Photo Credit: Paolo Comba - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Continua tra stivale ed Europa il viaggio 25/26 della Juventus. In attesa di disputare la finalissima dell’11 gennaio che decreterà tra la stessa e la Roma la vincitrice della Supercoppa italiana femminile, la realtà bianconera continua a voler spiccare per individualità e personalità collettiva: da inizio stagione la natura del campionato – oggettivamente competitivo – ha offerto diversi “down” al team e i riscontri non sono stati totalmente da linea verde (si ricordi l’avvio a rilento con la parità a reti inviolate trovata in casa Sassuolo, la caduta fronte Como e qualche intermezzo a destabilizzare le positività offerte in ambito Champions League).

Per la rosa traghettata dal tecnico Max Canzi (al timone della Prima squadra dal 1 luglio 2024), infatti, i numerosi riconoscimenti colti durante l’anno appena archiviato hanno portato ad una sorta di alzata d’asticella, perché è proprio in questi casi che la percezione è quella di una corsa verso sfide più grandi. Traguardi tuttora da raggiungere, quindi, con un’ambizione che l’acquisizione del sesto scudetto nella storia, la vittoria della Coppa Italia e della Serie A Women’s Cup hanno incrementato e non scalfito.

L’impronta League – tirata in ballo poc’anzi – sta risultando un’ottima vetrina per il gioco bianconero, considerando le ottime performance regalate fino ad oggi: il club – finali da sorriso o meno – è sceso in campo propositivo davanti a Benfica, Bayern, Atlético Madrid, Lione, Sankt Pölten e Manchester United, dimostrando di sapersi orientare anche contro formazioni di portata internazionale. Aiuti fondamentali e coerenti nel rendimento sono stati quelli messi a disposizione da new entry come Michela Cambiaghi (l’ex Inter è, spesso, decisiva nelle giocate interne ed esterne ed è, per ora, la miglior marcatrice della rosa con tre firme in stagione, vicinissima al riferimento Girelli), Wälti, Pinto, che hanno saputo smorzare l’impegnativo discorso cessioni voluto dalla società.

Una Juventus che può essere forte con i forti, ma anche cadere inevitabilmente. Una delle richieste da parte della panchina torinese, intanto, continua ad essere quella di una maggior lucidità nella trasformazione di occasioni nitide: di fatto la situazione campionato-Champions presenta delle differenze (inutile negarlo) per una compagine attualmente al secondo gradino della graduatoria, in collegamento al primo caso tutto italiano (la stessa è ferma a quota 17 punti, pari con la diretta inseguitrice Viola ed a -5 dalla capolista Roma) e col pensiero playoff nel secondo caso (acceso dopo la sconfitta rimediata nella ospitata allo United e proseguito con la conferma del prossimo incontro in casa Wolfsburg). La vittoria strappalacrime del viaggio 2024/25 non è, poi, così lontana, ma serve quella continuità ribadita più volte al momento stampa da allenatore e protagoniste stesse.

I 5 risultati utili, le due parità e le due sconfitte registrate anticipano gli appuntamenti stagionali restanti: una volta messa in cassaforte la Supercoppa, il 18 gennaio sarà già tempo di trasferta a Milano per la disputa tra le mura dell’Inter, poi la giocata al Pozzo – Lamarmora di Biella (classica struttura interna juventina) contro il Parma a chiudere l’andata di campionato. A fungere da intermezzo? Ci sarà l’impegno di Coppa Italia accanto al Napoli.

L’apertura delle mosse di mercato invernali saprà apportare modifiche significative al registro attuale? Le prime voci circa strategie e rivoluzioni, intanto, iniziano a circolare con insistenza (vedi possibile partenza definitiva di Peyraud-Magnin, cessione temporanea di Cristina Librán e acquisizione definitiva, tramite legame West Ham United, del difensore Anouk Denton). Nulla è certo e tutto è sempre in costante evoluzione, ma vi è un aspetto a trovare conferma: l’obiettivo di una delle solite big di massima categoria, ossia lasciare il segno e trovare un piazzamento consono al proprio impegno. Un nuovo anno per poterlo fare e tanti i frame da aggiungere ad un collage che prende sempre più forma.

Eleonora Mereu
Aspirante giornalista cagliaritana. Quella per lo sport femminile? Una passione nata anni fa, che mi spinge ora ad impugnare una penna per dar voce, nel mio piccolo, alle piccole e grandi realtà. Con le ragazze della Nazionale ho imparato ad apprezzare ancora di più il settore, percependo quanto scrivere sia un privilegio più che una missione, che va portato avanti con rispetto ed un reale sentimento per il movimento.

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