Photo Credit: Marco Montrone

Il Sassuolo è tornato a vincere domenica scorsa in Serie A, vincendo, nel penultimo turno della prima fase del campionato, sul Como Women per 2-0. La squadra di Gianpiero Piovani si trova al sesto posto con quattrodici punti, e intende prepararsi bene alla poule salvezza. Abbiamo raggiunto in questo periodo di pausa dovuto alle Nazionali, Benedetta Brignoli, centrocampista classe ’99 che, dopo tre anni alla Reggiana, veste da cinque stagioni la divisa neroverde, con un mezzo un’annata al Tavagnacco, e con lei abbiamo fatto il punto della situazione sulla stagione delle neroverdi nel massimo torneo.

Benedetta, cosa vuol dire per te giocare a calcio?
«Per me giocare a calcio significato tutto, è da quando ho sei anni che gioco a calcio. Dopo tanti anni di sacrifici, soprattutto delle ragazze prima di noi, siamo riuscite a diventare professioniste e credo che questo sia un grandissimo traguardo. Sempre più bambine si stanno appassionando al calcio femminile e questa è una bellissima cosa».

Cos’è per te essere una centrocampista?
«Beh, secondo me il centrocampista è uno dei ruoli più belli del calcio, credo che sia anche un ruolo fondamentale per l’equilibrio della squadra. Il centrocampista deve mettersi a disposizione della squadra, deve essere d’aiuto in fase difensiva ma allo stesso tempo di supporto agli attaccanti».

Il tuo percorso con le grandi è partito dalla Reggiana. Che anni sono stati per te?
«Si, ho iniziato a giocare con i maschietti, poi sono passata alla Reggiana. Con la Reggiana ho iniziato con la Primavera, ma solo dopo un mese sono salita con la Prima Squadra che, a quel tempo, militava in Serie B. Sono stati anni bellissimi, che mi hanno fatto capire fin da subito che fare la calciatrice sarebbe stato il mio sogno. Sono stati anni indimenticabili».

Tu sei al Sassuolo da sei anni. Che effetto fa per te vestire questa maglia?
«Vestire la maglia del Sassuolo è un onore, dopo così tanto tempo posso dire che è una seconda casa per me. Sassuolo è una società che crede tanto nel calcio femminile e nelle giovani. Ci mette a disposizione tutto quello di cui abbiamo bisogno».

Tuttavia, c’è anche un anno col Tavagnacco. Cosa ti ha dato questo club?
«Si, nel 2020 sono andata in prestito a Tavagnacco, anno in cui è scoppiata la pandemia e purtroppo il campionato si è fermato. Il Tavagnacco è una società storica del calcio femminile. È stata un’esperienza bellissima, sono cresciuta sia dal punto di vista calcistico ma anche dal punto di vista umano. È stata un’esperienza che porterò sempre con me».

Ad una partita alla conclusione della prima fase della Serie A, il Sassuolo è al sesto posto. Come valuti l’attuale piazzamento della squadra?
«Quest’anno abbiamo cambiato tanto, sono arrivate tante giocatrici nuove e tante straniere, all’inizio è stato un po’ difficile perché non ci conoscevamo. Lavorando giorno dopo giorno e partita dopo partita abbiamo trovato l’amalgama giusta che ad inizio campionato ci mancava. Soprattutto nel girone di ritorno, dove abbiamo dimostrato di essere una squadra forte».

La Serie A, adesso, è in pausa. Quanto inciderà, secondo te, la sosta delle Nazionali?
«Quando c’è la pausa nazionale è sempre un po’ strano allenarsi perché molte giocatrici sono chiamate dalle proprie nazionali. Con le altre compagne ci alleniamo comunque ad alta intensità e caricando anche un po’ di più negli allenamenti. Quando c’è la nazionale è un po’ penalizzante per i club perché si ha meno tempo per preparare le partite che ci saranno, però allo stesso tempo sappiamo che dobbiamo lavorare fin da subito concentrare il doppio».

Quanto è valso, per te, il 2-0 arrivato domenica sul Como Women?
«Per noi era una partita fondamentale. Il nostro unico obiettivo erano i tre punti. Siamo state brave a partire subito bene trovando il gol. Siamo state brave a rimanere concentrare fino alla fine, e a portare a casa il risultato. È una vittoria che ci dà morale e fiducia».

Alla ripresa del campionato il Sassuolo andrà in casa del Pomigliano. Quanto conterà questa partita?
«Sarà una partita difficile. Sappiamo che il Pomigliano è una squadra ostica, dobbiamo scendere in campo con la stessa mentalità che abbiamo messo contro il Como».

Cosa pensi del nuovo format scelto quest’anno per la Serie A?
«Quest’anno il campionato si è ridotto a dieci squadre, sicuramente è diventato più competitivo e ci saranno più partite da giocare. È un po’ strano vedere la Serie A femminile a dieci squadre, credo che il calcio femminile in Italia stia crescendo tanto, la Serie B sta facendo molto bene e quindi mi auguro che tra qualche anno si possa aumentare il numero delle squadre del campionato di Serie A».

Chi può vincere, secondo te, lo scudetto?
«Penso che la Roma abbia tutte le carte in regola per vincere il campionato, ma con i playoff sarà ancora tutto da vedere».

Secondo te, la Nazionale può trovare nel 2023 l’anno del riscatto?
«Secondo me si, la nazionale sta crescendo sempre di più, ora si sta puntando sulle giovani, e credo sia la strada migliore per farle crescere. La nazionale italiana ha fatto molto bene allo scorso mondiale, ed è soprattutto grazie a lei che il calcio femminile sia cresciuto. Speriamo che nel mondiale di quest’anno le ragazze possano dire la loro e fare bene».

Com’è la vita fuori dal campo?
«Fuori dal campo mi piace molto stare con gli amici, guardare serie tv, cucinare e suonare la chitarra».

Cosa vorresti dire alle tue compagne del Sassuolo in vista della ripartenza delle ostilità?
«Finita questa sosta torneremo ad allenarci tutte insieme. Sappiamo che ora saranno tutte partite difficili, ma sappiamo anche che siamo una squadra che è cresciuta tanto e secondo me, continuando a lavorare in questo modo, raggiungeremo il nostro obiettivo».

La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia l’US Sassuolo Calcio e Benedetta Brignoli per la disponibilità.

Elia Soregaroli
Nato il 12 luglio del 1988 a Cremona, Elia ha sempre avuto una grande passione per il mondo del giornalismo, in particolar modo a quello sportivo. Ha tre esperienze lavorative in questo settore, IamCalcio, ManerbioWeek e BresciaOggi, un workshop con l'emittente televisiva Sportitalia, e uno stage curricolare con il Giornale di Brescia. Si avvicina al calcio femminile nel 2013 grazie ai risultati e al percorso del Brescia CF e da allora ha cominciato ad occuparsi anche del movimento in rosa.