Questo martedí l’allenatore della Nazionale Australiana Tony Gustavsson ha depositato nero su bianco la lista delle 18+4 nominate per i prossimi Giochi Olimpici di Parigi 2024: tra queste vi è Katrina Gorry, centrocampista dalla casacca numero 19.

Un grande traguardo per quest’ultima che può ora tirare un sospiro di sollievo dopo una snervante attesa a tal proposito per via dell’infortunio alla caviglia subito durante uno scontro con il Chelsea a marzo (con conseguente operazione) che l’ha costretta a saltare anche le più recenti tre gare in gialloverde:Ero piuttosto ansiosa, non sapevo se sarei potuta tornare o menoha fatto sapere -. In passato avevo già subito questo tipo di infortunio, perciò sapevo cosa aspettarmi; ho dato piena fiducia al mio corpo per una ripresa giusto in tempo per le Olimpiadi e speravo solo di essere tra le prescelte“.

Gorry ha spiegato, inoltre, che durante la riabilitazione è rimasta in stretto contatto sia con il tecnico Gustavsson che con il vice allenatore Jens Fjellström, che le hanno fatto sapere della sua selezione per Parigi 2024 mediante videochiamata; per certi versi surreale ma dall’altra parte un momento di profondo orgoglio per la calciatrice che in tale circostanza ha riferito: “Ho provato un sollievo indescrivibile. In certi casi speri sempre di essere selezionata, ma non sai mai veramente cosa succederà; sono davvero grata per l’opportunità e per la fiducia in me riposta, nonostante tutto. Prometto di contribuire al buon lavoro di squadra“.

L’originaria di Brisbane (madre orgogliosa di Harper, con un bambino in arrivo dalla sua fidanzata Clara Markstedt) rifiutò la partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo 2020 per via dell’arrivo della primogenita previsto proprio una settimana dopo la cerimonia di chiusura; una decisione che, a detta sua, non scambierebbe per nulla al mondo, e che, anzi, renderà Parigi 2024 ancora più speciale!

La mancanza di Tokyo è stata ovviamente dura, ma speciale allo stesso tempo perché sono diventata mamma“, ha continuato – Avere Clara e i due piccoli a bordo campo renderà tutto ancora più bello.
Le Olimpiadi sono qualcosa di inarrivabile, un sogno che rincorri da bambina, e non importa di che sport si tratti, ognuna di noi si è ispirata in qualche modo ad un atleta che ci ha permesso, oggi, di essere quelle che siamo. Ora la mia priorità è sicuramente fare tutto il possibile per riuscire a mettere una medaglia al collo“.

Anche per quanto riguarda la piena forma fisica da voler raggiungere, la centrocampista rimane fiduciosa:La riabilitazione è andata molto bene, sto spuntando tutte le caselle, il che fa ben pensare. Prima torno all’allenamento di squadra, più mi sentirò a mio agio con tutto.
Ho ritrovato le forze e non ho più avuto alcun dolore al piede, mi sento sempre più a mio agio. I segnali positivi ci sono, spero davvero di poter tornare presto ad allenarmi con le mie compagne“.

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