Al termine dei quarti di ritorno di Coppa Italia, che ha visto la Fiorentina vincere in casa ai rigori contro un Inter combattivo e per nulla disposto a dichiarare bandiera bianca prima del tempo, il mister De La Fuente, intervistato in proposito ha detto la sua.
Un compleanno doppiamente speciale per l’allenatore argentino che festeggia con la vittoria e la conseguente classificazione alla semifinale di Coppa Italia.

Intervistato in proposito alla partita, ha esordito facendo i complimenti alla sua squadra che nonostante le difficoltà e la fatica con tanta tenacia e tanto cuore ha vinto dimostrando tutte le proprie capacità e la propria tenacia.
Facendosi forza l’un l’altra le calciatrici viola hanno dimostrato come la loro forza sia dovuta anche alla loro compattezza e il proprio accordo verso l’obiettivo comune da raggiungere. Le partite si fanno sempre più frequenti e la fisiologica fatica provata nel giocare ogni tre giorni si è sentita mentre le atlete stavano sul rettangolo verde.
Nonostante questo e nonostante lo svantaggio subìto nel primo tempo supplementare sono riuscite a ribaltare il match prima con un pareggio e poi, con quella roulette russa che sono i rigori, a trovare anche la vittoria:

Soddisfattissimo di questa squadra, per l’ennesima volta credo di dover fare i complimenti alle ragazze perché vanno avanti nonostante le difficoltà e mettono il cuore in campo. Avevo chiesto di essere squadra dall’inizio alla fine e, prima della partita, di guardarsi in faccia perché se tutto sarebbe andato bene lo avremmo potuto rifare senza rimpianti. Così è stato.
La forza di questa squadra è la squadra stessa e in campo siamo riusciti ancora una volta a dimostrarlo nonostante fossimo veramente esauste. Stiamo giocando tanto e andare ai supplementari, fare pure gol dopo che siamo 1-0 e con le forze che iniziavano a mancare, vuol dire mettere in campo tutto il cuore.
Per quanto riguarda i rigori, tutti sappiamo come sono, penso che questa squadra meriti di essere tra le prime quattro d’Italia in questo momento. 

Il più bel regalo è stato il momento dopo il gol di Bellucci, quello è stato bellissimo sopratutto per quello che le ragazze avevano dato in 120 minuti di gioco“.

Sono nata in provincia di Cagliari il 29/08/1992. Frequento l'università a Cagliari ad indirizzo pedagogico. La mia passione per il calcio è nata quando ho iniziato a seguire questo sport perchè mio fratello è un grande tifoso del Milan e io cercavo un punto d'incontro con lui. Ho iniziato a guardare le partite, e a comprenderne i meccanismi poi è arrivato quello femminile che mi ha conquistata al punto da sentire un po' mie anche le loro imprese.