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Gama, una ‘seconda vita’ sempre al servizio del calcio femminile: “I risultati si vedono, ora bisogna allargare la base”

Credit Photo: Stefano Petitti- Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Vicepresidente dell’Associazione Italiana Calciatori dal 2020 (prima donna a essere eletta), lo scorso febbraio è tornata in Consiglio Federale e a ottobre a casa sua, Coverciano, in qualità di nuova capa delegazione della selezione azzurra. Questi gli incarichi che le permettono di continuare a dare il suo contributo allo sviluppo del calcio femminile italiano, supportando al tempo stesso lo staff e le ragazze della Nazionale. “Mi sono tolta tante soddisfazioni e al momento non sono in astinenza da adrenalina, anzi. Sto bene senza le pressioni della competizione e del dover scendere in campo per vincere, come ho fatto in tutte le squadre in cui ho militato. E poi c’è la pressione che mi sono messa addosso da sola: le vittorie ultimamente volevano dire avere più peso a livello politico e di conseguenza più forza per portare avanti determinate battaglie. Avevano un doppio significato per me”.

IL MOVIMENTO ITALIANO TRA TESSERATE, SCUOLE E TERRITORIO. “Abbiamo sviluppato l’apice, ora dobbiamo lavorare sulla base”. Con la concretezza che l’ha accompagnata durante tutta la carriera – impreziosita dai 19 trofei conquistati tra club e Nazionale e dalle esperienze a Los Angeles e Parigi – Gama analizza lo stato di salute del movimento italiano, partendo da un dato incontrovertibile. “I risultati si vedono e sono tangibili. Mi riferisco al Mondiale del 2019, raggiunto dopo vent’anni di attesa, e all’Europeo della scorsa estate, arrivato dopo due competizioni in cui non abbiamo fatto bene. Quello a EURO 2025 è stato un cammino straordinario, che non deve stupire perché dimostra, insieme ai risultati delle Nazionali giovanili e al fatto di avere ormai tre squadre ai nastri di partenza della Champions League, la crescita del nostro calcio”.

Ora però, per colmare il gap con i Paesi più virtuosi, serve un nuovo scatto: “Abbiamo una punta che brilla, ma per farla brillare ancora di più e cercare di vincere a livello internazionale è necessario aumentare il numero delle tesserate. Per riuscirci dobbiamo lavorare sul territorio con il Settore Giovanile e Scolastico della FIGC e con la Lega Nazionale Dilettanti, creando più scuole calcio per le bambine e più prime squadre per le adulte. Sarà fondamentale fare divulgazione e promozione, portando ad esempio le giocatrici nelle scuole, per fare in modo che i più giovani tocchino con mano cos’è il calcio femminile”.

LE EMOZIONI AZZURRE E IL RAPPORTO CON SONCIN. E’ un binomio indissolubile quello tra ‘Speedy’ (come la chiamano le ex compagne) e la Nazionale, reso ancora più speciale dalla vittoria dell’Europeo Under 19 nel 2008 (unico titolo azzurro) e dalle 140 presenze con la selezione maggiore. Il presidente federale Gabriele Gravina l’ha voluta come nuova capa delegazione (termine da lei rigorosamente declinato al femminile, perché “il linguaggio aiuta a plasmare la realtà”) della squadra, che dopo le amichevoli di ottobre e la tournée americana accompagnerà a partire da marzo anche nel percorso verso il Mondiale del 2027. “In estate ha fatto quello che aveva dimostrato nei due anni precedenti. È sempre andato migliorando, ora bisogna però tenere i piedi per terra e lavorare per continuare a crescere, in campo e a livello di movimento. Dobbiamo puntare a conquistare trofei: siamo l’Italia e l’obiettivo deve essere questo”.

Un cambio di marcia, quello delle Azzurre, coinciso con l’arrivo in panchina di Andrea Soncin nel settembre del 2023. “Con il Ct ho un ottimo rapporto. Ci siamo incontrati quando lui è arrivato e io sono tornata in Nazionale, in una fase particolare della mia carriera. Quando è arrivato il momento di smettere l’ho chiamato e mi è stato accanto, accompagnandomi nei passi che dovevo fare. L’ho apprezzato molto”. Sensibilità, lavoro e fiducia, questi gli ingredienti che secondo Gama spiegano il successo della gestione Soncin. “Sono le ‘armi’ che funzionano in ogni contesto e che poi generano tutto il resto. Il mister e lo staff hanno anche investito tante energie sulle attività di team building: una cosa molto apprezzata dalle ragazze, che si divertono e stanno bene insieme”

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