La Femminile Juventus Torino festeggia oggi i suoi 40 anni: un evento storico, per la società piemontese, che vanta da sempre un pubblico numerosissimo e che ha cresciuto tra le sue fila tante grandi calciatrici. Una fra tutte? Rita Guarino, oggi allenatrice della Juventus Women. Per l’occasione abbiamo intervistato il Presidente Claudio Bianchi, che ci ha parlato della Prima squadra in Serie C, della società, delle grandi figure che ne hanno fatto la storia. E di come il calcio femminile sia cambiato in tutti questi anni: “Siamo di fronte a una svolta – spiega Bianchi – e noi in questa svolta vogliamo essere parte attiva”.

Presidente, 40 anni fa nasceva la Femminile Juventus Torino: quali sono le ragioni che hanno portato a fondare una squadra di calcio femminile?
La società nasce grazie un gruppo di ragazze volenterose di intraprendere il gioco del calcio. Il ritrovo abituale per i primi tentativi di comporre una squadra, con inerente ricerca di altre ragazze per completare l’organico avveniva al Bar 2001 di piazza Kennedy di Borgaretto da dove ha preso il primo nome ufficiale “BAR 2001 BORGARETTO” (marzo 1977). Nel 1978 arrivano le nuove atlete e nasce ufficialmente la Vernici Martino Girlsball Torino, che diventa FCF Juventus ed in seguito FEMMINILE JUVENTUS TORINO.

In 40 anni quanto è cambiato  il calcio femminile?
In realtà il vero cambiamento è iniziato in quest’ultimo biennio, grazie all’interesse delle società professionistiche. In generale credo che la società nel suo complesso faccia ancora fatica ad equiparare il mondo femminile con quello maschile nella vita di tutti i giorni (la pubblicità che in questi giorni si vede nelle televisioni che evidenzia le differenze dei diritti tra uomo e donna lo dimostra). Questa differenza nello sport in generale e nel mondo del calcio in particolare porterà sicuramente ad un ritardo nello sviluppo del movimento. Non intravedo ancora un progetto mirato con uno sviluppo di reclutamento strutturato per il raggiungimento di un obbiettivo.

Chi sono le figure che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della Femminile Juventus Torino?
Naturalmente inizio dal primo Direttore generale poi Presidente Beppe Gloria, che ha iniziato a dar vita alla società. Armando Pontanari, dirigente eclettico che con la sua presenza ha garantito la continuità dell’attività. Roberto Scrofani, uno dei primi allenatori di questa società, ora segretario del comitato regionale Piemonte e Valle d’Aosta. Ultimo ma non ultimo Andrea Ranieri che ancora oggi con Tobia Giordano è il punto di forza della società. Tante sarebbero poi le giocatrici da ricordare: Giorgia Duò, nazionale under 19 e oltre; Adriana Miravalle, anche lei convocata in nazionale; e poi Rita Guarino, che non ha bisogno di presentazioni. Negli anni successivi hanno giocato con la nostra maglia Silvia Pisano, Erika Moretti, Pamela Gueli, vincitrici dell’europeo under 19 nel 2008, Flavia Devoto, oggi nella primavera della Juventus Women. A questo punto dovrei nominare tutte le giocatrici delle ultime due stagioni della prima squadra che a me personalmente hanno dato in questo mio breve periodo di Presidenza tanta soddisfazione e fatto crescere tanta passione.

La Juventus Femminile ha sempre avuto un seguito di tifosi enorme, con addirittura gruppi ultrà da cui più volte siete stati costretti a prendere le distanze: come si spiega (nel bene e nel male) questa grande partecipazione di pubblico?
I tifosi nello sport sono sempre una cosa fantastica e mi piacciono molto quello che riescono a creare con coreografie e cori. Quello che io intendo per tifo è e sarà sempre tifare per la propria squadra e non contro altro, che questo sia arbitro e/o società avversaria o atlete avversarie. Io non accetto di passare per una società che al seguito ha delle persone che non sanno rispettare questi principi del tifo. Ho da sempre sostenuto che lo sport è e deve essere scuola di vita, e ne sono fermamente convinto . Una delle cose che mi ha colpito all’inizio di questa mia esperienza è vedere che nel mondo femminile esistono valori di sport molto ben identificati ed è un peccato che atteggiamenti fuori dal rettangolo di gioco vadano ad inficiarli.

Parliamo del presente e soprattutto del futuro: quali sono i vostri obiettivi per quest’anno?
L’obbiettivo di ogni società è sempre quello di migliorare di stagione in stagione. Oggi ci stiamo concentrando sul terminare i lavori nell’impianto che abbiamo in concessione per rendere sempre più accogliente la partecipazione alle nostre attività. Stiamo crescendo nel settore giovanile in numero ed in qualità e abbiamo una prima squadra che si sta ben comportando nella stagione.

Quali sono i punti di forza della società e che cosa significa per voi, oggi, celebrare questi 40 anni?
Celebrare i 40 anni di vita di una società è una grande responsabilità. Dobbiamo essere bravi a riconfermarci e bravissimi a crescere con nuove idee di sviluppo che siano adeguate allo sviluppo dell’attività. Come si diceva precedentemente, il mondo femminile nel calcio è ad una svolta e noi in questa svolta vogliamo essere parte attiva.

Credit Photo: Femminile Juventus Torino – Pagina Facebook

Chiara Martinoli
Sono nata a Milano l’11 aprile 1993. Appassionata di calcio fin da quando era bambina, a 11 anni inizia a giocare nell’Atletico Milano e ci rimane a lungo. Abbandonata poi quest’esperienza si dedica alle altre sue passioni, la letteratura e il giornalismo. Dopo la laurea in Lettere e la collaborazione con diverse testate, ha deciso di far ritorno (da una prospettiva diversa) a quel mondo in cui ha lasciato un pezzo di cuore: il calcio femminile.

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