Dal 2008 al 2024 le calciatrici tesserate in Italia sono cresciute del 142%, gli stadi della massima serie hanno registrato un +20% di presenze nel 2023-24 e la semifinale dell’Europeo 2025 ha toccato 4,08 milioni di spettatori su Rai 1. L’intero movimento pare che valga ben 3,2 miliardi di euro di PIL.
Negli anni ’90 il calcio femminile in Italia era solo una nicchia, c’erano poche squadre, la copertura mediatica era minima e gli impianti spesso erano semivuoti. Oggi, il quadro è cambiato parecchio. Il professionismo ha alzato l’asticella organizzativa, i grandi stadi si aprono con regolarità e la Nazionale femminile trova spazio in prima serata. Non è stato un percorso rapido, ma una somma di piccoli passi il cui merito va al lavoro delle scuole calcio, all’attenzione dei media e a una cultura che sta imparando a riconoscere il valore di questo gioco, indipendentemente dal genere.
Dai campi di periferia ai grandi numeri di oggi: tesserate e pubblico crescono in fretta
La base del movimento è esplosa, le calciatrici tesserate sono passate da 18.854 nel 2008 a 45.620 nel 2024. È in crescita anche il settore giovanile, le 10-15enni sono più che triplicate. Questo significa che sempre più bambine e ragazze scelgono di intraprendere un percorso insieme alle squadre, oppure come allenatrici.
Anche l’interesse del pubblico è cambiato nel corso degli anni, nel 2025 circa il 40% degli italiani dichiara di seguire il calcio femminile e gli appassionati sono circa 7 milioni. Questo vuol dire che la curiosità, che fino a qualche decennio fa era solo occasionale, sta diventando un’abitudine.
Il 2022 è stato decisivo: tra professionismo e contratti delle calciatrici
La svolta è arrivata l’1 luglio 2022 quando la FIGC ha reso professionistica la Serie A Femminile, con un Accordo Collettivo siglato insieme all’Associazione Italiana Calciatori. È stato definito il perimetro contrattuale, dai minimi retributivi alle tutele assicurative, e dal 2024 il testo è stato integrato e aggiornato.
Per quanto riguarda gli stipendi, le cifre sono ancora ben lontane dall’universo maschile, ma sono più chiare. Il minimo garantito si aggira intorno ai 26.600 euro lordi annui, molte giocatrici di medio livello stanno tra i 30 e i 40 mila lordi, con delle differenze legate ai club, al ruolo e all’esperienza. Sono dei numeri che indicano che il mercato è ancora in costruzione, ma finalmente c’è una normativa chiara.
Stadi pieni e prime serate televisive da record
Il record italiano resta quello di Juventus Women-Fiorentina Women del 24 marzo 2019 all’Allianz Stadium con ben 39.027 spettatori. Un dato che all’epoca ha acceso i riflettori sul movimento.
Nel 2024, lo Stadium ha di nuovo attirato l’attenzione con Juventus-AS Roma Women: 33.321 presenti e record di share televisivo (4,32%) per una gara di campionato in chiaro. Per quanto riguarda l’audience, nel 2025 la semifinale Inghilterra-Italia degli Europei ha messo registrato ben 4 milioni di spettatori e il 27,4% di share in prima serata su Rai 1.
Qualche numero da tenere a mente:
- +20% di spettatori negli stadi della Serie A femminile nella prima fase 2023-24 rispetto all’anno precedente.
- Partite sempre più accessibili tra TV generalista e piattaforme come DAZN, con delle finestre dedicate che fidelizzano il pubblico.
Anche online il calcio è protagonista tra streaming e giochi a tema
Fuori dagli stadi, il calcio femminile vive tantissimo anche online tra gli highlights, i format social, i podcast, le dirette in streaming, i videogiochi e persino i titoli da casinò a tema calcistico. Se sei un principiante nel settore del gaming online, devi sapere che molti operatori mettono a disposizione dei bonus senza deposito grazie ai quali puoi iniziare a giocare e a testare i giochi anche senza dover spendere del denaro reale.
I bonus sono utili se vuoi farti un’idea dell’offerta, così puoi provare i vari titoli e puoi anche giocare dall’app per capire se tutto fa al caso tuo. Ricordati che i bonus hanno sempre dei regolamenti e delle condizioni da rispettare, quindi assicurati di leggere i termini esatti. Di certo, i giochi online a tema calcio spopolano e anche il pubblico femminile ormai è sempre più attivo nel gioco online.
Economia e ricavi: la spinta arriva dagli sponsor e dai club
L’impatto economico complessivo del calcio in rosa in Italia è arrivato a 3,2 miliardi di euro di PIL nel 2025, questo conferma che non è più un fenomeno di nicchia. Dentro i conti della Divisione Calcio Femminile, i ricavi 2019-20 vs 2023-24 sono cresciuti di più del 400%, mentre il costo del lavoro è salito quasi del 60% dal 2021-22 al 2023-24: segno di strutturazione, investimenti e più competitività.
Per quanto riguarda il bilancio dei club, nel 2025 una squadra di Serie A femminile spende in media circa 2,87 milioni per i salari e per gli stipendi. Questo aiuta a capire perché gli sponsor, il ticketing, i diritti e le attivazioni digitali siano delle leve decisive per la sostenibilità.
Il futuro tra infrastrutture, vivai e una narrativa che sta cambiando
Il calcio femminile sta avendo il suo periodo d’oro: più praticanti, più pubblico allo stadio, più share in TV e più valore economico. Per continuare a crescere serviranno degli impianti moderni e accessibili, degli investimenti nei vivai e più continuità nel racconto mediatico, perché il momentum c’è e i dati lo certificano.
In pratica, il calcio femminile è già parte del nostro quotidiano sportivo, sta a tutti noi (club, media, istituzioni e tifosi) consolidare l’abitudine. I prossimi record, a questo ritmo, non si faranno attendere.






