Credit: Portogruaro

Il Portogruaro ha vinto in casa per 6-1 su Le Torri, e riapre così le speranze di restare nel Girone B di Serie C. Tra le giocatrici che hanno segnato ieri c’è anche Albulena Gashi, centrocampista classe 2000 e uno dei pilastri della formazione veneta. La Redazione ha raggiunto Albluena coi nostri microfoni.

Albulena cos’è per te giocare a calcio?
«Giocare a calcio vuol dire per me amore, spensieratezza e felicità, entrare in un mondo tuo, senza pensare a niente».

E indossare la maglia del Portogruaro?
«Portogruaro è il luogo in cui sono nata e in cui vivo, e indossare la maglia che rappresenta la mia città è un grande onore».

In che modo è partita la tua passione per il calcio?
«Da piccolina andavo ogni sabato con mio papà a giocare con lui a pallone nel parco. Poi vedevo mio fratello giocare e ogni volta che lo vedevo allenarsi chiedevo a mio papà se potesse iscrivermi e alla fine ha accettato».

Com’è affrontare un campionato importante come quello di Serie C?
«Sicuramente è un campionato diverso e veloce, con squadre e giocatrici molto esperte, e che hanno una malizia sportiva in più. Non bisogna essere ingenui, perché ogni errore lo paghi. Se in Eccellenza c’erano partite scontate in Serie C ogni risultato è imprevedibile».

Durante la stagione sei stata fuori per un mese e mezzo a causa di un infortunio: quanto è stato difficile non aiutare, in quel periodo di assenza, la tua squadra?
«Tantissimo perché volevo essere in campo ad aiutarle. Il fatto di non dare un contributo alla squadra mi ha fatto star male».

Il tuo successivo ritorno in campo è stato importante: hai deciso le ultime due gare con l’Atletico Oristano e con Le Torri.
«Sono contenta, perché le mie compagne sentivano la mia mancanza: so di essere importante per la squadra».

Domenica hai fatto un gol in rovesciata: descrivici quegli attimi.
«Sono sempre stata una ragazza in grado di fare quelle invenzioni, perché mi piace tentarle. Ad ogni partita penso di lasciare il segno, e domenica non ho pensato di fare una giocata così. Quando la palla è arrivata a Ginevra (Spinelli, ndr), la quale ringrazio per avermi dato questo assist, e lei me l’ha messa in mezzo e mi sono detta “Questa è mia, faccio gol”, ho fatto la capriola all’indietro e ho visto solo con la coda dell’occhio se la palla sarebbe finita in rete. Le mie compagne, dopo il gol, erano gasatissime, io invece ero semplicemente contenta».

Il Portogruaro ha centrato una vittoria pesante con Le Torri, visto che ora è terz’ultimo.
«Ci ha fatto piacere, perché c ha permesso di dare respiro alla nostra classifica. Al termine della partita abbiamo festeggiato, ma ora dobbiamo pensare a scendere in campo per vincere e salvarci. Tra l’altro noi abbiamo creato un motto: “Fino alla Fine”, perché se non ci crediamo fino all’ultimo secondo, allora partiamo già battute. Abbiamo le qualità per farlo, e in Eccellenza non ci vogliamo tornare».

Tra tre giorni sfiderete il Permac Vittorio Veneto: match importante, perché la salvezza passerà anche da quest’incontro.
«Sarà una partita importante per noi e per la salvezza. Sarà un bell’incontro, perché ci conosciamo, visto che le abbiamo battute una volta in Coppa Italia. Il Permac è una bella squadra, ma anche noi lo siamo».

Secondo te chi vincerà il Girone B di Serie C?
«Penso che sarà il Cortefranca a vincere il campionato».

Come lo stai vedendo il calcio femminile veneto?
«Vedo interesse nelle squadre che si occupano di femminile, sia a livello di società che economico. Però alcune società hanno dovuto chiudere per numerosi motivi, come i costi per fare i tamponi o la mancanza di fondi per andare avanti. Sarebbe bello che in futuro ci possiamo dare tutti una mano».

Che persona sei fuori dal campo?
«Se in campo posso risultare fastidiosa, provocatrice, arrogante, la classica persona che “rompe le palle”, fuori invece sono un’altra persona simpaticissima, testarda, vera, che mi piace molto parlare e socievole con tutti. Lavoro in una tipografia a Bibione».

Quali sono i sogni che vorresti ancora realizzare?
«Dal punto di vista calcistico vorrei giocare nella nazionale del Kosovo. Poi personalmente vorrei fare delle esperienze e dei viaggi, conoscere tante persone e andare fuori dalla mia quotidianità».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’ASD Portogruaro Calcio Femminile e Albulena Gashi per la disponibilità.

Photo Credit: Andrea Nicodemo – Facebook ASD Portogruaro Calcio Femminile

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha tre esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio, ManerbioWeek e BresciaOggi, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.