credit photo: Nicolò Ottina - photo agency calcio femminile italiano

La finale di Supercoppa, di stanza allo Stadio Adriatico ‘Giovanni Cornacchia’ di Pescara, si è conclusa con la vittoria della Juve con il risultato di 2-1.

La partita tra le due squadre, anche se non è ufficialmente un derby, è diventata un super-classico per il calcio femminile nella penisola. Entrambe le formazioni, infatti, quando giocano una contro l’altra tendono a mostrare il loro miglior volto (come attestato anche dai precedenti).
Le campionesse d’inverno, prime in classifica in campionato, sono scese sul rettangolo verde fortemente motivate e intenzionate a dimostrare tutto il proprio valore, desiderose anche di riscattarsi dalla sconfitta rimediata in Serie A Women’s Cup (che si era conclusa con la vittoria juventina per 3-2). 

I primi venti minuti di gioco si sono svolti con un buon ritmo di gioco, con le due squadre in fase di studio del campo e delle avversarie. Non sono certo mancati i tentativi di concretizzazione sin dal 3′ di gioco, con l’undici di tutte e due i club che hanno cercato di portarsi in vantaggio.
A sbloccare il tabellino al 24′ la capitana giallorossa Manuela Giugliano in un’azione che spiega tanto dell’abilità e della sintonia delle Capitoline. Giulia Dragoni, palla al piede, ha servito Viens che rasoterra ha imboccato la numero 10 che ha insaccato in rete di piattone portando in vantaggio la sua squadra.
La reazione bianconera non si è fatta attendere, cercando di tornare a quel suo essere cinica che in gare del genere è tanto funzionale e di cui sinora la Juve è stata carente.
Gli svariati tentativi dell’undici di Canzi sono stati premiati al 40′: Chiara Beccari, nuova 9 della Juve dopo la partenza di Sofia Cantore, dopo aver evitato Veje ha crossato; Baldi, tra i pali romanisti, ha cercato di tener palla ma questa è capitolata sui piedi di Vangsgaard. La Danese non ha esitato a segnare l’1-1 riscattandosi, così, dalle sue precedenti defezioni.
Dopo il 45′ è stato concesso un solo minuto di recupero che non è servito per smuovere il risultato dall’1-1.

Nel secondo tempo, la Roma ha prevalso in quanto tenuta di palla ma il ritmo di gioco, che nel primo tempo è stato piuttosto vivace, si è reso compassato e più lento anche se non sono mancate le occasioni da parte di tutte e due le squadre per trovare il vantaggio.
Nello specifico,  Pilgrim, fresca di forze essendo subentrata dalla panchina, si è fatta notare due volte (50′ e 58′) e Evelyne Viens ha avuto per altrettante volte la possibilità di trovare il 2-1 senza però riuscire (54′ e 73′).
Nel frattempo, anche Mister Canzi ha effettuato gli opportuni cambi che sono stati più efficaci rispetto a quelli delle Capitoline di Mister Rossettini. Cristiana Girelli al minuto 85, ha spiegato con i fatti perchè nonostante sia una classe 1990 sia ancora ritenuta fondamentale per la sua squadra. Di tacco in area, servita da Martina Lenzini, ha mandato la palla in rete senza che Baldi riuscisse a far nulla per impedirne l’impatto all’angolino.
I minuti seguenti sono stati un susseguirsi di febbrili tentativi di sovvertire un risultato che pare già scritto. Dopo il 90′ sono stati concessi 4 minuti di recupero al termine dei quali il tabellino ha decretato la vittoria della Juve che così ha conquistato il suo secondo trofeo di stagione

 

 

 

Federica Pistis
Sono nata in provincia di Cagliari il 29/08/1992. Mi sono laureata in scienze dell'educazione e della formazione primaria e ora frequento la magistrale di pedagogia presso l'Unimarconi di Roma. La mia passione per il calcio è nata quando ho iniziato a seguire questo sport perchè mio fratello è un grande tifoso del Milan e io cercavo un punto d'incontro con lui. Ho iniziato a guardare le partite, e a comprenderne i meccanismi poi è arrivato quello femminile che mi ha conquistata al punto da sentire un po' mie anche le loro imprese.

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