Photo Credit: Pierangelo Gatto

Importante risultato quello ottenuto domenica dal Chievo Verona Women FM, con le clivensi che, nel decimo turno del campionato cadetto, hanno fermato sul pari la Lazio, capolista della Serie B, per 2-2.

Le veronesi possono essere soddisfatte di questo risultato, e da darne la conferma è l’allenatore delle gialloblù Giacomo Venturi il quale, davanti ai microfoni del club clivense, le sue sensazioni post gara: “È stato come un esame all’università, che abbiamo superato bene. La difficoltà della partita era notevole, abbiamo giocato contro una squadra fuori categoria per quello che ha: le giocatrici, le possibilità di strutture, la competenza dell’allenatore. Ci manca solo andare a Terni, per il resto ho visto tutte le squadre e la Lazio è palesemente la più completa e la più competitiva, ha tutte le carte in regola per stare dove sono, ho fatto i complimenti al mister. Detto questo, il piccolo Chievo continua a dar fastidio a tutti, non ci sono parole per descrivere l’impresa delle ragazze, rimaniamo imbattuti e loro sono state eccezionali. L’intero staff è orgoglioso di loro. Noi abbiamo le nostre armi da mettere sul campo, eravamo un po’ spuntate per l’infortunio di Dallagiacoma, abbiamo avuto casi di influenza, perciò dopo un ottimo primo tempo sono usciti i valori della Lazio, che sono ottimi per la categoria. Nelle partite prima ha vinto sempre in scioltezza, gestendo bene il vantaggio, domenica che ha invece dovuto sudare ha mostrato di essere in grado anche di far girare bene la palla e di rimontare. Rimane la candidata più seria per vincere il campionato. Sono contento che il Chievo abbia giocatrici come Bettineschi, Sargenti e Fenzi, abbiamo tre portieri di ottima qualità. Giorgia è stata sfortunata negli episodi, pazienza, fatalità. Anch’io sono stato portiere, ci sono passato tantissime volte. L’errore è parte del gioco, è meno evidente quando lo fa un centrocampista, quando lo fa un portiere è diverso. Per questo è un ruolo fantastico, hai delle difficoltà psicologiche che nessun altro ha, perciò è ancora più da stimare chi sceglie di stare in porta. Anche lei è umana, non è un extraterrestre“.

Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha tre esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio, ManerbioWeek e BresciaOggi, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.