Aitana Bonmatí ha dimostrato ancora una volta di essere una professionista anche fuori dal campo da gioco. L’attuale Pallone d’Oro è intervenuta alla presentazione della Supercoppa Bimbo 3 di 11 al Joan Gamper Sports City, il centro sportivo che ospita le sedute di allenamento del Barcellona, oltre che la base dell’accademia del club.

 

L’iniziativa culminerà con un torneo all’Estadi Johan Cruyff in programma a fine giugno. Durante l’evento di presentazione, Aitana ha rivendicato il ruolo delle donne, attraverso la sua esperienza, e ha affermato: “A volte pensavo di lasciare il calcio perché non vedevo un futuro e pensavo che non ne valesse la pena , ma oggi posso dire che tutta quella sofferenza e quelle brutte giornate mi hanno lasciato ne è valsa la pena vedere ciò che abbiamo ottenuto. Mi sento orgogliosa di aver seguito questo percorso”.

 

“La strada non è facile e mi piacerebbe che ci fossero più donne in ruoli importanti. Le donne vivono situazioni più complicate degli uomini in molti lavori e possiamo rassegnarci o alzare le braccia affinché la situazione cambi. Dobbiamo continuare a lottare per lasciare un futuro migliore”. Accanto a lei, un’altra Aitana. Si tratta di Aitana Martínez, giovane calciatrice del CE Europa, club catalano militante in  Segunda División RFEF, che ha spiegato: “Non voglio arrendermi, voglio continuare e voglio avere successo. Il mio sogno è sempre stato quello di diventare un giocatore professionista ma al giorno d’oggi è molto difficile conciliarlo con gli studi. Alla fine è molto evidente e il modo in cui arriviamo molto tardi a tutto è legato all’esercizio e al fatto che non ci riposiamo”.

 

Bonmatí ha colto l’occasione per elogiare il lavoro di La Masía, struttura fulcro di tutte le giovanili del Barcellona: “Se alleniamo i giocatori fin da piccoli, arriveranno in prima squadra sapendo giocare come facciamo noi del Barça, capendo il gioco e i concetti, perché avranno assorbito questo per anni. L’impegno di un club come il Barça nel calcio di base manda un messaggio molto importante al mondo, perché vuole che le ragazze facciano lo stesso percorso dei ragazzi che da anni sono alla Masía e che ci sono riusciti e lo stanno facendo”.

Questa campagna mira a ridurre il numero di giocatrici di 16 anni che abbandonano il calcio. Una curiosità sul nome della Supercoppa: 3 su 11 è in relazione al fatto che solo tre ragazze su undici restano nel mondo dello sport da quell’età in poi, mentre il 70% delle ragazze abbandona lo sport.

FONTEAS
Niccolò Larocca
Nato il 6 agosto 1995. Laurea triennale in Lingue e letterature straniere presso l’Università degli studi di Milano conseguita nel 2019 e master di giornalismo multimediale presso la 24 Ore Business School completato nel 2024. Da sempre appassionato di calcio e sport, con le sue dinamiche e le sue storie da raccontare. Credo nei valori che accompagnano il calcio femminile e nella sua potenziale crescita.

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