Roberta Antignozzi è l’attuale allenatrice della categoria Giovanissime per l’A.C. Milan, recentemente ha guidato la rappresentativa lombarda al Torneo delle Regioni: il 31 marzo si è giocata la finale tra Lombardia e Sicilia allo stadio Gran Sasso d’Italia a L’Aquila, con le prime che hanno vinto il match con un punteggio di 1 a 0 e conquistato così il loro nono titolo.

Lei ha alle spalle una lunga carriera da calciatrice in varie società, guardandosi indietro quali sono i momenti che ricorda con maggior piacere?
Beh ricordo con piacere molto momenti. Sicuramente i più belli sono quelli degli scudetti (Under 20 e anno dopo serie A) con la Lazio perché ho provato emozioni indescrivibili. Allo stesso tempo ricordo con piacere anche il fatto di potermi allenare con grandissime giocatrici come Panico, Guarino e altre dalle quali potevi solo imparare e quindi migliorare.

Qual è l’aspetto che preferisce relativamente alla sua carriera da allenatrice?
Mi piace molto preparare l’allenamento in base alle esigenze delle ragazze. È il momento in cui ti concentri al massimo per proporre qualcosa che possa farle migliorare.

Quali sono gli obiettivi che si è posto il settore giovanile femminile dell’A.C. Milan?
Sicuramente crescere e migliorare. Il settore femminile al Milan esiste da 3 anni e in questo periodo siamo cresciuti come numero e qualità. Pur non avendoci mai chiesto risultati (si punta alla crescita delle giocatrici senza l’ossessione del risultato) con tutte le categorie ci siamo tolte belle soddisfazioni, vincendo qualche bel torneo (giocato contro squadre maschili). L’anno scorso, inoltre, con le 2004-2005 siamo arrivate alla fase Nazionale della Danone Cup eliminando squadre come Inter, Atalanta, Verona e altre formazioni ben organizzate.

Com’è strutturato lo staff medico e tecnico che lavora per il settore giovanile?
Ci sono fisioterapiste addette al settore femminile e lo staff medico del settore giovanile maschile sempre a disposizione per allenamenti e partite. Le ragazze sono seguite dagli stessi medici del maschile. Gli staff tecnici sono formati da allenatore, vice, preparatore atletico e preparatore dei portieri in ogni categoria.

Lei attualmente allena la categoria Giovanissime, quali sono i concetti su cui si sofferma maggiormente durante gli allenamenti?
Partiamo dal presupposto che il primo fattore deve essere il divertimento. Detto ciò sicuramente il concetto principale è avere la palla, perché con il possesso palla mi diverto di più, posso fare gol e sicuramente non posso subirne. Poi credo che la cosa importante sia prendere coscienza delle difficoltà affrontate in partita e cercare di superarle con gli allenamenti.

Allenatore – Genitori: quali sono gli aspetti più importanti nella gestione di questo rapporto all’interno della squadra e della società?
Credo che la cosa indispensabile sia la chiarezza ma anche la condivisione di obiettivi, spiegare cosa vogliamo fare con le ragazze e perché. I genitori sono indispensabili per la crescita delle ragazze e andando insieme nella stessa direzione si possono ottenere grandi risultati.

Secondo lei a livello europeo qual è la posizione attuale della squadra italiana e quali sono le aspettative?
Credo che l’Italia sia cresciuta molto e stia crescendo ancora. Ritengo, soprattutto, che quando le attuali Under 13 diventeranno grandi il calcio italiano potrà togliersi molte soddisfazioni.

Secondo lei cosa manca al movimento calcistico italiano per raggiungere il livello esistente in paesi come la Francia o l’Inghilterra?
Come detto prima… con un po’ di pazienza diventeremo competitivi e ce la giocheremo con tutti.

Un grande ringraziamento a Roberta Antignozzi per la disponibilità dimostrata e complimenti per il traguardo raggiunto nel Torneo delle Regioni!

Credit Photo: Pier Marco Tacca

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Nasce a Fiorenzuola d’Arda il 1 marzo del 1995. Appassionata del mondo Juve dalla nascita, solo recentemente si è avvicinata all’universo del calcio femminile ma ne è rimasta folgorata. Crede fermamente che sia una realtà ancora poco conosciuta in Italia, ma in rapidissima espansione, ed è entusiasta di far parte del progetto che sta permettendo questa crescita. È laureata in Storia ed è ora impegnata in una magistrale in Scienze Storiche.