“Penso che vivere di calcio sia la cosa più bella che una persona possa fare ma in questa stagione non mi vedete in campo perché ho deciso di appendere le scarpine al chiodo”. A dircelo con molta serenità è stata Valeria Gardel che sulla sua scelta ha poi precisato: “è una decisione che è maturata con molta serenità e tranquillità. Nell’ultima mia stagione avevo dichiarato, alla prima intervista, che sarebbe stato il mio ultimo anno per decisioni prettamente personali”.
La calciatrice ex San Marino a riguardo poi aggiunge: “All’inizio quando tra luglio e agosto vedevo che tutti ripartivano ho avuto un po’ di malinconica. Poi ho iniziato a lavorare all’interno dell’ambito calcistico come allenatrice del Porto 2005 di Mantua, dove guido i 2013 e 2017”.
La classe ’98 poi sulla nuova esperienza poi sottolinea: “Avevo fatto un percorso da allenatrice tre anni fa, però questa veramente mi coinvolge più di tutte. Sono impegnata tutti i pomeriggi, è un’esperienza che sicuramente mi piace un sacco perché mi piace stare a contatto con i ragazzi giovani. Mi piace vedere la loro evoluzione dall’inizio fino”.
Valeria reduce da due stagioni in Serie B con il San Marino sull’ultimo campionato poi ricorda: “L’ultima stagione è stata forse quella che mi ha dato la consapevolezza maggiore, negli ultimi mesi ho giocato poco ed ero un po’ un capitano silenzioso. Mi allenavo sempre al massimo e cercavo di donare quel qualcosa in più magari alle ragazze che giocavano, ma soprattutto alle ragazze più giovani”.
Sulla salvezza raggiunta con le titane, invece, ha ammesso: “Festeggiare all’ultima giornata, negli ultimi secondi della partita, è stata un’emozione che mi porterò per sempre dietro ed ho raccontato ai miei ragazzi che alleno perchè mi auguro che loro possano provare emozioni forte che il calcio ti regala”.
Parlando della sua carriera, nella quale ha vestito anche le maglie di Sassari e Tavagnacco, Valeria ricorda i tre anni passati alla Samp definiti con tutta sicurezza: “L’esperienza che mi ha cambiato la vita è stata alla Sampdoria, dal punto di vista personale e dal punto di vista calcistico. Sono nata con i colori blucerchiati e, grazie al direttore Palmieri, ho avuto la possibilità di giocare nella Sampdoria in Serie A. Ci siamo salvate ed ho tatuato tutti i numeri delle mie compagne, con una frase che è un ritaglio di una canzone Lettera da Amsterdam”.
Valeria, che in Serie B ha maturato anche l’esperienza con il Ravenna, sull’Europeo in estate invece ci ha raccontato: “Abbiamo fatto un Europeo alla grande, secondo me siamo in crescita sia come Nazionale ma con tutto il movimento. Dobbiamo continuare su questa strada e secondo me ci possiamo togliere delle soddisfazioni”.
Valeria conclude l’intervista parlando di futuro: “Per il 2026 mi auguro di essere un punto di riferimento per i bambini che alleno e, magari, essere un po’ di esempio con la mia esperienza che ho avuto in tutte le squadre che ho avuto tutti i giorni sul campo”.






