Il Barcellona è ancora campionessa d’Europa grazie alla vittoria contro il Lione per 2-0 a Bilbao.

Cosa è stato determinate per il risultato finale secondo gli allenatori e i giocatori?

Jonatan Giráldez, allenatore Barcellona: “Abbiamo fatto un lavoro straordinario, con e senza palla. Abbiamo sofferto nel finale perché il Lione ha alzato la pressione, ma sono molto orgoglioso di tutte loro. Quando, a dicembre, ho annunciato che avrei lasciato l’incarico a fine stagione, tutti hanno pensato che il rendimento della squadra sarebbe potuto calare. Oggi abbiamo dimostrato che non è stato così. Una prestazione straordinaria e una vittoria meritata.”

Sonia Bompastor, allenatrice Lione: “La delusione è grande, perdere una finale è molto duro, ma il Barça ha giocato una grande partita. Avremmo dovuto giocare una partita perfetta per vincere, ma non abbiamo sfruttato bene le poche occasioni offensive che abbiamo avuto. In difesa saremmo dovute essere un muro per impedire al Barcellona di giocare, controllare il gioco e avere possesso palla. Lo abbiamo fatto a tratti, ma quando non ci siamo riuscite, ne hanno approfittato”.

Daniëlle van de Donk, centrocampista Lione: “È un peccato che non siamo riuscite a creare abbastanza. Il Barcellona ha meritato la vittoria. Eravamo un po’ basse a centrocampo e non siamo riuscite a gestire bene la pressione; di solito, questo è il nostro punto di forza. Complimenti al Barcellona, ha fatto benissimo. Avrei voluto pressare meglio, penso che avrebbe potuto fare la differenza.”

Dove si è decisa la finale: l’opinione dei reporter UEFA

 

Graham Hunter, reporter Barcellona:

Forse gli allenatori diranno il contrario, forse le loro menti calcistiche illuminate hanno visto le cose in modo diverso. Ma se vogliamo capire dove la partita è stata vinta e persa, allora bisogna dire qualcosa sul concetto di “chi osa vince”.

L’OL è stato straordinario e ha smussato molto di ciò che rende speciale il Barcellona. Questo fino a quando non c’è stato un minimo gap. Fino a quando Mariona Caldentey, affondando a centrocampo come nella finale della scorsa stagione, ha usato la sua tecnica per girare la palla sulla corsa di Aitana Bonmatí. A quel punto si è trattato di osare, di fare scintille, di avere la certezza che rischiare di superare le avversarie avrebbe potuto portare frutto.

La tattica è fondamentale, ma a volte è la magia creativa a fare la differenza. E a volte, succede due volte.

Vanessa Tomaszewski, reporter Lione:

Il Lione ha iniziato la finale con un forte pressing per mettere sotto pressione le avversarie, ma il Barcellona, e in particolare Caroline Graham Hansen, ha gradualmente preso il controllo del gioco. Proprio quando Damaris Egurrola stava iniziando a salire di tono a centrocampo per il Lione, Bonmatí ha assestato un colpo durissimo aprendo le marcature.

Scelte offensive inefficaci, palloni persi e spazi lasciati scoperti hanno infine aiutato il Barcellona, che di conseguenza ha punito il Lione. L’ingresso di Ada Hegerberg, che sa come si fa gol in finale di Champions League, ha riacceso qualche speranza per l’OL, ma il colpo di coda di Alexia Putellas ha chiuso la partita.