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Nuova avventura alle porte per Maria Grazia Balbi, portiere classe ’95. L’estremo difensore ex Chieti e Pink Bari dopo l’ultima annata al Pomigliano, con promozione annessa in Serie A, ha firmato per le austriche dello Skiny Sudburgenland. Abbiamo raggiunto per qualche battuta la numero uno campana,  prima calciatrice italiana a giocare nella Bundesliga austriaca.

Maria Grazia dopo l’esperienza a Bari nella scorsa annata hai deciso di cambiare casacca. Che ricordi hai degli anni con la compagine pugliese?
“I due anni trascorsi a Bari sono stati fondamentali per la mia crescita calcistica e personale. Sono stata allo stesso tempo una calciatrice di Serie A ed una studentessa universitaria, visto che ho conseguito la mia seconda laurea magistrale, ed in concomitanza ero maestra di psicomotricità. Questi tre aspetti calciatrice-studentessa-maestra hanno fatto si che il mio bagaglio calcistico, culturale e professionale crescesse ogni giorno sempre di più. Anche per questo sono stati sicuramente anni pesanti, ma, ora, posso dire che è ne valsa la pena. La Pink Bari mi ha sempre supportato nei miei studi e nelle mie attività e mi ha permesso di poter praticare quello che amo fare di più a livelli davvero alti, affacciandomi al palcoscenico più ambito da qualsiasi calciatrice. Nel bagagliaio e nello staff della Pink Bari c’è davvero tanta competenza e professionalità, alcuni di loro sono miei ex colleghi universitari e mi hanno insegnato e aiutato tanto”.

Poi il passaggio al Pomigliano. Cosa ti ha spinto a sposare il progetto campano?
“Il Pomigliano mi aveva cercato anche negli anni passati. Ha inciso il forte interesse nei miei confronti più la volontà di ritornare un po’ a casa, dopo una stagione a Chieti e due a Bari, in modo tale da essere anche più vicina alla mia famiglia in un periodo buio e difficile per tutti. Il mio obiettivo iniziale era sicuramente riprendermi fisicamente, poichè venivo da un infortunio al ginocchio avuto proprio pochi giorni prima del primo lockdown, e mentalmente, visti i due anni di panchina e poche presenze, nonostante fosse Serie A. Quindi, per quanto riguarda la riatletizzazione, me ne sono occupata personalmente, dato il periodo di chiusura, ed in questo gli studi universitari mi hanno aiutato molto. Il Pomigliano ed il presidente Pipola hanno dimostrato interesse, nonostante l’infortunio, e lo staff sanitario e la dottoressa Enrica Torrente mi hanno aiutato da subito per riprendermi. Avevo tanta voglia di riscatto e di fare bene per me e per ricambiare la fiducia della società”.

Torneo esaltante con una classifica comunque corta sino a poche giornate dalla fine. Come hai trovato il livello del campionato?
“Sono davvero contenta che il livello del calcio femminile sta a crescendo anno dopo anno. Penso che la differenza tra Serie A e Serie B si stia centellinando, e molte più persone si stanno avvicinando a questo mondo”.

Quando avete capito di poter puntare davvero alla Serie A?
“La consapevolezza di poter puntare veramente alla Serie A è maturata man mano in ognuno di noi, calciatrici, staff e società, di pari passo. Dopo il girone di andata ci siamo riuniti per guardarci in faccia e capire se ognuno di noi credesse nello stesso obiettivo. Poi la promozione è arrivata con tre giornate di anticipo e questo dice tutto sulla nostra fame”.

Per te che campionato è stato?
“Per me è stato un campionato importante non solo dal punto di vista calcistico; ho imparato a gestire aspetti di me che prima mi spaventavano. Credo che, ad un certo livello, la cura della gestione emozionale, la conoscenza dei proprio limiti e la consapevolezza delle proprie potenzialità siano fondamentali per un atleta”.

Nelle ultime settimane nuova avventura stavolta in Austria. Come è nato tutto?
“Ho sempre voluto affrontare esperienze estere, sia di vita che calcistiche, ma sono sempre stata vincolata dal lavoro e dall’università. Si è combinato un po’ il tutto: il termine del percorso universitario, il non accordo col Pomigliano e la chiamata dell’intermediaria Natasha De Franceschi. Appena hanno notato il mio interesse nell’accettare questa proposta austriaca, lei e il mio procuratore Luca Grippo, si sono attivati subito per i dettagli e le modalità del trasferimento, essendo il primo transfert italiano nella Bundesliga austriaca”.

Maggiore il rammarico per aver lasciato l’Italia o più grande la voglia di importi in un ambiente nuovo?
“In generale nella mia vita lascio poco spazio al rammarico, ma sempre tanta gratitudine per quanto vissuto. Inizialmente dispiaceva lasciare un po’ il panorama calcistico italiano proprio ora che è prossimo al professionismo, ma più giorni sono qui e mi alleno e la voglia di impormi in questo ambiente, come calciatrice e come persona, è tanta”.

Come sono stati i primi giorni di lavoro con il nuovo club? Quali le ambizioni  per il campionato?
“I primi giorni sono stati abbastanza pesanti, sia per il trasferimento di casa che per la ripresa degli allenamenti. Ma qui tutti, dalle calciatrici alla dirigenza, hanno dimostrato da subito massima ospitalità e disponibilità, e questo ha aiutato tanto. L’obiettivo primario della società è mantenere la categoria, compito non semplice essendo Bundesliga”.

Hai notato differenze sino ad ora rispetto a quanto vissuto in Italia?
“Il calcio qui forse dimostra meno tattica, ma davvero tanta fisicità. Penso sia il campionato perfetto per chi vuole farsi le ossa. L’adattamento è comunque difficile e spero che riesco ad entrare in quest’ottica calcistica sempre di più partita dopo partita”.