La Lazio occupa momentaneamente il terzo posto della Serie B. Dopo sei giornate le biancocelesti sono ancora in lotta per la salita in A, con una squadra di grandi nomi, ma allo stesso tempo con ragazze che conoscono molto l’ambiente laziale, in particolar modo Martina Santoro, difensore classe ’94 e una delle colonne portanti delle aquilotte.

Martina cosa vuol dire per te giocare per la Lazio?
«Per me vuol dire normalità, nel senso che uno cerca di avere una propria dimensione, per me questa lo è a tutti gli effetti, e la Lazio è la mia dimensione».

Come ti è entrata la passione per il calcio?
«La passione per il calcio mi è entrata sin da piccolissima. Io gioco per la Lazio da quando ho sei anni. Il calcio si è respirato parecchio nella mia famiglia».

Qual è il tuo giocatore o la tua giocatrice di riferimento?
«Non ho giocatori o giocatrici di riferimento tattico, ma mi riferisco al senso di appartenenza di squadra».

Secondo te il piazzamento che sta occupando attualmente la Lazio è in linea con le vostre aspettative di inizio stagione?
«Io sono convinta che questa sia una squadra che possa arrivare lontano, ma quando hai un gruppo forte ci mette di più ad avere una quadra e avere risultati favorevoli, con una pressione che va gestito bene. Questo piazzamento è stato frutto di quello che abbiamo fatto, ma allo stesso tempo dobbiamo fare di più, e abbiamo le carte in regola per riuscirci».

Vuoi rivolgere un messaggio alle tue compagne?
«Io parlo quotidianamente con loro e cerco di affrontare problemi stanno per nascere: se tutti remiamo nella stessa direzione possiamo vincere. La squadra da inizio agosto si respira un clima sereno e unite ci ripagheremo di tutti gli sforzi».

Che opinione hai sulla Serie B Femminile 2020/21?
«Rispetto agli anni passati è cresciuto di livello, soprattutto dal fatto che la B sia diventato nazionale. Ho visto squadre che fisicamente tengono fino alla fine».

Secondo te quali possono essere le soluzioni per rendere importante il calcio femminile italiano?
«Non ho soluzioni per far sì che questo accada, ma già il calcio femminile ha intrapreso la scelta giusta. C’è ancora un po’ di scetticismo generale: nel senso che chi è dentro da sempre in questo movimento ci crede veramente, mentre chi è entrato adesso e pensa di paragonare subito femminile a quello maschile non ci crede ancora fino in fondo. Dobbiamo renderci conto che questa realtà esiste, che piaccia o meno».

Professionismo nel calcio femminile dal 2022: scelta giusta?
«Mi verrebbe da dire era ora. Noi siamo professioniste a tutti gli effetti negli impegni e nell’impegno: noi ci alleniamo tutta la settimana, dedichiamo la nostra vita per il calcio, e tantissime volte si fa fatica ad elevarlo, perché non tutte hanno la possibilità di dedicarsi a questo».

Come sei fuori dal campo?
«Sono istintiva e sentimentale, ma allo stesso tempo c’è una punta di razionalità che mi tiene in carreggiata».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia la SS Lazio e Martina Santoro per la disponibilità.

Photo Credit: SS Lazio

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek (che è attualmente in corso), un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa. Oltre a questo ho come hobby leggere libri e i balli latinoamericani.