Tecnica, preparazione, modulo: ma siamo sicuri che nelle società della massima serie siano solo queste le caratteristiche per arrivare alla sfida del week-end?

Sono moltissimi gli spetti che una società analizza e sviluppa, in una settimana con il suo gruppo. Si parte dal lunedì, dove per la maggior parte delle società vi è lo “studio della gara svolta”: con l’analisi della partita, secondo i match analyst, proiettata sul grande schermo in sala. Questo fa comprendere alle calciatrici gli errori, le posizioni sul campo, la corsa, i passaggi ed i flussi di gioco (giusti o sbagliati) per meglio definire cosa è andato bene e cosa è migliorabile. Inoltre si rivedono i video, realizzati da professionisti in campo, dove si possono bloccare i frame su azioni che hanno prodotto azioni avversarie pericolose, oppure le reti, per capire e sviluppare insieme a  tutto il gruppo una attenta analisi.

Questo modo operandi, molto simile al calcio maschile, fa capire il livello che si è raggiunto negli anni (anche) nel movimento femminile. Questo non solo in Serie A, ma anche in serie B e C (che non sono classificate giocatrici professioniste).

La preparazione fisica, del lunedì mattina, è quasi sempre svolta alla ripresa: dividendo la squadra in due gruppi, a chi ha giocato in gara (per almeno un ora) e che quindi deve recupere l’affaticamento, per lo più in vasca crioterapica; e tra chi deve sviluppare “muscolo ed intensità” per le prossime gare. Martedì e Mercoledì, differenziato tra squadra e squadra, il programma è portato sullo sviluppo della “forza funzionale”: prima in palestra e poi su di una porzione di campo molto ristretta. Molto importanti le “azioni di tipo metaboliche”, con tiri in porta da calchi piazzati (in tutte le dinamiche possibili) curando i particolari ed i dettagli. Giovedì si sviluppano le partite su quadrato verde, attività “tecnico-tattiche” a seconda dell’obbiettivo pre-scelto, per coordinare il modulo che poi verrà utilizzato nella gara successiva. Il venerdì è dedicato agli “spazi”: varie situazioni che pongono la calciatrice, fronte all’ avversaria, alle scelte di dove calciare la palla. Inoltre si lavora sulla rapidità, dove viene anche misurata e monitorata ad una ad una da uno specifico programma wi fi sul campo. Infine il sabato, se non è previsto l’anticipo gara per motivi televisivi, vi è la “ rifinitura”  con serie 3 a 3 per poi proseguire a metà campo con scambi veloci più finalizzati alla conclusione che al gestire la sfera.

La prestazione individuale, conta molto in questo sport, ma la “scienza dello sport” come modello di prestazione fisica, conta moltissimo, e le performance che poi si riflettono sul campo nella gara della domenica è frutto di tutto questo duro lavoro che viene sviluppato e corretto nella settimana da tutto lo staff tecnico di ogni società.

Paolo Comba, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti di Torino, dopo il conseguimento del Tesserino ha collaborato per varie testate giornalistiche seguendo il Giro d’Italia (per cinque edizioni), i Campionati del Mondo di SKI a Cortina, gli ATP FINALS di Tennis a Torino, i Campionati Italiani di Nuoto ed ha intrapreso, con passione e professionalità, dal 2019 a Collaborare con Calcio Femminile Italiano. Grazie a questa Testata ho potuto credere ancora di più a questo Movimento, sia nelle gare di Serie A che in Nazionale maggiore, ed a partecipare di persona all’ Argarve Cup ed ai Campionati Europei in Inghilterra. Ad oggi ricoprendo una carica di molta responsabilità, svolgo con onore questa mia posizione, portando ancora di più la consapevolezza di poter dare molto per lo sviluppo e la vibilità del Calcio Femminile in Italia e all’estero poiché lo merita per la sua continua crescita.