Photo Credit: U.C. Sampdoria

L’attesissima sfida tra Sampdoria Women e Como, la prima in assoluto per le blucerchiate al Ferraris, si è conclusa 1-0 per le ospiti, trascinate dal goal vittoria di Julia Karlenas. Come evidenziato dalle statistiche raccolte dai match analysts della Panini Digital, si è trattato di una partita equilibrata, specialmente parlando di possesso palla, altezza del pressing e supremazia territoriale. Partendo dal primo dato, nel corso della frazione iniziale di gioco il Como ha totalizzato il 52% a fronte del 48% delle avversarie, mentre nella ripresa il rapporto si è invertito, vedendo la percentuale della Samp salire al 53%.

Questa piccola differenza tra le due squadre, espressa appieno dal 51% a 49% complessivi, evidenzia infatti quanto nessuna di esse sia riuscita a mantenere il pallino del gioco rispetto all’altra. Discorso in parte analogo per il dato relativo all’altezza, calcolata in metri, del pressing. Se nel primo tempo quello della Samp è stato pari a 61,3 e quello del Como a 37,8, nella seconda frazione il rapporto è stato diametralmente opposto, con un 61,5 – 34,4 a favore delle lombarde. Ciò ha mostrato come, a turni alterni, entrambe le sfidanti abbiano alzato il baricentro, spingendo e sopportando rispettivamente la pressione avversaria in maniera simile.

Questa inversione di polarità tra un tempo e l’altro, indice di quanto il match sia stato aperto e mai a senso unico, infine riscontrabile anche studiando le statistiche relative alla supremazia territoriale. Nel corso dei primi quarantacinque minuti, infatti, le ragazze di mister Cincotta hanno coperto attivamente una maggior porzione del campo, totalizzando una percentuale pari al 58% rispetto al 42% delle comasche. Come visto anche nei due casi precedenti, il secondo tempo ha rappresentato un ribaltamento del trend, con un 63-37% in favore delle ospiti. Grande equilibrio anche nel numero di palloni effettivi recuperati, dunque quelli immediatamente rigiocati con successo senza perdere nuovamente il possesso, come dimostrato dalle relative percentuali complessive corrispondenti rispettivamente al 50% e al 50,9%.

Stesso discorso per le occasioni da goal create, 5 per entrambe le squadre al termine dei novanta minuti, per i cambi di gioco riusciti (1 a testa) e per i passaggi bassi utili nella metà campo avversaria, ben 18 sui 131 totali effettuati dalla Samp a fronte dei 17 su 134 del Como. Uno dei pochi aspetti che ha premiato una formazione rispetto all’altra è stata la maggior precisione nel tiro. Se è vero che le blucerchiate hanno effettuato ben 14 conclusioni totali, 3 in più delle avversarie, di cui 9 all’interno dell’area e addirittura 13 mantenendo la palla bassa, le ragazze di mister De La Fuente sono state ben più accurate.

Su 11 tiri complessivi, 6 nell’area di rigore e 5 da fuori, le comasche hanno centrato lo specchio ben 7 volte, mentre le doriane solo 4. In particolare, l’autrice del goal partita è riuscita a mettere a segno l’unico tiro tentato nel corso dei novanta minuti, a differenza della numero 10 blucerchiata, non troppo lucida dal dischetto in occasione del possibile goal del pareggio. D’altronde, come diceva Francis Atterbury, è l’attenzione al dettaglio che fa la differenza tra la normalità e lo straordinario, ed effettivamente stavolta è stata la maggior freddezza nel tiro a decretare la vincitrice di un match divertente e, ancora una volta, equilibrato.

Anacaprese atipico, ho lasciato l’isola alla volta di Udine per seguire i corsi di laurea triennale in Mediazione Culturale. Durante gli anni in Friuli ho avuto modo di conoscere ed amare la cultura slovena inizando a seguire la Prva Liga. Iscritto attualmente al primo anno di Informazione ed Editoria presso l'Università di Genova, coltivo la passione per il giornalismo sportivo ed il calcio, sia femminile sia maschile. Essendo stato, in passato, responsabile della rubrica sportiva presso LiguriaToday, ho avuto la fortuna di assistere dal vivo e raccontare gli incontri di alcune squadre della provincia di Genova. Nutro un forte interesse anche per gli eSports ed ho avuto modo di seguirne i match più importanti, intervistando alcuni dei suoi principali protagonisti.