Terzo posto in un campionato ed una stagione 21/22 avvincenti per il Benevento guidato dal mister Vincenzo de Caro: l’eccellenza tutta campana si conclude con un risultato d’orgoglio, seppur sia stata per lui la prima esperienza a bordo campo con un club interamente al femminile. “Botta e risposta” con il CT che, con estrema gentilezza, ha voluto fare un resoconto di ciò che è stato fino all’esordio con la squadra, sbilanciandosi anche sulla questione covid durante gli ultimi anni:

Come è stato per voi tornare in campo dopo il fermo per la situazione covid? Che tipo di ripartenza è stata?
Stare lontano dai campi per chi vive di calcio è stata davvero dura. Allo stesso modo non è stato facile ripartire fra le restrizioni imposte, le apprensioni relative a possibili nuovi contagi e la dura realtà di non essere mai certi di arrivare alla domenica con l’organico al completo“.

Quali erano le ambizioni per il campionato e che squadra ha trovato ai primi allenamenti?
“L’ambizione era quella di dimostrare che a Benevento esiste un movimento femminile di ottimo livello che non ha nulla da invidiare alle altre realtà della Campania e che, anzi, ha fatto parlare di sé per correttezza e valori sportivi. Il primo vero obiettivo era quello di far rinascere il movimento calcistico femminile a Benevento e dare una possibilità alle ragazze del territorio di poter praticare lo sport che amano. Siamo partiti nella diffidenza di chi in passato ha sofferto la delusione del fallimento calcistico”.

Torneo concluso al terzo posto: che campionato è stato? Gli obiettivi sono rimasti gli stessi da inizio a fine torneo?
“Il terzo posto è il coronamento di una stagione altamente positiva ed entusiasmante che non ci ha permesso di competere fino all’ultimo per la vittoria del campionato solo perché nel periodo dicembre/gennaio avevamo la rosa ridotta ai minimi termini a causa del covid che ha colpito il nostro spogliatoio. Siamo orgogliosi, però, di aver vinto la Coppa disciplina, dimostrazione che qui da noi, nonostante la ricerca della vittoria in ogni partita, lo abbiamo fatto sempre portando avanti i nostri valori”.

Come valuta il livello del torneo campano da poco concluso? Il movimento femminile in Campania è in crescita, a suo avviso?
“Rispetto agli anni precedenti il livello del calcio femminile in Campania si è alzato tantissimo con squadre e società davvero organizzate”.

Tre aggettivi per descrivere la vostra stagione?
“Complessa, stimolante, avvincente”.

Quali le aspettative per la prossima annata? Rimarrà ancora sulla panchina sannita?
“Sul futuro stiamo valutando tante possibilità, in primis una struttura sportiva che ci possa garantire un po’ più di spazio per gli allenamenti. Non dipende solo dalla volontà della società ma anche dalla vicinanza delle amministrazioni e degli imprenditori locali che possano darci una mano. Rispetto al mio futuro, invece, ancora non so, posso solo dire che si è chiusa una stagione intensa in cui ho provato a dare il meglio e per questo ringrazio lo staff tecnico e dirigenziale che mi ha supportato e le ragazze che mi hanno sopportato”.

Nata a Cagliari, del '97. Perito industriale capotecnico, insegnante tecnico pratica di chimica con il calcio e la pallavolo nel cuore fin da quando ero bambina. Difficilmente mi perdo una partita (di genere maschile o femminile che sia): con le ragazze della nazionale femminile ho imparato ad apprezzare ancora di più questo sport. Quella per la musica è un'altra mia forte passione.