Credit Photo: Giancarlo Dalla Riva - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Sfogliando i 9 precedenti tra Bitonto e TikiTaka, ce n’è anche uno per lo scudetto. Ma nulla è paragonabile al prossimo che rimetterà in gioco il tricolore in gara secca (9 giugno ore 17, in diretta su SkySport) e campo neutro (PalaFlorio di Bari, con ingresso gratuito). Un anno dopo la “bella” del PalaPansini è ancora lotta tra le capitane Lucilèia e Brenda Bettioli, anche se per le protagoniste tanto è cambiato.

LUCILEIA – “Sia la finale tricolore del 2023 che la stessa finale di due mesi fa per la Coppa Italia fanno ormai parte del passato – dice il capitano delle leonesse, vincitrice di 4 scudetti –. Ci conosciamo a memoria, questo è vero, ma arriviamo all’evento con motivazioni differenti: noi per riconfermarci, loro per conquistare un titolo inedito. Mi dispiace solo che sia gara secca: anche ad una squadra che è stata prima dall’inizio alla fine, potrebbe capitare una giornata storta. A noi è successo in gara-1 dei quarti col Kick Off, ma devo dire che ci ha fatto bene: aver vinto tanto ha coperto alcune pecche che la gara di San Donato ha rivelato e, infatti, da lì siamo molto maturate”.

E poi ci sarà il solito supporto del pubblico neroverde. “Non c’è Bitonto senza tifosi. A Montesilvano, Falconara o Genova, per noi è difficile sentirci lontane da casa. Figuriamoci nella vicina Bari che sarà letteralmente riempita dalla nostra gente. È una finale e ce la metteremo tutta: vogliamo coronare una stagione straordinaria e volare di nuovo in Champions”.

BETTIOLI – “Il Bitonto è favorito, ma io penso che non abbiamo mai avuto tanta motivazione e voglia di riscatto – suona la carica Bettioli –. Sento un’energia diversa rispetto alle altre volte e sono sicura che sapremo competere ad alto livello. Vincere o meno dipende sempre da tanti fattori, anche esterni. Ma su quelli che possiamo controllare, daremo tutto quel che abbiamo”.

È dalla finale tricolore di due anni fa tra Falconara e Pescara che il capitano ha un sogno. “Ero al PalaBadiali e pensavo a quanto sarebbe stato bello essere una di quelle giocatrici in campo a cantare l’inno di Mameli, ma oggi penso che voglio essere in campo per vincere. È scattato qualcosa e non c’è nulla che tenga: se mi dicessero che c’è da correre per 200 minuti, lo farei senza problemi. E così le mie compagne. Da adesso in poi è tutta adrenalina. Quest’anno è stato di crescita e cambiamento, come giocatrice e come persona: lo scudetto, per me, sarebbe un regalo enorme per tutto quello che ho saputo affrontare”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here