Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Prima allenatore e giocatrice della stessa squadra (il Montesilvano), oggi avversari sulle panchine delle finaliste per lo scudetto: un anno dopo, sul campo neutro del PalaFlorio di Bari e in diretta su SkySport, è ancora Gianluca Marzoli versus Cely Gayardo. Ma soprattutto è ancora Bitonto contro TikiTaka Francavilla.

QUI BITONTO – Primo posto in classifica e sei finali raggiunte. Se a livello tattico Gianluca Marzuoli non potrebbe chiedere di più, ora lo sforzo massimo richiesto al Bitonto è di carattere mentale.
Ho chiesto di guardare questa finale sotto un altro punto di vista, quello del TikiTaka, e di immaginare con quanta rabbia ci affronteranno, pensando ai precedenti. Bisognerà adeguarsi e pareggiare quell’agonismo, poi si inizierà a giocare. Nelle “semi”continuasono arrivate le 4 squadre più forti, tanto da pensare che se scambiassimo le panchine degli allenatori, i risultati sarebbero più o meno quelli. Ma se dovessi giocarmi un euro, allora punterei sul Bitonto: vivo la squadra h24 con lo staff, società e dirigenti tutti, abbiamo instaurato un rapporto che va oltre il lavoro e c’è un’alchimia che si è consolidata col tempo. E poi c’è Paka, un valore aggiunto immenso non solo per me e la squadra, ma per tutto il Bitonto. Nessuna come lei è capace di aggregare un gruppo, dal punto di vista professionale e umano non ha eguali. È stata capace di farci arrivare al meglio della condizione in tutti i momenti decisivi. Cosa significherebbe per noi vincere il secondo scudetto consecutivo? Un’emozione enorme, ma in cima alla mia lista metto il lavoro svolto, il percorso che ci ha portato fin qua, perché solo grazie a questo abbiamo la possibilità di giocarci una chance tricolore domenica. E, in ogni caso, il giorno dopo tutto finisce. Ci si rimbocca le maniche e si riparte”.

QUI TIKITAKA – Sei finali scudetto vissute da giocatrice (la metà delle quali vinte) e due nei panni di “miss”. Per Cely Gayardo arrivare fino in fondo è quasi un mantra, “ma il traguardofa notarenon è per nulla scontato. C’erano altre squadre competitive al pari nostro o con rose più attrezzate, eppure oggi noi siamo qui e questo dà valore al lavoro svolto da tutto il gruppo durante tutto la stagione. E ci fa immensamente piacere. Dopo due finali perse, però, non possiamo accontentarci solo di esserci di nuovo. Vogliamo fare meglio e ci sentiamo più pronte rispetto al passato per riuscirci”.
Dall’anno scorso ad oggi, questo per il tricolore sarà il decimo confronto col Bitonto. “In teoria sappiamo tutto quello che dobbiamo fare per metterle in difficoltà, uno 0,5 di margine di errore c’è anche da parte loro, ma servirà qualche episodio a nostro favore. La gara unica? Quando ho letto il regolamento, mi sono detta che in caso di finale avremmo avuto qualche possibilità in più. Ora che la l’ultimo atto è arrivato davvero, vogliamo dimostrarlo: battere due volte il Bitonto è praticamente un’impresa, ma a noi ne basterebbe una… e speriamo con tutte le forza che questa sia la nostra occasione”.

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