Il Proioxis Legnago è un club veneto che partecipa al torneo di Eccellenza regionale. La formazione neroverde guidata dal tecnico Fausto Martinelli, e capeggiata dalla patron Francesca Sacco, è capitanata da due anni da Martina Marin. Abbiamo raggiunto la calciatrice, difensore centrale ventisettenne, originaria di Trenago al suo quarto anno con il club veneto.

Martina come ti sei avvicinata al mondo del calcio e quali esperienze hai maturato prima di questa stagione?
“La passione del calcio mi è stata trasmessa da mio papà, il mio primo sostenitore fin da bambina. Ho iniziato a giocare a calcio nella società San Martino nella quale sono rimasta per diversi anni, dove oltre a togliermi diverse soddisfazioni mi sono stati trasmessi valori importanti che sono diventati la base della mia vita sia quotidiana sia sportiva. In seguito, mi sono trasferita a Trento per frequentare l’università e ho giocato per 4 anni nella società ACF Trento Clarentia. Dopo la laurea sono ho conosciuto la società neroverde del Legnago”.

Nello scorso campionato con quali intenzioni eravate partite e come è andata?
“Lo scorso anno avevamo delle aspettative alte. Dopo qualche partita abbiamo ingranato la marcia giusta e messo in evidenza le nostre capacità. Una volta preso il ritmo la stagione è andata meglio, ma non siamo comunque riuscite a partecipare alla fase Elite del campionato. Non ci siamo demoralizzate e infatti siamo riuscite ad andare in semifinale di coppa, ma come ben sapete l’emergenza sanitaria che abbiamo dovuto affrontare ci ha impedito di proseguire”.

Quanto vi è mancato il campo durante la quarantena e quanto entusiasmo avete avuto nei primi allenamenti e nelle prime partite?
“Durante la fase di lockdown il campo ci è mancato molto, proprio perché noi giochiamo per passione. Appena ci è stato concesso di riunirci e ricominciare a giocare l’entusiasmo era a mille, c’era soltanto la voglia di stare in gruppo e prendere a calci quel pallone che per mesi non abbiamo visto. Il 18 è iniziato finalmente il nostro campionato, dove non vedievamo l’ora di metterci in gioco”.

Quali sono le ambizioni sul torneo appena iniziato?
“Ci sentiamo pronte ad affrontare questo campionato di Eccellenza, consapevoli che le squadre partecipanti sono forti e avranno la nostra stessa voglia di vincere. Il primo obiettivo di questa nuova stagione è proseguire da dove ci siamo fermate, giocando bene e con la giusta convinzione. Sarà una stagione un po’ strana perché non sappiamo se anche questo campionato subirà una chiusura. Per questo l’obiettivo va di domenica in domenica, cercando sempre di guadagnare punti utili e acquisire sempre maggiore consapevolezza dei nostri mezzi. Quest’anno si sono aggiunte all’organico della squadra altre ragazze giovani e con voglia di fare, che daranno sicuramente il loro contributo”.

Come valuti il campionato di Eccellenza in Veneto?
“Penso che il campionato di Eccellenza Veneto sia piuttosto amalgamato, non vedo squadre di livello inferiore rispetto ad altre, quindi ogni partita sarà una lotta per ogni squadra” .

Come sta crescendo il calcio femminile in generale nella tua regione?
“In generale, credo che il calcio femminile stia crescendo e gli si stia dando maggiore importanza, magari anche in seguito ai Mondiali giocati dalle nostre azzurre. Ci sono più bambine che si approcciano al gioco del calcio e questo è un punto fondamentale da cui partire per dare sempre maggiore visibilità ad uno sport che può essere praticato da tutti. Quest’anno anche la nostra società con il duro lavoro della presidente Francesca è riuscita per la prima volta ad iscrivere una squadra del settore giovanile ad un campionato. Direi che è un grande passo, soprattutto per tutte quelle società più piccole che hanno meno visibilità”.

Il tuo più bel ricordo legato al mondo del calcio?
“Il mio più bel ricordo legato al calcio è stata la vittoria del campionato e della coppa quando giocavo nell’ACF Trento Clarentia, che ci ha permesso di salire di categoria e giocare in quella che allora era la Serie B. Ricordo che l’idea di partecipare ad un campionato nazionale, con trasferte lunghe, mi entusiasmava e aspettavo sempre con ansia la domenica per dedicarmi completamente a quella che è la mia più grande passione”.