Il futuro di Padova Femminile e Cittadella Femminile resterà distinto. La fusione tra le due società, accomunate dalle difficoltà sul versante economico, temuta da molti e che sin da subito aveva incontrato diversi pareri negativi, non s’ha da fare.
Il settore interessato sarebbe stato solo quello femminile della prima squadra (sarebbe comunque stato infattibile nel maschile). Anche le giovanili delle due società sarebbero rimaste due realtà distinte.

Il Padova, quindi, continuerà da solo il proprio percorso in serie C. Il Cittadella, invece, giocherà in Eccellenza sotto la direzione di Zeudi Doris, che nel suo operato si è sempre distinta per capacità organizzative, amore e passione per la realtà del calcio femminile e per il ruolo ricoperto.

Conseguentemente a questa decisione, dunque, l’incontro di presentazione della nuova società previsto per venerdì 7 giugno è stato annullato.
Il Padova terrà la propria sede nei campi di Via Vermigli e di Via Almagià, come già in passato.

Qui, di seguito, la breve nota con cui il Padova fa sapere che il Biancoscudo sarà l’unico stemma a cui si farà fede nella prossima stagione calcistica: “A seguito dell’intercorso incontro con l’amministrazione comunale con l’assessore allo sport Diego Bonavina, ha confermato che per la stagione 2024/2025 vestirà unicamente il biancoscudo”

Queste ultime notizie riportano ad un tema critico per quanto riguarda la realtà del calcio femminile, non solo in Veneto (preso come esempio nel caso dell’articolo presente) ma in generale in Italia.
Le buone intenzioni per rendere questa disciplina una realtà consolidata ci sono, parole buone e di apprezzamento che però non sono sempre seguite dai fatti.
Il divario con il corrispettivo maschile è ancora troppo evidente rispetto agli altri paesi (come Spagna, Francia, Inghilterra e Svezia per nominarne quattro), gli stadi sono ancora troppo poco popolati e le piccole realtà fanno fatica ad affermarsi.
Il professionismo è certamente una grande conquista, ma al di là della prima squadra le serie cadette, che fanno il possibile per farsi notare, ad oggi vivono ancora situazioni di incertezza e di difficoltà.

Federica Pistis
Sono nata in provincia di Cagliari il 29/08/1992. Mi sono laureata in scienze dell'educazione e della formazione primaria e ora frequento la magistrale di pedagogia presso l'Unimarconi di Roma. La mia passione per il calcio è nata quando ho iniziato a seguire questo sport perchè mio fratello è un grande tifoso del Milan e io cercavo un punto d'incontro con lui. Ho iniziato a guardare le partite, e a comprenderne i meccanismi poi è arrivato quello femminile che mi ha conquistata al punto da sentire un po' mie anche le loro imprese.

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