“Avevo 8 anni e un pomeriggio, nel parco davanti a casa, mi sono fatta convincere da un gruppo di bambini a fare una partitella insieme a loro. Da lì, non ho più smesso. Quando ho iniziato a rendermi conto che pur di non saltare un allenamento preferivo rinunciare a gite scolastiche o uscite con gli amici, ho capito che per me era diventato molto più che uno sport. Da ogni esperienza vissuta ho sempre portato a casa qualcosa di prezioso. Tra questi, i valori che ho più cari sono la disciplina e il sacrificio. Indispensabili per chi vuole arrivare”.
Per Capitan Bertolotti, dopo cinque anni con la maglia delle Titane, il San Marino è casa ed è legatissima a quei colori. Da capitano della squadra, ma anche da veterana, la numero è solita dare il proprio contributo nel far integrare il prima possibile le nuove arrivate così che si sentano a proprio agio nel gruppo.
“Io qui mi sento a casa. Sono 5 anni che indosso questa maglia e forse, ora che sono costretta a stare ai box per qualche mese, mi sto rendendo ancora più conto di quanto ci sia legata. Ormai sento un senso di responsabilità positiva nell’integrare subito chi arriva qui per la prima volta, trasmettendogli la serenità, ovviamente abbinata al lavoro, con cui viviamo ogni situazione”. Proprio in riferimento all’organico della rosa sammarinese Bertolotti lo ha definito con tre aggettivi: “Maturo: perché di fronte alle difficoltà sa guardare oltre e cercare la soluzione, invece che focalizzarsi sul problema. Positivo: perché anche nei momenti difficili non si piange addosso, consapevole che solo con entusiasmo e positività si può ritornare ad ottenere ciò per cui lavoriamo ogni giorno. Unito: l’obiettivo e la direzione da seguire sono comuni. Prima del singolo viene sempre il gruppo”.
Il San Marino ha vissuto una prima parte di stagione non semplice, con risultati che scarseggiavano rispetto al lavoro fatto e all’impegno costante delle ragazze settimana dopo settimana. E’ proprio in questo periodo che il gruppo squadra, caratterizzato da una grande voglia di mostrarsi al meglio, ha scelto di non mollare. Grazie all’impegno di tutti coloro che sono coinvolti nel progetto, il 2026 ha preso una piega diversa: partite giocate bene e risultati positivi.
“Credo che il periodo più importante della stagione sia stato quello in cui i risultati non arrivavano, verso novembre-dicembre. È stato il più importante perché se avessimo mollato lì ora non potremmo parlare di un 2026 incredibile. Invece non abbiamo mai abbassato la testa ed ora dobbiamo ringraziare quei mesi difficili per le gioie delle ultime settimane, perché tutto è passato da lì”. A crescere, da settembre ad oggi, è stata soprattutto la mentalità della squadra, sempre più consapevole del proprio valore e delle proprie potenzialità. “Credo che dall’inizio della stagione ad oggi sia cresciuta molto la mentalità di questa squadra. È cambiato il modo in cui affrontiamo le partite: siamo più sicure, più coraggiose. Anche le più giovani sono cresciute tanto, ci stanno dando una grande mano, dimostrandosi pronte per un campionato sempre più impegnativo”.
Pensando, invece, ad un esempio di Campione che ha dato un contributo nel calcio, la scelta è ricaduta sull’attuale CT della Nazionale Italiana maschile: “Il mio esempio, da quando sono piccola, è sempre stato Gattuso. Ammiravo tantissimo lo spirito con cui entrava in campo e il modo in cui non si risparmiava mai”.
Il calcio femminile in Italia vive un momento di crescita seppur lenta rispetto ad altri paesi d’Europa. Perché il miglioramento sia tangibile sono tanti i passi ancora da fare ed uno di questi sicuramente riguarda la possibilità per i club, non solo di serie A, di strutture, strumenti e professionisti che siano all’altezza.
“I miglioramenti ci sono e si vedono chiaro. Questo però è e deve essere solo l’inizio. Uno dei prossimi passi credo debba essere, per forza di cose, l’avere strutture e professionisti adeguati al fianco di ogni squadra. Non solo in serie A, ma anche nelle categorie inferiori”.
Infine, il consiglio che Giorgia Bartoletti darebbe ad una bambina che si vuole accingere a giocare a calcio è di: “Fare ogni giorno quello che la fa stare bene, senza porsi troppi obiettivi, per darsi la possibilità di stupirsi ogni volta”.
CALCIO FEMMINILE ITALIANO RINGRAZIA GIORGIA BERTOLOTTI E IL SAN MARINO ACADEMY PER LA DISPONIBILITA’ CONCESSACI.






