Simona Sodini, atleta cresciuta nelle giovanili della Torres, dopo una breve esperienza nella Serie B con l’Attilia Nuoro, nella stagione 98-99 raggiunge subito la Serie A con il passaggio al ACF Milan, squadra con cui vince scudetto e super coppa italiana.
Tornata in Sardegna, ancora in Serie A con le due neopromosse, nuovamente con l’Attilia Nuoro e la stagione successiva con l’Atletico Oristano, e una prima esperienza al Torino dal 2002 al 2005.
Dopo una stagione in Serie B ancora a Oristano, ritorna al Torino nel 2007: con la maglia granata, con cui stavolta rimane fino al 2012, nel campionato 2008-2009 è stata vice capocannoniere con 22 reti, alle spalle di Patrizia Panico.
Nell’agosto 2014 decide di accettare l’offerta dal neopromosso Cuneo, dove milita per le successive tre stagioni. Con il passaggio del titolo sportivo del club cuneense alla neonata Juventus, il 9 agosto 2017 si accasa alla squadra bianconera ma con poche soddisfazioni. Nella stagione 2018-2019 ritorna per la terza volta, 6 anni dopo, al Torino, nella neonata Serie C, ed a oggi, dopo essere diventata mamma, prosegue in Piemonte la sua carriera agonistica.

Simona, dopo la vergognosa storia della Pallavolista, lasciata a casa in gravidanza come credi cambierà la situazione sportiva professionistica in Italia? Credi che nel Calcio Femminile, grazie all’introduzione del professionismo, ci saranno le giuste tutele?
“Sicuramente la storia della pallavolista ha avuto un grande risonanza da parte di tutto il mondo sportivo e non solo, questo farà sì che probabilmente o per lo meno si spera che qualcosa dovrà per forza cambiare, perché nel 2021 é davvero ancora assurdo sentire queste brutte storie.
Purtroppo finché non ci saranno delle vere tutele restiamo in balia del buon senso delle società per chi come me ha avuto questa fortuna ma c è anche chi invece si è vista rescindere il contratto all’ improvviso per una causa che dovrebbero invece appoggiare in tutto e per tutto . Con le tutele credo ci saranno più garanzie e questo farà sì che un atleta non abbia più nessuna paura o addirittura non debba più scegliere tra la carriera e l’ essere mamma , due figure che si sposano tranquillamente e che possono assolutamente coesistere”.

Nella tua lunga carriera calcistica che cosa è che trovi migliorato e cosa miglioreresti ancora nel mondo femminile? La variazione economica nel professionismo, al singolo atleta, sarà un bene per le società?
“Nei miei 23 anni di carriera ne ho visto tante, come si “suol dire”, e ho visto negli ultimi anni anche dei miglioramenti. Credo che tutto questo sia merito dell’arrivo nel femminile delle società professionistiche. Con esse é migliorata l’’organizzazione, le strutture, lo stato di forma delle atlete e quindi anche il calcio femminile ha avuto più risalto. I media parlano e raccontano molto di più rispetto ad anni fa. Un tempo era assurdo poter vedere una partita su sky o sulla Rai, ora ogni settimana comunque ci sono delle dirette e questo fa crescere il movimento e fa conoscere sempre di più le giocatrici, anche a chi magari non sa proprio nulla di calcio femminile o che non l’ ha mai seguito.
Con il contratto da professionista esso migliorerà’ a 360 gradi lo “stato” di giocatrice: non solo con le tutele, ma anche sotto l’ aspetto economico, ma sicuramente si farà in modo di avere anche più investimenti e sponsorizzazioni importanti da parte di tante realtà che vogliono entrare in questo mondo e farsi conoscere con tutti i canali. Dove si parla di calcio femminile, e sono sicura che per le tante multinazionali, esso diventerà un importante strategia di marketing” .

Quanto è difficile, come mamma, gestire la vita di ogni giorno ed incastrare tempi e spazio per tutti i tuoi impegni sportivi e familiari? Cosa consigli, in virtù delle tue esperienze, ad una ragazza che attualmente gioca a calcio e vede il suo futuro da madre come un limite di fine carriera?
“Diventare mamma é la cosa più bella che possa capitare ad una donna , ciò che davvero completa una donna . Quindi davvero di cuore io lo auguro a tutte le giocatrici perché non ti limita ma ti completa e ti migliora come persona .
Sicuramente non è facile e non lo è mai stato incastrare il calcio con la l’ essere mamma. Ho avuto il mio primo figlio 5 anni orsono, e dopo tre mesi sono ritornata in campo pronta, come atleta in tutto e per tutto. Ho avuto una seconda gravidanza e anche qui, dopo un anno e mezzo, ho avuto testa e tenacia: allenandomi duramente, a riprendere campo. Certo non nascondo che la sera quando rientri a casa, e non dormi la notte perché il bimbo piange ed ha bisogno di me, non è facile, ma non devi mai mollare.
Con tutte queste difficoltà sono sempre riuscita a farlo anche grazie al mio compagno che mi ha aiutato in tutto, lui in qualità di “mister”, mi ha spronata a ritornare al meglio nella forma fisica.
Il consiglio ? Semplice: quando desidererete diventare mamme provateci con tutto il cuore, e con tutto il cuore, ritornerete al meglio ad essere le atlete di sempre”.

Se si potesse tornare indietro nel tempo, e vorresti riavvolgere il nastro, che cosa cambieresti nelle tue scelte e quali sono gli obbiettivi che ti sei imposta per il futuro?
“Non cambierei niente di ciò che ho fatto , ogni scelta fatta mi ha dato è lasciato comunque qualcosa quindi ha formato il mio essere giocatrice. Probabilmente però dal calcio ho ricevuto meno di ciò che ho dato.
Il mio futuro? E’ ciò che sto già facendo , ho concluso questa stagione ancora prima che finisse per un infortunio che ancora sto cercando di recuperare e ho aperto la mia scuola di perfezionamento calcistico , per trasmettere “il mio calcio “ e la mia esperienza calcistica : la Sodini Scuola di Perfezionamento, ora é questo il mio futuro !”.

Siamo certi che Simona farà ancora molto per lo Sport, non solo per la sua gloriosa “scuola”, ma anche nel suo Torino. Atleta di esperienza e capacità tecnica che ha saputo sacrificarsi nella vita e che si è ritagliata spazio e molte gioie.
Auguri mamma Simona, buon lavoro, e a presto.


Calcio Femminile Italiano  è sempre attento e sensibile alle dinamiche delle calciatrici, mamme ed atlete, e ci piacerebbe fare altre interviste analoghe, pertanto se vuoi metterti in gioco e ci contatti avremmo piacere di condividere con i nostri lettori la tua storia.

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Paolo Comba
Paolo Comba, giornalista pubblicista iscritto all' ordine di Torino, ho conseguito il tesserino da Giornalista collaborando da prima con quotidiani on line ( settore calcistico giovanile : “11 giovani.it” e “gioca a calcio.it", in Piemonte) per entrare, successivamente, in redazione a Torino del settimanale cartaceo di “ Sprint&Sport" e Terzo Tempo (settore calcistico dilettantistico Regione e Nazionale - Professionistico – Serie D). Collaboro dal 2018 con RCS Sport per il Giro d' Italia (seguendolo in tutte le tappe) e nel Giro 103 ho collaborato come addetto stampa per quotidiani on line di ciclismo ( bikenews ). Appassionato di Sci alpino e nordico segue gare Mondiali e Coppa del Mondo dal 2000. Credo che il CALCIO FEMMINILE ITALIANO sia un movimento in grande crescita e debba avere le stessa visibilità del mondo “ maschile", pertanto, contribuisco a questo grande obbiettivo.