“Spero che questo Mondiale non resti un punto di arrivo isolato, ma l’inizio di un percorso di continuità. L’evento è stato all’altezza di ciò che meritavamo da anni, purtroppo ancora oggi esistono mancanza di condizioni adeguate per svolgere l’attività, problemi legati ai pagamenti, assistenza sanitaria non sempre all’altezza e una sostenibilità economica che spesso non permette di dedicarsi a tempo pieno alla carriera professionistica.
Mi auguro che questo traguardo possa portare più serenità e un vero futuro alle ragazze che vorranno dedicare la propria vita a questo sport”.
A raccontarcelo è stata Marta Verdu, calcettista dell’Audace Verona, che ha aperto l’intervista con una battuta sul Mondiale sul quale ha aggiunto: “È stato un traguardo per tutte in questo sport. Per chi ha aperto la strada, per chi continua a percorrerla e per chi verrà dopo. È un privilegio che oggi le bambine abbiano la possibilità di vedere le grandi giocatrici da vicino e di avere modelli concreti a cui ispirarsi. Questo sicuramente aiuterà a far crescere nuove piccole, grandi campionesse. Mi auguro che questo traguardo possa portare più serenità e un vero futuro alle ragazze che vorranno dedicare la propria vita a questo sport”.

La calcettista numero uno delle venete sposta poi l’attenzione in casa Audace raccontandoci: “Siamo partiti con un progetto diverso rispetto allo scorso anno. Si è praticamente ripartiti da zero, con la volontà di costruire una squadra giovane, guardando soprattutto al futuro. Questo aspetto è stato positivo ed accompagnato da un aumento delle squadre del settore giovanile, da un’idea di progetto sostenibile nel lungo periodo”.
Su questo tema poi aggiunge: “In prima squadra ha portato un mix di voglia di mettersi in gioco e crescere, ma inevitabilmente un po’ di mancanza di esperienza che in alcuni momenti può pesare. Non è qualcosa che spaventa, perché lavoriamo ogni giorno proprio per crescere e fare in modo che questi limiti diventino sempre più piccoli. La mia permanenza è stata quasi naturale. La voglia di dare continuità alla scorsa stagione, in un ambiente che ho sentito fin da subito come casa, era per me la scelta migliore per continuare a migliorarmi”.

Il quintetto veneto è reduce dal successo nello scontro salvezza contro il Montesilvano. La classe ’99 sul match sottolinea: “Sapevamo sarebbe stata una lotta fino all’ultimo minuto. Siamo partite subito forte, portandoci rapidamente sul doppio vantaggio. Abbiamo anche sprecato un paio di occasioni che ci avrebbero permesso di affrontare il secondo tempo con maggiore tranquillità. Abbiamo saputo soffrire quando loro hanno accorciato le distanze e la partita è diventata molto equilibrata, una di quelle che può girare da una parte o dall’altra. Il risultato ci ha premiate e sono contenta perché sono arrivati tre punti importantissimi in una gara fondamentale”.
Sull’importanza dei tre punti Marta poi commenta: “La settimana è iniziata con un po’ più di leggerezza, ma senza mai perdere il contatto con la realtà. Siamo consapevoli della categoria in cui giochiamo e sappiamo che può succedere di tutto. Questi tre punti ci danno forza e fiducia, ma l’obiettivo resta sempre la salvezza, possibilmente da raggiungere il prima possibile. Per farlo servono altri punti, quindi non ci accontentiamo. Siamo sulla strada giusta, ma dobbiamo continuare a dare di più”.

Alle porte, invece, la sfida con la Women Roma che il portiere inquadra cosi: “Sappiamo che avremo di fronte una vera corazzata, tra le favorite per la lotta scudetto. Noi siamo consapevoli del nostro valore e, anche se oggettivamente partiamo da due livelli diversi, sappiamo che per noi ogni punto è fondamentale. Scenderemo in campo con la mentalità di provare a raggiungerle e, quando non sarà possibile, cercheremo comunque di imparare il più possibile da ogni partita per prepararci al meglio alle successive, come abbiamo sempre fatto finora”.
In conclusione Marta fa la sua panoramica sulla Serie A confidandoci:  “Quest’anno si nota un grande divario tra le prime e il resto del campionato. È inevitabile vedere spesso risultati larghi quando si affrontano alta e bassa classifica. Sarebbe bello avere una Serie A a 14 o 16 squadre, come avviene in altri Paesi, dove la lotta sia per i playoff sia per la salvezza diventi competitiva e non quasi scontata fin dall’inizio. Questo permetterebbe di equilibrare meglio i valori in campo e dare anche più spazio alla crescita e alla formazione di nuove giocatrici”.

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