Sono arrivate insieme lo scorso anno, con un unico obiettivo: vincere lo scudetto Primavera con la Res Roma, e lo hanno fatto! Alessia Parnoffi e Raffaella Giuliano, portiere e difensore, sono state determinanti per la vittoria del terzo tricolore giallorosso: Alessia ha neutralizzato due rigori nella lotteria dagli 11 metri, Raffaella ha disputato una gran finale, ed insieme hanno esultato per un titolo voluto ed ottenuto con sudore, tenacia e talento.

A pochi giorni “dal grande giorno” si raccontano e raccontano le loro emozioni…

Terzo scudetto per la Res Roma, primo per te. Avevi deciso di passare in giallorosso per raggiungere questo traguardo e lo hai centrato al primo colpo. Quali sono le sensazioni a qualche giorno di distanza?
A.: Sono sensazioni che non si possono descrivere a parole, nei giorni subito dopo la vittoria dello scudetto non facevo che pensare a quella partita alle emozioni che ho provato, mi sembrava come riviverla ogni volta. Sono tanto contenta dell’obiettivo raggiunto anche perché siamo riuscite a ripagare i sacrifici e il lavoro fatto. Ce lo siamo meritate!
R.: Uno degli obbiettivi che mi ero prefissata quest’anno in maglia giallorossa era sicuramente la vittoria dello scudetto Primavera, dopo tanti anni di sole semifinali con il Napoli Carpisa, e per fortuna così è stato. Il giorno dopo la vittoria, quasi non ci credevo, sembrava essere solo un bellissimo sogno. A distanza di una settimana, riflettendoci a mente fredda penso che nessuno più di noi, per il calcio dimostrato in campo, se lo sia meritato. Sono fiera e orgogliosa di ciò che siamo riuscite ad ottenere.

Come hai vissuto i giorni prima della finalissima?
A.: Allora ero in periodo di esame, quindi non ho sentito subito il peso della partita, ma a pochi giorni prima avevo un po’ d’ansia anche perché era la prima volta che mi trovavo a giocare una finale così importante. Avevo tanta voglia di vincerla e di coronare questo mio piccolo sogno.
R.: Devo ammettere che nei giorni precedenti alla finale ho avuto sempre un po’ di ansia che per fortuna e stata smorzata dalle prove dell’esame di stato che hanno alleggerito la tensione della finalissima.

Nei minuti finali avete rischiato di compromettere tutto. Cosa vi è successo?
A.: C’è da dire che i ritmi della partita da entrambe le squadre si sono abbassati, faceva troppo caldo, siamo rimaste in partita fino all’ultimo concedendo poco e niente, poi gli ultimi 10 minuti eravamo stanche e l’Inter non ha mollato e ci ha creduto fino all’ultimo.
R.: Io credo che sul 2 a 0 a nostro favore ci siamo decisamente rilassate, eravamo abbastanza sicure di avere la vittoria in pugno anche perché mancavano pochi minuti allo scadere del tempo. Forse è stato proprio questo atteggiamento che ha dato all’Inter la possibilità di credere che nulla era del tutto perduto.

Al momento dei calci di rigore cosa pensavi quando le tue avversarie sistemavano la palla sul di dischetto?
A.: In quel momento preciso cercavo di non pensare a nulla, pensavo solo a concentrarmi su quello che dovevo fare e ho seguito alla lettera i consigli che mi ha dato il mio preparatore dei portieri: “ferma fino all’ultimo, guarda la palla e quando parte spingi al massimo.”
R.: Al momento dei rigori ero abbastanza serena perché ero convinta che le mie compagne non avrebbero mai sciupato un’occasione del genere dopo aver dominato quasi tutta la partita. Quasi pregavo che le mie avversarie sbagliassero e così e successo anche se molto del merito va riconosciuto al nostro portiere che è riuscita a parare un rigore importante.

Al momento del gol di Camilla cosa hai pensato e fatto?
A.: Al gol di Camilla mi sono emozionata e avevo gli occhi lucidi, non ci credevo e sono rimasta ferma a guardare, a vedere la felicità sui volti dei tifosi, dei miei genitori e delle mie compagne di classe che sono subito corse da me, è merito loro ed è a loro che devo questa vittoria. Hanno creduto in me ed ho saputo ripagarle.
R.: Al gol di Camilla non ho pensato a nulla, ho iniziato a gridare dalla gioia e a correre ad abbracciare lei e tutto il resto della squadra.

A chi dedichi questo tricolore?
A.: Lo dedico al mister che mi ha appoggiata e mi è stato vicino, ai tifosi e soprattutto al mio preparatore mi ha preso ad inizio anno e mi ha cresciuta con duro lavoro e sacrificio. Un’ultima dedica speciale va in particolare ai miei genitori che mi hanno appoggiata nella mia scelta di cambiare squadra mi sono stati vicini in ogni mio momento difficile e non. Sono contenta di avergli dato questa soddisfazione è tutto loro.
R.: Dedico la vittoria a tutta la mia famiglia, i miei amici e a tutto il mondo Res Roma, compagne, staff e tifosi.

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