Francesca Scaroni, calciatrice classe 1997 alla sua seconda stagione con il Venezia 1985, è l’atleta scelta per l’intervista esclusiva di Calcio Femminile Italiano, con lo scopo di accendere un riflettore su una serie C sempre più competitiva e preparata.
Il Venezia 1985, nello specifico, milita nel girone B e si trova attualmente al sesto posto della classifica con 19 punti (6 vittorie, 4 sconfitte e 1 pareggio, a soli due punti di distanza dal Riccione che sta al quinto posto).

Francesca ci ha raccontato di come il calcio sia sempre stato una presenza fissa nella sua vita, da quando da piccola giocava in piazzetta e guardava le partite di Shevchenko con suo padre.
Nella sua formazione da calciatrice, ha poi avuto modo di capire come il calcio (ma anche lo sport in generale) rappresenti in realtà una ottima occasione di maturazione e crescita personale.
Il calcio è disciplina e senso di appartenenza, ma anche agonismo e spinta a superare i propri limiti:
“Il calcio è da sempre parte integrale della mia vita, da quando passavo le giornate nella piazzetta dietro casa a rincorrere un pallone e tifare Shevchenko con mio padre. Con il tempo ho capito che il calcio, come tutti gli sport, sia un valore aggiunto nella propria crescita personale. Ad ora per me il calcio è sfogo, divertimento, famiglia (avendo avuto la fortuna di arrivare in una società come quella del Venezia 1985) e sfida con me stessa”

Come giocatrice si è detta fiera di veder riconosciuta la propria fisicità dominante, perchè ha lavorato tanto in quel senso ma la sua attenzione però è volta soprattutto a ciò che ancora c’è da migliorare o perfezionare.  Nello specifico, in questa stagione, il suo intento è di riuscire a canalizzare la propria emotività (dentro e fuori dal rettangolo verde) in modo che questa non crei impiccio negli obbiettivi personali e di squadra.
In questo il mister Giancarlo Murru è un valido supporto durante le sessioni di allenamento.
Anche in questo si può notare l’attenzione che il Venezia 1985 ha verso ognuna delle proprie atlete, spinte a dare il massimo settimana dopo settimana.
“Mi dicono sempre di avere una fisicità dominante, uno dei riconoscimenti più belli considerando tutto il tempo investito per raggiungere certi obiettivi in quella direzione.
Non saprei aggiungere altro, solitamente penso a tutto quello che dovrei migliorare o in cui manco. Quest’anno sto lavorando molto per imparare a gestire le mie emozioni dentro e fuori dal campo (si spera), cosa mai banale. Giancarlo (il mister) passa gli allenamenti a rimproverarmi e rincorrermi per farmi rimanere concentrata dal primo all’ultimo minuto, spero di migliorare presto altrimenti dovrò sdebitarmi a caro prezzo a fine stagione”

Lo sport è parte fondamentale della vita di Francesca anche lavorativamente parlando: coniuga, infatti, la propria attività da calciatrice con quella di personal trainer e preparatrice atletica. Essere lei stessa un’atleta in questo aiuta perchè permette di mettere nel modo giusto in pratica tutti gli insegnamenti che nel tempo le sono stati impartiti.
Nel tempo libero, poi, le sue attenzioni sono volte verso i suoi affetti, e a parte ciò, apprezza anche le giornate di relax in casa, utilissime per ricaricare le batterie:
“E’ difficile fare molte distinzioni tra il calcio e il lavoro come personal trainer e preparatrice: lo sport è letteralmente la mia vita. Quest’anno in realtà è stato un po’ anomalo, ho avuto la fortuna di fare un master in Spagna, dove ho vissuto fino a poco fa.
Il tempo libero comunque cerco di passarlo con le persone a me care, per quanto possibile. Ad essere sincera sono una persona abbastanza solitaria, mi piace molto anche prendermi una giornata di relax a casa, non guasta mai”

Spostando il focus dalla sua persona al Venezia 1985, Francesca ha delineato nel dettaglio gli obbiettivi della squadra in questa stagione a partire dall’intenzione di fare un buon campionato senza concentrarsi troppo sulla posizione in classifica ma piuttosto concentrandosi sulle partite settimana dopo settimana.
Come da lei ammesso, si tratta di un progetto a lungo termine in cui sono fondamentali sia le singole giocatrici che la squadra nella sua totalità. Il Venezia, d’altronde, ha dimostrato il carattere e il coraggio necessario sia per giocarsela con le corazzate del girone:
“Gli obiettivi del Venezia sono molto semplici. Fare un campionato fatto al meglio, partita dopo partita, senza ansia da classifica. Vedendo il lavoro impostato dal mister il progetto è a lungo termine, ci vuole tempo e fiducia in noi stesse come giocatrici e come squadra. Se proprio devo dire un numero, direi almeno tra le prime cinque della classifica, ma non ci piace sbilanciarci. Abbiamo dimostrato di potercela giocare a viso aperto con tutte le teste di serie, il carattere non ci manca.”

Il calcio femminile è una realtà che in molti paesi d’Europa sta prendendo piede in maniera solida. Le persone si sono appassionate alle gesta delle calciatrici e alle loro storie di vita che raccontano sacrificio, voglia di fare e di combattere contro i pregiudizi. L’Italia in questo senso è rimasta qualche passo indietro. Nella nostra intervista a Francesca si è provato a fare una riflessione su questo momento che il calcio femminile nostrano sta vivendo, e queste sono state le sue considerazioni in merito:
“In Italia è mancata un po’ di lungimiranza negli anni passati. Solo da poco si investe nel calcio femminile come si dovrebbe. Dopo gli europei in Francia dove l’Italia si è fatta notare molto bene, si sono visti passi in avanti ma purtroppo non c’è stato un seguito all’entusiasmo e i mondiali di quest’anno ne sono stati la dimostrazione.
Non c’è da stupirsi se non si è ancora al livello di altre nazioni che hanno investito nel settore già da tempo. Ora bisogna continuare a lavorare in questa direzione, i risultati arriveranno solo con il tempo. Il passaggio al professionismo in serie A è un chiaro segnale che qualcosa stia cambiando. Sono fiduciosa.”

Sulla scia di questo, alla nostra richiesta di lasciare un messaggio ai lettori Francesca ha tenuto a ringraziare tutti coloro che, andando oltre i pregiudizi, hanno iniziato ad apprezzare questo sport. Per le giovani calciatrici ha poi speso parole di sprono a continuare a credere negli obbiettivi e nei loro sogni, perché come lei stessa ha detto “il calcio è di chi lo ama”:
“Un messaggio per i lettori: Intanto grazie per averci letto e per dedicare attenzione al calcio femminile. E’ uno sport da scoprire, ma una volta fatto non si abbandona più.
Alla giovani calciatrici dico di non farsi condizionare da nessuno, di seguire le proprie passioni senza nessun timore e credere sempre in sè stesse, circondandosi di persone che facciano altrettanto. Il calcio è di chi lo ama.”

Sono nata in provincia di Cagliari il 29/08/1992. Frequento l'università a Cagliari ad indirizzo pedagogico. La mia passione per il calcio è nata quando ho iniziato a seguire questo sport perchè mio fratello è un grande tifoso del Milan e io cercavo un punto d'incontro con lui. Ho iniziato a guardare le partite, e a comprenderne i meccanismi poi è arrivato quello femminile che mi ha conquistata al punto da sentire un po' mie anche le loro imprese.