Giocare anche con il dolore per dare il proprio apporto alla squadra. Episodio capitato in più casi come per Gioia Marcelli, calcettista del Montesilvano che si è dovuta fermare per qualche settimana. La numero 1 della formazione abruzzese che milita in Serie A di futsal, infatti, tramite social ha pubblicato: “l post che non pensavo di avere il coraggio di pubblicare. Viviamo in una società dove devi sempre essere forte e positiva, dove si mostrano solo le vittorie e le frasi motivazionali (del cavolo aggiungerei). La verità è che questa cultura del ‘Va tutto bene’ a tutti i costi ci ha fatto dimenticare che essere vulnerabili è umano”.
La classe 2002, ex di Tikitaka e Falconara tra le altre, poi spiega il suo momento non semplice nel quale ha provato a giocare nonostante qualche fastidio di troppo: “Da un mese e mezzo convivo con un principio di pubalgia che, gestito male, è diventato qualcosa di più serio. Ho provato a stringere i denti, giocandoci sopra 6 partite. E sono arrivata al punto in cui camminare fa male, salire le scale fa male, guidare fa male, stare seduta per più di 10 minuti fa male. E quando il dolore esce dal campo ed entra nella vita quotidiana capisci che forse sei andata troppo oltre”.
Gioia Marcelli, in forza anche a Padova e Prandone in passato, poi conclude cosi il suo post: “Sto imparando quanto è importante sapersi ascoltare, saper ascoltare i segnali del proprio corpo, anche se siamo in un ‘sistema’ dove l’atleta si sente quasi in colpa di essere infortunato e di non poter giocare, dove i punti di una classifica contano più della salute. Fermarsi in tempo non è perdere una partita, ma evitare di perderne molte di più. Va bè, ora basta che sono stata pure troppo seria per i miei gusti. Tutta sta manfrina solo per dirvi: non fate come me, ascoltatevi e la domenica spaccate”.






