Dopo l’interruzione del cammino di Coppa Italia a segnare l’ultima giocata dell’anno, la Pink è pronta a riprendere in mano il campionato: la stessa, infatti, è in procinto di ripartire con la stessa decisione e la solita mentalità combattiva.

Sosta quasi terminata, nel mirino ora c’è l’ospitata alla seconda in classifica, che avrà luogo nei prossimi giorni: a parlarne con noi Naja Pastore (classe 2007 della squadra barese) che ha illustrato il momentaneo quadro singolare e collettivo.

Benvenuta Naja! Quello con la Pink si conferma un legame indissolubile. Nonostante le difficoltà (vedi l’ormai questione infortunio al ginocchio archiviata), il tuo percorso come parte attiva della squadra procede spedito. Cosa significa per te continuare con questi colori e, soprattutto, tornare sul campo, risultando contributo per il cammino stagionale d’insieme?

«Non vedevo l’ora di tornare e poter essere di nuovo d’aiuto alla squadra: è sempre stato questo il mio obiettivo principale.

Riprendere dopo quasi un anno con gli stessi colori addosso? È un onore e una grande motivazione. Ho dovuto mettere da parte tante cose per un periodo lungo, ma ora sento di poterle riprendere una alla volta, lavorando giorno dopo giorno; farlo all’interno di un gruppo che mi ha sempre sostenuta, che crede nel lavoro e nel sacrificio, rende questo percorso ancora più speciale e mi spinge a dare qualcosa in più per la società e per le mie compagne».

A proposito di insieme, la compagine si è riunita all’Antonucci per l’ultima giocata dell’anno, cadendo di fronte alla Salernitana. Una gara rimasta in equilibrio, almeno fino al 4’ del secondo tempo, quando sono state le ospiti a trovare il vantaggio. Terminato, quindi, ad un soffio dai quarti di finale, il viaggio in Coppa Italia: poteva andare diversamente? Quali sono le sensazioni interne circa tale scenario?

«Quella con la Salernitana è stata una partita molto combattuta e, forse, sarebbe potuta andare diversamente se fossimo state ancora più convinte fino in fondo di potercela fare. In campo si percepiva che loro ci temevano e questo è un aspetto che dobbiamo imparare a trasformare in un nostro punto di forza, sfruttandolo meglio nei momenti chiave.

A livello interno le sensazioni sono state perlopiù legate a rabbia: perdere in casa propria fa sempre male, soprattutto quando sai di aver giocato alla pari e di essere andata vicina a un traguardo importante. È una delusione che deve servirci da stimolo per crescere e migliorare».

Il campionato, intanto, continua. L’11 sarà tempo di un altro match, quello con l’Academy Abatese, che potrà offrire tre punti importanti dopo la pesante sconfitta subita in casa Catania. Quale dovrà essere l’approccio con una delle big del girone e quali sono, invece, le vostre consapevolezze?

«Scenderemo in campo contro una grande squadra, ma siamo assolutamente in grado di giocarcela. Dovremo entrare subito in partita con l’atteggiamento giusto ed essere consapevoli che, se ci crediamo davvero, possiamo vincere; il nostro è un gruppo non scontato, che non si trova in tutte le società, ma anche giovane e questo, a volte, significa pagare qualcosa in termini di esperienza e carattere. È comunque un aspetto su cui stiamo lavorando così da crescere ulteriormente.

Penso, però, ci siano ancora delle piccole cose da sistemare, dettagli che, se migliorati, ci permetterebbero di non avere le stesse difficoltà nei prossimi incontri. La Pink non è affatto sottovalutata ed il rispetto delle avversarie c’è, è evidente, ma se non siamo noi per prime a credere nelle nostre capacità, facciamo fatica ad andare lontano».

Le salite fanno parte del percorso e, sia individualmente che in termini collettivi, c’è ancora una fase d’andata da percorrere. Quale è l’augurio personale per il prosieguo e quale pensi sarà la vera forza della Pink in questo contesto?

«A livello personale l’augurio è quello di continuare su questa strada, ritrovando sempre più continuità e fiducia partita dopo partita, senza forzare nulla ma lasciando che il lavoro fatto parli per me. Dopo un periodo così lungo lontano dal campo, ogni passo avanti ha un valore importante.

Tornare dopo tutto quello che c’è stato non è solo una questione sportiva, ma anche personale: ogni allenamento, ogni minuto giocato, ha un significato diverso e lo vivo con grande gratitudine; indossare ancora questi colori, sentire il sostegno del gruppo e della società, mi ricorda ogni giorno perché amo questo sport e quanto valga la pena lottare, insieme.

Per quanto riguarda la squadra, credo che la nostra vera forza sia il gruppo. Siamo giovani, è vero, e magari ci manca ancora qualcosa in termini di esperienza, ma abbiamo voglia, entusiasmo e un senso di appartenenza che si percepisce. Nei momenti di difficoltà restiamo unite e questo, nel lungo periodo, fa la differenza. Se riusciremo ad abbinarlo a maggiore consapevolezza dei nostri mezzi, potremo toglierci delle belle soddisfazioni!».

Si ringrazia Naja Pastore e la società tutta per la gentile concessione.

Eleonora Mereu
Aspirante giornalista cagliaritana. Quella per lo sport femminile? Una passione nata anni fa, che mi spinge ora ad impugnare una penna per dar voce, nel mio piccolo, alle piccole e grandi realtà. Con le ragazze della Nazionale ho imparato ad apprezzare ancora di più il settore, percependo quanto scrivere sia un privilegio più che una missione, che va portato avanti con rispetto ed un reale sentimento per il movimento.

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