Credit Photo: Emanuele Colombo - Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Il Parma Calcio ha ospitato una partita speciale, che si disputa fuori dal campo di gioco. Mercoledì 11 febbraio il Club gialloblu ha accolto la terza tappa della “Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out”, il torneo nazionale giovanile di calcio a 7 dedicato agli oratori delle 17 città della Serie A Enilive 2025/2026, presso lo stadio Ennio Tardini, per un pomeriggio di allenamento dedicato alla riflessione sui valori dello sport.

Ospiti del Club sono stati gli atleti della Parrocchia Santa Maria del Rosario, tra i partecipanti del progetto educativo e sportivo promosso da Philadelphia, iconico marchio del Gruppo Mondelēz International e Title Sponsor della competizione, Lega Calcio Serie A e il Centro Sportivo Italiano. I giovani calciatori, tra i 12 e i 14 anni, insieme ai ragazzi e alle ragazze del Settore Giovanile gialloblu, hanno incontrato Camelia Ceasar e Filippo Rinaldi, portieri rispettivamente della Prima Squadra Femminile e Maschile del Parma Calcio, per un appuntamento di approfondimento sui valori cardine del progetto: amicizia, rispetto e inclusione.

Camelia Ceasar e Filippo Rinaldi hanno raccontato ai ragazzi la propria esperienza e posto l’accento sull’importanza della collaborazione e del gioco di squadra nel calcio e non solo. I giovani della Parrocchia Santa Maria del Rosario hanno donato ai calciatori la maglia “Il calcio è amicizia”, simbolo tangibile dei valori di cui il progetto vuole farsi portavoce. I portieri hanno poi autografato la divisa “Philadelphia Junior Cup | Keep Racism Out”, donata da Lega Calcio Serie A ai capitani della parrocchia, testimonianza della volontà educativa del progetto.

 

Sono orgogliosa che si sta dando voce a questo tipo di calcio, non è meno importante ed è bello sapere che a questa realtà si stanno destinando degli investimenti per promuoverlo. La mia storia è iniziata proprio in un oratorio, il Rebaudengo di Torino, avevo otto anni e ci ho giocato per tre anni consecutivi. Era l’oratorio che c’era vicino a casa mia, per me è stato un ambiente molto inclusivo, essendo l’unica ragazzina, mi hanno “viziata” e protetta molto i miei compagni. Sentivo tanto aiuto da parte di tutti. Un’esperienza davvero molto positiva, che consiglio a chiunque. E che rifarei sicuramente. Il mio allenatore poi fu chiamato dal Torino Femminile e, poco dopo, mi chiamò” ha dichiarato il portiere della Prima Squadra Femminile, Camelia Ceasar.

 

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