Questa volta abbiamo il piacere di presentarvi la punta centrale del VFC Venezia ovvero Emanuela Conventi, con la quale abbiamo fatto quattro piacevoli chiacchiere.

Emanuela come sei arrivata al VFC Venezia?
“Diciamo che è stata una strada lunga e tortuosa, infatti ho passato prima 14 anni della mia vita e dalla mia carriera nel Gordige, poi mi volevo mettere in discussione in una piazza dove non conoscevo nessuno per ripartire da zero completamente, e ho scelto prima il Padova, dove ho fatto una bella esperienza, ma poi ad agosto ho optato per il VFC Venezia, dove conoscevo già diverse giocatrici e mai fu scelta migliore”.

In che ruolo giochi?
“Ho fatto tutte le tre parti del campo, mi manca solo il portiere. All’inizio, infatti, sono partita come difensore centrale, sono passata a centrocampo, poi in mediana a rompere il gioco avversario e alla fine come punta centrale per fare salire la squadra, ruolo che preferisco a tutti gli altri e nel quale attualmente sto giocando, perché anche se non sono una grande realizzatrice riesco ad aiutare tanto la squadra”.

Come è stata fin qui la tua esperienza al VFC Venezia?
“Allora facciamo un passo indietro a questa estate, dove mi ero preparata con degli allenamenti specifici per farmi trovare pronta per la stagione, anche perché ho sempre passato alti e bassi da stendere chiunque, infatti, passavo da allenatori che mi portavano sul palmo della mano ad altri che non mi vedevano proprio e dunque stavo stagioni intere in panchina e altre da titolare fissa in campo. Qui a Venezia mi sto trovando benissimo con il Mister e ne sono contentissima, anzi non avrei mai sperato e immaginato una stagione personale cosi bella”.

Personalmente quali sono le squadre che quest’anno ti hanno più impressionata?
“Sicuramente il Trento, secondo me è la più completa, sia per la maturità del gruppo che per le individualità, senza contare le tante giovani di spicco di cui dispone, poi c’è ovviamente il Vicenza, anche se è una squadra molto giovane e non so se in questa volata finale potranno pagare un po’ di inesperienza con il Trento”.

Raccontaci invece del vostro campionato, sempre visto con i tuoi occhi…
“All’inizio abbiamo fatto tanta fatica, perché fra infortuni e Covid abbiamo pagato tanto il fatto di non giocare assieme con una certa continuità, anche perché poi molte gare sono state rinviate e noi, avendo un gruppo composto da ragazze in gran parte nuove, abbiamo avuto bisogno di più tempo per trovare la nostra amalgama e la nostra quadra, attualmente penso che siamo fra le prime 4 formazioni più forti del campionato, però lo dico piano perché siamo fortemente scaramantiche. Posso solo aggiungere che è da premiare la concentrazione e l’attenzione con cui stiamo affrontando questo girone di ritorno”.

Come vivete il vostro rapporto con i vostri tifosi?
“Benissimo, sono meravigliosi, basta pensare, per fare un esempio, che il papà di una mia compagna quando viene allo stadio non viene solo per vedere la figlia, ma per incitare tutte noi, poi abbiamo instaurato un buonissimo rapporto con diversi tifosi che si fermano a mangiare anche un panino con noi il venerdì sera, insomma siamo coccolate e ci fa piacere, ma la cosa che vorrei sottolineare è che su ogni campo dove giochiamo loro ci sono, non so come facciano ci vengono sempre a sostenere con tamburi e bandiere e per noi è molto importante”.

Cos’è vestire la maglia del VFC Venezia?
“Per me è un orgoglio grande, perché per tanto tempo ho giocato da avversaria e battere il Venezia era uno stimolo grande, anzi a dire il vero più volte nel passato avevo detto che non avrei mai potuto indossare tale maglia da quando agonismo c’era, ora invece è bellissimo mettere questa maglia, anche perché qui al VFC sei una persona prima di essere un cartellino”.

Chi sei fuori dal terreno di gioco?
“Fuori dal terreno di gioco devo dire che vivo di calcio, quando posso vado a vedere anche la Juventus in presenza, oppure sono sempre al campo di allenamento, sono social il giusto e nella vita lavoro ormai da 15 anni in una ditta marittima di Goro e la mattina vado a vongole, così ho tutto il tempo per dedicarmi appunto alla mia passione più grande che il pallone”.

La redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia Emanuela Conventi e l’ufficio stampa Andrea Garboli del VFC Venezia per averci concesso questa intervista in esclusiva.

Credit Photo: VFC Venezia

Danilo Billi è un giornalista pubblicista da circa 20 anni. Nativo di Bologna, ha mosso i primi passi lavorativi nella città natale nell’ambito sportivo, seguendo dapprima la Fortitudo Baseball e poi la Pallavolo femminile di San Lazzaro di Savena in serie A1. Per gli anni a seguire ha collaborato con la Lega Volley Femminile, prima di approdare a Pesaro, dove è stato capo fotografo per oltre 10 anni dell’ex Scavolini Volley di A1 e redattore a Pesaro, dove attualmente vive, per il Messaggero, il Corriere Adriatico e Pesaro Notizie (web). Si è occupato del Bologna Football Club per diverse stazioni radio emiliane, come Radio Logica e Radio Digitale, dopo di che ha iniziato a scrivere per la fanzine Cronache Bolognesi e ha collaborato con altri siti e app che si occupano, tra l’altro, di calcio femminile, che negli ultimi anni ha rappresentato la maggior parte della suo impegno giornalistico. Ha scritto due libri di narrativa attinenti al calcio Bolognese e al suo tifo e uno lo scorso anno relativo alla stagione del Bologna calcio femminile edito dalla collezione Luca e Lamberto Bertozzi.