Come ogni settimana Calcio Femminile Italiano dedica uno spazio alla serie C con l’intento di valorizzarne il Campionato. I tre gironi, infatti, sono composti da squadre che settimana dopo settimana dimostrano in campo il loro valore donando, con generosità e grande impegno, delle belle prestazioni a tutti coloro che accorrono ad assistere alle partite.
Con questo scopo abbiamo raggiunto telefonicamente Arianna Di Lenardo, difensore classe 2003 alla sua prima stagione con la maglia de L’Aquila Femminile che si è raccontata con estrema sincerità permettendoci di entrare un po’ nel suo mondo da atleta e da amante del calcio.

Arianna, cresciuta nelle giovanili del Tavagnacco e passata poi a militare, nella stagione 2022-2023 nel Portogruaro, ci ha raccontato che per lei il calcio è fondamentale e rappresenta i suoi sogni, le sue speranze per il futuro e il suo presente.
“Il calcio per me rappresenta tanto, se non addirittura tutto, è il fondamento su cui la mia vita si è basata da quando ho iniziato a giocarci ad oggi. È quello che vorrei fare nella vita, quindi non potrebbe essere altrimenti”

In quanto difensore, ha imparato nel tempo ad osservare. Ognuna delle persone con cui ha giocato, sia in squadra che come avversaria, le hanno regalato qualcosa in termini di insegnamento. Ecco perchè alla nostra domanda sui suoi modelli di riferimento ci ha risposto di non averne uno nello specifico, però vestendo la maglia de L’Aquila ha avuto modo di vedere alcune prestazioni delle sue compagne che la hanno colpita parecchio.
“Non ho un vero e proprio modello come calciatrice, però ci sono sicuramente tante persone con cui ho giocato insieme, ma anche contro, che ho preso come esempi, per motivi diversi. Devo dire che quest’anno in squadra ci sono delle persone che mi hanno impressionato molto”

Parlando del suo futuro ha sottolineato nuovamente come questo dovrà essere sicuramente legato al calcio, che sia come calciatrice o in qualche altra mansione. Vivere giorno dopo giorno la propria passione è ciò che si augura e che vorrebbe perseguire tra gli obbiettivi personali:
“Tra dieci anni mi vedo sempre in un ambiente calcistico, che sia come calciatrice, o in qualche altro ruolo che scoprirò o valuterò in futuro, ma sempre inerente. Non credo di riuscire mai a spostare completamente la quotidianità della mia vita da quella che è la mia passione.”

La nostra chiaccherata si è poi spostata sulla sua squadra che Arianna ha definito giovane ma formata da persone con esperienza, capaci di fare da guida per il gruppo. Questo è anche il loro punto di forza. Per quanto riguarda quello che ancora c’è da migliorare, sicuramente il mantenimento fisico e mentale in partita è uno degli aspetti su cui la squadra sta lavorando per raggiungere gli obbiettivi comuni: crescere e restare in categoria.
“Siamo una squadra giovane, ben bilanciata, con persone di esperienza che guidano il gruppo e sicuramente il nostro punto di forza è proprio quest’ultimo. Dobbiamo ancora lavorare su molti aspetti, come il mantenimento fisico e mentale per gestire al meglio la partita.
Gli obiettivi della mia squadra in questo campionato sono quelli di crescere e migliorare, insieme. Poi sicuramente l’obiettivo più concreto è quello di salvarsi e di mantenere la categoria”.

Il Girone B, di cui L’Aquila fa parte, infatti, è formato da squadre abituate a dare il meglio di se sia in campo, sia durante le sessioni di allenamento. Arianna ha ammesso che si tratta di uno dei più difficili che lei abbia mai affrontato; i motivi sono molteplici e spaziano dall’abilità tecnica delle atlete, all’aclimatarsi in una categoria caratterizzata da ritmi serrati.
“Giudico il girone B di serie C uno dei più tosti che abbia mai affrontato, sia a livello tecnico sia a livello di intensità. La grande difficoltà sta proprio nel riuscire ad ambientarsi ed abituarsi agli alti ritmi di pensiero del gioco.”

Come d’abitudine, la nostra ultima richiesta ha riguardato un suo messaggio personale alle bambine che intendono fare, della propria passione per il calcio un percorso di vita.
A questo proposito ha voluto sottolineare che oltre l’impegno necessario per raggiungere i propri obbiettivi, bisogna che loro stesse credano fino in fondo a ciò che fanno, nessuno ci crederà mai al posto loro.
“Alle bambine o ragazze che intraprendono quello che poi alla fine, al di là della passione e del divertimento, è un percorso di vita, mi sento di dire di viverselo appieno, di impegnarsi e di crederci loro in primis, perché nessuno lo fa al loro posto, ci possono essere persone che aiutano, ma la forza d’animo che le porterà avanti, rimane sempre la loro.”

Sono nata in provincia di Cagliari il 29/08/1992. Frequento l'università a Cagliari ad indirizzo pedagogico. La mia passione per il calcio è nata quando ho iniziato a seguire questo sport perchè mio fratello è un grande tifoso del Milan e io cercavo un punto d'incontro con lui. Ho iniziato a guardare le partite, e a comprenderne i meccanismi poi è arrivato quello femminile che mi ha conquistata al punto da sentire un po' mie anche le loro imprese.