La Roma prima allenata da Alessandro Spugna e poi da Luca Rossettini ha avuto un 2025 a due facce: cominciato, in ordine cronologico, con la vittoria per 3 a 1 della Supercoppa ai danni della Fiorentina, sembrava che la stagione potesse proseguire sull’onda cavalcata dalle ragazze detentrici dello Scudetto e con ancora tanto da dare, e invece la squadra giallorossa ha perso terreno, tanto da arrivare a fatica al terzo posto, l’ultimo disponibile per sognare l’Europa che conta, mostrando una faccia tutt’altro che positiva rispetto alla prima. In poche parole, si è trattato di una Roma bifronte.
Se si dovesse scegliere una partita per fotografare la stagione della Roma ai suoi albori, si dovrebbe necessariamente nominare quella del “Tre Fontane” contro la Juventus nel corso della regular season: 3 a 1 in favore delle capitoline, una partita splendida giocata con sacrificio, fame, voglia di dimostrare di essere ancora la squadra da battere e una supremazia territoriale di altissimo livello.
Contro l’Inter, però, l’incantesimo va in fumo: le nerazzurre vincono tra le polemiche nello stadio giallorosso, e il meccanismo si rompe, dando inizio a quella che è la seconda faccia della Roma. La Roma non ha più la sua identità, è una squadra che deve per forza cambiare rotta, e riesce comunque a conquistarsi un importantissimo slot per i preliminari della Women’s Champions League all’ultima giornata contro la diretta contendente Fiorentina.
Salutano la Capitale Elena Linari, partita alla volta del London City Lionesses, Moeka Minami se ne va per vestire la maglia del Brighton, e lascia Roma anche Valentina Giacinti, che comincia un nuovo percorso in Turchia con il Galatasaray. Hawa Cissoko e Camelia Ceasar approdano invece al Parma.
La casacca giallorossa la indossano, invece, Rachele Baldi, tornata a difendere i pali dopo l’esperienza all’Inter; Winonah Heatley, Samantha van Diemen dal Glasgow City, Valentina Bergamaschi dalla Juventus arrivano a Roma per il reparto difensivo, e in questo contesto è da segnalare l’arrivo a parametro zero della danese Katrine Veje dal Crystal Palace; Annalena Rieke dall’Essen rinforza la mediana, Osorinsola Babajide dal Tenerife porta esperienza e qualità in attacco, mentre Martina Cherubini e Giulia Galli vengono aggregate alla Prima Squadra dalla Primavera, a cui si sono aggiunte, recentemente, anche Magda Piekarska e Valentina Soggiu, rispettivamente in difesa e tra i pali.
Dall’arrivo di Mister Luca Rossettini, la Roma fa parecchia strada e taglia traguardi che alla vigilia erano inattesi. Centrata la finale di Serie A Women’s Cup contro la Juventus — dopo un girone, il C, con Ternana, Milan e Sassuolo chiuso al primo posto e un 3 a 0 categorico ai danni della Lazio nel primo derby stagionale — e persa di misura soltanto all’ultimo, le giallorosse dimostrano che con la giusta voglia di fare bene e l’organico dal grande potenziale nelle mani di un allenatore che, non propriamente esperto, ma volenteroso, sa metterle in campo nel modo giusto. Ottime, in questa competizione, le gare di Pilgrim, Corelli, Greggi e Viens, nonché una ritrovata Haavi.
L’amaro in bocca della finale persa lascia il posto alla Serie A, che parte subito forte e diventa il vero habitat naturale delle ragazze di Mister Rossettini: vittoria per 4 a 0 all’esordio contro il Parma, concretizzato con quattro marcatrici diverse, un rocambolesco 2 a 1 al Milan in trasferta deciso da Giugliano in pieno recupero, un 3 a 1 con doppietta di Corelli a un ottimo Napoli in ascesa, 3 a 0 categorico all’Inter nella cornice del “Tre Fontane” con tanto di gol dell’ex di Pandini ad aprire le marcature, poi la prima sconfitta: 5 a 2 in casa della Fiorentina, di certo influenzato dall’espulsione di Heatley nel primo tempo, ma le giallorosse non si perdono d’animo e tornano subito con i giri del motore al massimo. Vincono nuovamente il derby contro la Lazio con la splendida rete di Di Guglielmo, contro il Como Women nel segno di Viens, pareggiano contro la Juventus con il gol dell’ex Bergamaschi e, infine, vincono in casa della Ternana per 2 a 0 con l’apertura delle marcature da parte di Dragoni. In poche parole, dal punto di vista offensivo la Roma funziona e convince, e ha ampi margini di miglioramento anche in difesa.
E la Champions? Be’, quella è a due facce, il ritratto della stagione: inizio promettente nel girone di qualificazione, vinto senza sconti in Repubblica Ceca per aggiudicarsi il doppio match contro lo Sporting Lisbona. Le giallorosse perdono tra le mura amiche e sperano di ribaltare il risultato in Portogallo, cosa che avviene grazie a una superBergamaschi, che decide le sorti della squadra e l’aiuta a qualificarsi ai gironi.
La fase a gironi, invece, ha un esito piuttosto deludente: sconfitte nette contro Real Madrid e Barcellona, rispettivamente per 6 a 2 in trasferta e 4 a 0 al “Tre Fontane”, sconfitta non preventivata, forse, anche contro il Vålerenga tra le mura amiche e contro la corazzata del Chelsea, un 6 a 0 che mette ancora una volta in risalto i limiti della squadra giallorossa. Pareggio amaro contro il Leuven e unica, importante vittoria nel punteggio, il 6 a 1 rimediato in casa al St. Pölten.
Un Dio della mitologia latina che ben rispecchia il 2025 della Roma è Giano, notoriamente conosciuto come colui che è bifronte, con due facce: l’una che guarda al passato, pieno di felicità e di bei ricordi, nonché di un paio d’anni pieni di trofei, l’altra che guarda al futuro, con ancora tutto da scrivere e con delle sorprese in serbo, come si è visto con il primato in classifica al termine dell’anno solare. Non si sa dove arriverà la Roma, ma la sua faccia che guarda al passato può essere nel complesso soddisfatta di quanto visto, a eccezione del rammarico della Champions, perché c’è sempre tempo per migliorarsi e per crescere, e rimangono ancora la Coppa Italia e il Campionato da onorare al meglio nella faccia del Giano che guarda al futuro.






