Il Como è tornato a vincere dopo tre turni, battendo in rimonta il Pontedera per 2-1 e mantiene il secondo posto della Serie B. La rete decisiva l’ha messa a segno Giulia Rizzon, difensore classe ’93 e da due anni in forza con la maglia lariana. La nostra Redazione ha raggiunto Giulia, che è entrata di diritto nella nostra Top 11 di giornata, ed è intervenuta ai nostri microfoni.

Giulia cosa ti ha portato a giocare in difesa?
«Ho giocato in difesa per motivi di esigenza, certo entri un po’ meno nel gioco, però quando ci entri sai di sentirti importante».

Come mai hai deciso di giocare a calcio?
«Sinceramente non ho deciso di giocare, ma era una cosa che avevo dentro: a cinque anni avevo già la palla in mano anziché giocare alle bambole con mia sorella. Ho una famiglia che mastica calcio, quindi sono ho avuto la fortuna di avere dei genitori che mi hanno permesso di praticare questo sport ancora considerato, da tanti, da maschi».

La tua carriera è legata con il Mozzanica: che anni sono stati per te?
«Credo di poter ringraziare questa società, sia che il ricordo di tutto ciò che mi è stato fatto e che per quello mi ha concesso. Mozzanica è stata per 14 anni una seconda famiglia, e per me lo sarà per sempre».

Ci sono dei ricordi inerenti all’esperienza col Mozzanica che vuoi condividere?
«Di ricordi ce ne sono tanti, come il 4-0 al Brescia dove ho segnato, il gol alla Fiorentina, la promozione in Serie A, il fatto di aver fermato per due volte la Juventus».

Nel 2019 passi al Como: perché hai accettato quell’offerta?
«Avevo altre offerte alle mani, ma ho fatto una scelta di carattere umano, perché ad oggi ho scelto un’impronta lavorativa e tenere il calcio come passione, quindi ho scelto una squadra che aveva un progetto importante e vincente, in linea col mio carattere, e quello umano. Credo di aver fatto una scelta giusta».

Il tuo primo anno con le lariane è partito col botto, visto che col Como arriva la promozione in Serie B.
«Sarebbe stato più bello vincerlo sul campo, ma credo che ci meritavamo questa promozione».

Siete momentaneamente al secondo posto in Serie B: in linea con le aspettative di questa stagione?
«L’obiettivo non è salire di categoria, ma cercare di vincere tutte le partite. Abbiamo fatto qualche passo falso, ma non siamo state le uniche a farlo. Dipende solo da noi, perché non ci sono parte scontate e noi dovremo cercare di sbagliare il meno possibile».

Domenica hai messo a segno la rete della vittoria sul Pontedera: raccontaci le tue sensazioni prima e dopo aver fatto gol.
«Sono tornata dopo due mesi da un infortunio alla spalla destra, e quando sono rientrata in campo ho avuto una grande gioia. Ero felice di poter rientrare, come se avessi l’emozione di giocare la prima partita. Avrò fatto gol, ma credo sia stata una vittoria di squadra. Non abbiamo smesso di crederci. Questo gol lo voglio dedicare ai miei nonni che sono di Como che non possono venire a vedermi per il Covid-19».

Domenica riceverete la Lazio: sarà una partita decisiva per voi?
«La Lazio è una squadra che può portarsi a casa tre punti, ha progetti forti e dichiarati, e noi siamo appena sopra di loro. Sarà una partita normale, e scenderemo in campo per prenderci i tre punti in qualsiasi partita».

La Serie B di quest’anno è equilibrata, ma allo stesso tempo falcidiata dal Covid-19.
«Credo che un campionato come la Serie B sia sfalsato non è bello, perché deve avere i parametri più o meno uguali a quelli della Serie A. La nostra fortuna però è quella di continuare a giocarlo».

In che situazione si sta trovando il calcio femminile italiano?
«Dopo la grande prestazione dei Mondiali il calcio femminile ha avuto una visibilità maggiore fermato per via del Covid-19. Ci sono persone che credono sempre di più in questo movimento. Mi auguro che il gap venga sentito sempre di meno e che si renda più professionista».

Che persona sei fuori dal campo?
«Ho una vita abbastanza tranquilla: faccio la contabile nel ristorante di mio papà, e lo ringrazio perché mi permette di avere un lavoro. Ho un nipotino che trascorro con lui appena ho la possibilità».

Quali possono essere i tuoi prossimi obiettivi?
«Lo dico molto stretto: si pensa giorno per giorno. Non voglio avere obiettivi futuri. E il mio obiettivo è quello di andare a Como stasera ad allenarmi per la partita di domenica e prendere i tre punti».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Como Women e Giulia Rizzon per la disponibilità.

Photo Credit: Como Women 

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.