Il Brescia in questa stagione ha deciso di ripartire affidando i gradi di capitano della squadra ad una ragazza che per tanti anni ha vestito la maglia biancoblu nelle giovanili, per poi farvi ritorno nell’estate dello scorso anno: si tratta della centrocampista classe ‘97 Chiara Guerini.

  1. Chiara come è iniziata la tua passione verso il calcio?

«Non c’è stato un momento preciso in cui ho capito che il calcio fosse la mia passione, diciamo che probabilmente ci sono nata. Mia mamma è stata giocatrice anche lei, è stata la mia prima allenatrice, guida e tifosa. Se devo dirti come è iniziata posso dirti che a 5 anni, il giorno di Santa Lucia, mi regalò le stesse scarpe che usava lei: me le ricordo ancora le Valsport nere. E da quel momento non le ho più tolte.»

  1. Sei stata nel settore giovanile del Brescia per 10 anni e quest’anno ritorni “a casa”. Possiamo dire che si è chiuso un cerchio.

«Esattamente: ho fatto tutte le giovanili del Brescia. Ho deciso poi di fare un’esperienza di tre anni in Serie C col Cortefranca, e quest’estate, quando ho avuto la possibilità di ritornare a Casa, non ho esitato un secondo. Avevo bisogno di rimettermi in gioco, e di dimostrare a tutta la società che non si erano mai sbagliati su me.»

  1. Cosa significa per te essere capitano del Brescia?

«Essere capitano significa essere il punto di riferimento della tua squadra, devi essere un loro esempio, soprattutto per le compagne più giovani ed inesperte. Devi essere sempre presente sia nelle vittorie che nelle sconfitte, non devi mai tirarti indietro, devi essere lo scudo della tua squadra. È un ruolo difficile che implica una grossa responsabilità, ma non potevo essere più grata alla società di questa scelta, che sta aiutando anche me in questa crescita: però di essere stata in grado, fino ad oggi, di averlo rappresentato nel modo migliore, e se così è stato è grazie all’aiuto di Laura Dolfini (la vicecapitano) e di tutte che non mi hanno mai lasciato sola un attimo.»

  1. Hai una giocatrice di riferimento?

«Una in particolare no. Potrei farti il nome di Girelli, per la professionalità e l’amore che ha portato per la nostra maglia, potrei dirti per quanto riguarda il mio ruolo mi sta impressionando molto Galli per la grinta con cui lotta su tutti i palloni.»

  1. Cosa ne pensi dell’attuale situazione del girone lombardo di Eccellenza ha fatto già il giro di boa?

«Penso sia il più difficile, e il livello è molto alto: peccato che possa essere promossa solo una squadra senza playoff.»

  1. All’interno della vostra squadra c’è una tua compagna di squadra che ti sta impressionando?

«Tutte mi stanno impressionando e tutte mi stanno insegnando qualcosa. Ognuna per un aspetto diverso, dalle più giovani per la grinta che ci mettono alla voglia di dimostrare le loro potenzialità, alle più esperte che si stanno riscattando e si stanno rimettendo in gioco come me. In tutte ho potuto vedere una crescita e non potevo esserne più orgogliosa»

  1. Secondo te chi vincerà il campionato di Serie A femminile?

«Bella domanda. Diciamo che le tre squadre che se la stanno giocando sono Juve, Fiorentina e Milan. Non so dirti esattamente chi vincerà (anche perché non voglio portare sfiga a nessuna) sarà un bel ritorno di campionato però!».

  1. Come si comporterà l’Italia ai prossimi Mondiali in Francia?

«L’Italia ai Mondiali farà bene senz’altro. Spero puntino tanto sulle giovani come Bergamaschi e Giugliano, perché sono il futuro e hanno un talento incredibile.»

  1. Com’è Chiara Guerini fuori dal campo?

«Chiara Guerini fuori dal campo è un terremoto, non sta mai ferma ha sempre voglia di far qualcosa e non le va mai bene nulla. Chiedete ai miei genitori, che dopo 21 anni sono riusciti a farmi andare via di casa godendosi un po’ di quella tranquillità che gli ho sempre negato. Ma devo dire che senza di loro Chiara non sarebbe quella che è oggi, e non smetterò mai di dirgli grazie.»

  1. Nonostante la tua giovane età ti piacerebbe rimanere ancora nel mondo del calcio?

«Assolutamente sì! Questo è solo l’inizio, e con costanza e determinazione spero di rimanerci ancora a lungo: quindi dovrete sopportarmi ancora per un po’.»

Photo Credit: Facebook Brescia Calcio Femminile

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.