Photo Credit: Nicolò Ottina - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Una sfida di Coppa Italia da cuore oltre l’ostacolo, come una delle solite scene da film che, fin quando non si sviluppa, non c’è alcuna trama che si possa capire: è stata questo Juventus-Napoli.

La padrona di circostanza, entrata in campo con una positività a metà (bene il 2-1 dell’andata ma la consapevolezza è sempre stata quella di una contrapposizione dal difficile destino, vista l’avversaria ostica) è riuscita a prendersi tutto solamente sul finale.

In apertura a premere sull’acceleratore è l’ospite, sicura della presenza offensiva di Fløe: subito pericolosa la danese che segna i primi 10’ obbligando De Jong all’impegno. Nel mezzo la chance Juve da corner, poco incisiva per poter pensare di sbloccare il risultato.

Nell’anticipo dei primi 40’ a farsi avanti per le bianconere è Vangsgaard, intenzionata a sorprendere la difesa opposta mediante cross rasoterra: nessun effetto letale, però, neanche poco dopo con una conclusione di prima intenzione, terminata sopra la traversa. Sul finale il colpo dal limite di Carbonell, ancora senza effetto.

Più centrate le partenopee in questa prima fase; intanto si va a riposo a digiuno di goal per entrambe le formazioni impegnate.

In avvio della seconda fase inevitabili sono le modifiche sul fronte schieramento da ambedue le parti. Intanto ancora Vangsgaard a farsi valere, muro, però, di Jusjong. Serviranno 23 minuti per la trasformazione del tabellino: dopo soli 5 dalla sostituzione in campo di Cambiaghi, ecco ancora una volta Girelli a sbloccarla su un giusto servizio di Beccari; a firmare il raddoppio c’è, poi, Thomas.

Resta poco tempo alla celeste per tentare di ribaltarla, sul finale della gara odierna, intanto, ad arrivare è il goal accorcia-distanze di Banusic, l’unico che naturalmente non basta a strappare il biglietto per la semifinale. Sarà, quindi, Juventus-Fiorentina!

Eleonora Mereu
Aspirante giornalista cagliaritana. Quella per lo sport femminile? Una passione nata anni fa, che mi spinge ora ad impugnare una penna per dar voce, nel mio piccolo, alle piccole e grandi realtà. Con le ragazze della Nazionale ho imparato ad apprezzare ancora di più il settore, percependo quanto scrivere sia un privilegio più che una missione, che va portato avanti con rispetto ed un reale sentimento per il movimento.

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