consapevolezza di essere cresciute al punto di tentare quel salto che, mentale prima che
di qualità, ha consentito l’idea, la discussione e la realizzazione del professionismo. Se il
vertice cresce lo fa anche la base, in termini di qualità tecnica e sportiva”.

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In questa stagione ottimi i riscontri sul campo della Rappresentativa Under 20, con tanti raduni fissati a riguardo. Vestire la maglia Azzurra da sempre gioia, cosa ha notato in particolare nelle ragazze convocate in questo periodo di gare tra il Torneo di Viareggio e quello Il Calcio è rosa?
“Ho notato passione, consapevolezza, volontà e voglia di divertirsi e giocare un bel calcio.
La nostra Rappresentativa è ed ha un valore enorme, che va al di là del risultato
agonistico e tecnico, comunque di grande rilevanza. Rappresenta la vittoria delle giovani,
la consacrazione del calcio femminile under”.

Cosa augura che possa raggiungere nel futuro il calcio femminile, in particolare
quello riguardante la LND?
“Da Segretario del Dipartimento Calcio Femminile credo che il futuro sia nella
valorizzazione delle giovani calciatrici – quindi nella sinergia con il calcio giovanile e con il
Comitati Regionali. Questo in unità con una progettualità condivisa e sostenibile che veda
da una parte la LND e dall’altra le Società – che rappresentano e ‘fanno’ il calcio –
lavorare per aumentare l’appeal sportivo e mediatico di un movimento che ha intrapreso,
ne sono sicura, la strada giusta”.