Photo Credit: Venezia FC Femminile

Arrivano le battaglie invernali ed il Venezia è pronto a continuare a combattere. Mentre la squadra ha appena visto subentrare qualche nuovo rinforzo in vista dei propri obiettivi, il quadro lamenta di una necessità di punti.

Con Ballo e Zuanti andate a referto nella recente giocata in trasferta andata in scena ad Acquaviva, ad attendere la FC è un intero girone di ritorno. Il gruppo, nonostante tutto, sta dando l’anima; in attesa di conoscere l’esito dell’imminente incontro locale, abbiamo coinvolto Francesca Mazis in una piacevole chiacchierata sulla situazione generale attuale. Ecco quanto dichiarato dalla classe 2007.

Benvenuta Francesca! Interna alla rosa di mister Oliveira, porti avanti il progetto arancioneroverde con determinazione e impegno. Cosa significa per te indossare questi colori ed in che modo vorresti evolvesse in questa nuova fase il percorso d’insieme?

«Per me indossare questi colori significa sentirmi parte di qualcosa di più grande di una semplice squadra. È scontato che servano impegno, determinazione e sacrifici, ma li vivo senza alcun peso e con grande soddisfazione, perché per me il Venezia è diverso: è una famiglia, e come tale ci si supporta nel bene e nel male.

Attualmente, il mio obiettivo, e quello della squadra, è di trovare stabilità in questo nuovo campionato. Guardando al futuro, mi auguro di crescere con questa maglia e di poter puntare, passo dopo passo, alla Serie A. Vorrei anche che questi colori potessero contribuire in modo concreto alla crescita del calcio femminile in Italia».

Al momento la sensazione della squadra sembra essere quella di star raccogliendo meno di quanto professato fino ad oggi. Confermi? Pensi stia mancando qualcosa in particolare a questo Venezia?

«Sì, confermo: i punti raccolti finora non rispecchiano pienamente alcune prestazioni dimostrate in campo. All’inizio avrei detto che mancava un’identità chiara e una maggiore personalità con il pallone; il calcio è un gioco complesso, ma allo stesso tempo semplice, e ci servivano più creatività e passione: su questo aspetto mi sembra che stiamo crescendo, ma oggi credo che ciò che ci manchi di più sia la continuità, riuscire a dare solidità alle prestazioni per creare slancio e costruire una crescita costante».

La recente parità tra le mura della San Marino Academy funge senz’altro da segnale importante, soprattutto in apertura del 2026 e dopo una consistente sosta. La squadra, quindi, c’è, ma servirà raccogliere punti per poter pensare di saltare qualche posizione in avanti e stare in sicurezza. Cosa prendi di buono circa tale prestazione e cosa non dovrà mancare, invece, da qui in poi perché si possa invertire questo trend?

«Anche se i tre punti sarebbero stati fondamentali, siamo scese in campo con una grande voglia di lottare e di non mollare fino al fischio finale. Abbiamo giocato con più identità e fiducia, sia in noi stesse che nel gruppo: da qui dobbiamo ripartire nel 2026 e continuare a crescere nel girone di ritorno. Non dovranno mai mancare la tenacia nei momenti di difficoltà (perché ci saranno sempre), la determinazione e la voglia di cercare il gol senza paura di fallire».

Presto il viaggio per raggiungere la Res Donna, reduce anch’essa da un pari. Aspettative?

«All’andata la Res Roma ha dimostrato grande aggressività, grinta e determinazione. Spero che, con maggiore esperienza in questo campionato, riusciremo a mantenere lo stesso livello di intensità, se non superiore, e a portare a casa qualche punto importante per il nostro percorso».

Hai carta bianca: lancia, se ti va, un messaggio alle tue compagne e, chissà, magari anche a te stessa!

«Dobbiamo crederci. Mettere cuore e anima per questa maglia, continuare a lottare prima di tutto per noi stesse, per le compagne, per lo staff, per chi crede in noi e per tutto il settore giovanile femminile che sogna di indossare questi colori con orgoglio. Non possiamo mollare mai: insieme possiamo raggiungere i nostri obiettivi. Mai paura!».

Si ringrazia Francesca Mazis e la società tutta per la gentile concessione.

Eleonora Mereu
Aspirante giornalista cagliaritana. Quella per lo sport femminile? Una passione nata anni fa, che mi spinge ora ad impugnare una penna per dar voce, nel mio piccolo, alle piccole e grandi realtà. Con le ragazze della Nazionale ho imparato ad apprezzare ancora di più il settore, percependo quanto scrivere sia un privilegio più che una missione, che va portato avanti con rispetto ed un reale sentimento per il movimento.

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