Il Tavagnacco è sceso in sesta posizione della Serie B, dopo aver subito la sconfitta in casa contro il Chievo Verona. Ma c’è stata un’altra “partita” ed è quella che ha affrontato Zoe Caneo, centrocampista classe ’95, e che domenica ha fronteggiato per la prima volta la sua ex squadra, ovvero quella clivense.

Zoe come ti sei avvicinata al mondo del calcio?
«Mi sono avvicinata quando avevo quattro anni: i miei genitori un giorno hanno portato me e mio fratello, che ha tre anni in più di me, a giocare a calcio. Da lì è partita la mia passione per il calcio».

Chi è il tuo giocatore di riferimento?
«Visto che sono centrocampista mi piace molto Marco Verratti, giocatore molto tecnico. Mi ispiro al suo modo di giocare».

Per anni hai giocato nel Mozzecane ora Chievo: che significato ha avuto per te giocare per quella squadra?
«Ho avuto l’onore di giocare per la mia città. Mozzecane, poi Chievo, è stato per me un punto di riferimento e una seconda famiglia: mi hanno fatto sentire importante all’interno della società, mi hanno valorizzato. Con questa maglia ho esordito in prima squadra a 15 anni, ho raggiunto una promozione in Serie A, e ho raggiunto la Nazionale Under 16 e 17. Al Chievo devo tutto».

Quali sono stati i momenti più belli vissuti con la maglia clivense?
«Il gol all’esordio nel campionato di Serie A2 nel 2010, la promozione in Serie A e la salita in Serie B a girone unico tre anni fa con Simone Bragantini».

Come mai quest’anno hai scelto il Tavagnacco?
«Ho scelto Tavagnacco perché ho voglia di migliorarmi, di nuove sfide e nuovi stimoli e di vivere una realtà diversa».

Domenica hai affrontato il Chievo e, nonostante ci sia stata una certa emozione, ti sei comportata egregiamente…
«Prima della gara il Chievo mi ha regalato una maglia che indossavo l’anno scorso con il mio cognome, segno che per la società sono stata importante. Una volta entrata in campo ho lasciato l’emozione da parte e mi sono concentrata sulla partita, perché ora sono una giocatrice del Tavagnacco, lasciando alle spalle tutto il mio passato. Sono contenta del gol e del rigore procurato, ma volevo i tre punti, e siamo già concentrati sul prossimo turno».

Dove può arrivare secondo te questo Tavagnacco?
«Il Tavagnacco può arrivare in alto, basta credere nei propri mezzi. La squadra ha elementi giovani e  di livello: speriamo di toglierci qualche soddisfazione».

Come hai visto la Serie B dopo nove giornate?
«Per una che conosce bene questa categoria questo è l’anno più bello, perché non ci sono squadre materasso, sono forti, e le partite vanno giocate a viso aperto. La Serie B è molto competitiva».

Il calcio femminile italiano, nonostante il problema Covid-19, come sta andando?
«Il calcio femminile ha assunto ancora più valore e credibile con l’elezione di Sara Gama alla vicepresidenza dell’AIC. Il movimento sta crescendo, mi auguro ci sia ancora più interesse e investire per ottenere risultati importanti».

Qual è la tua opinione sull’imminente professionismo femminile?
«Io che gioco a calcio da tanti anni ho sempre sperato in questo passo: sono contenta che si stia andando in questa direzione. Per noi calciatrici è fondamentale avere questo riconoscimento».

Com’è la tua vita fuori dal campo?
«Sono una persona molto solare, col sorriso stampato in faccia, premurosa, mi piace vivere scherzare. Voglio che persone che sono al mio fianco stiano bene. Ho una laurea in psicomotricità.  Ho insegnato in una scuola d’infanzia, ma ho deciso di abbandonare questa strada per puntare tutto sul calcio».

Che obiettivi hai per i prossimi anni?
«Vorrei arrivare sempre più in alto e togliermi altre soddisfazioni».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’UPC Tavagnacco e Zoe Caneo per la disponibilità.

Photo Credit: UPC Tavagnacco

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha due esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio e ManerbioWeek, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.