Il rinnovo di Trinity Rodman con il Washington Spirit non è soltanto una notizia di mercato. È un passaggio che segna un’evoluzione strutturale per la National Women’s Soccer League, la lega professionistica statunitense, che ha recentemente introdotto un nuovo meccanismo salariale per le giocatrici considerate di “alto impatto”. Secondo stime diffuse negli USA, infatti, il valore medio dell’intesa supererebbe i 2 milioni di dollari a stagione tra parte fissa e bonus, cifra che – se confermata – la collocherebbe tra le calciatrici più pagate al mondo.
La lega non pubblica nel dettaglio tutti i contratti individuali, ma è stato confermato che l’operazione rientra in un nuovo quadro regolamentare approvato dal board della NWSL per consentire ai club di trattenere le proprie stelle.
La High Impact Player rule
La norma, definita ufficialmente High Impact Player rule e ribattezzata mediaticamente “Rodman Rule”, consente alle società di destinare risorse aggiuntive a giocatrici considerate centrali dal punto di vista tecnico e commerciale, superando in parte i limiti del tradizionale tetto salariale di squadra.
L’obiettivo è quello di mantenere competitività internazionale e impedire che i talenti più rappresentativi vengano attratti da offerte estere. In un contesto globale in cui il calcio femminile è in espansione, la possibilità di offrire contratti più consistenti diventa uno strumento strategico.
Un cambio di paradigma
Per anni la NWSL ha puntato su un modello fortemente regolamentato, con limiti salariali stringenti per garantire equilibrio competitivo. L’introduzione di questa nuova eccezione rappresenta una svolta: non un abbandono del sistema, ma un adattamento per valorizzare le giocatrici in grado di generare impatto sportivo e mediatico. La scelta apre una fase nuova per la lega, che punta a consolidare il proprio status di riferimento nel panorama mondiale.
L’effetto sulle giovani calciatrici
Se il contratto di Rodman è un simbolo, le conseguenze potrebbero essere più profonde e durature.
Per le giovani atlete che oggi crescono nei college e nei settori giovanili statunitensi significa che il calcio femminile può offrire prospettive economiche molto più elevate rispetto al passato. La possibilità di accedere a contratti milionari cambia la percezione della carriera sportiva, rendendola sempre più competitiva rispetto ad altre discipline professionistiche.
Allo stesso tempo, la nuova regola introduce un sistema più selettivo. Solo alcune giocatrici potranno rientrare nella categoria ad “alto impatto”, creando una distinzione netta tra top player e resto del roster. Questo potrebbe aumentare la pressione sulle nuove generazioni, chiamate non solo a emergere tecnicamente, ma anche a costruire un profilo mediatico e commerciale rilevante.
Infine, se il modello dovesse dimostrarsi efficace, non è escluso che altre leghe possano adottare strumenti simili. In quel caso, le giovani calciatrici si troverebbero a operare in un mercato globale più dinamico, con maggiore mobilità e potere contrattuale.
La High Impact Player rule nasce per trattenere una stella, ma potrebbe ridefinire gli equilibri del calcio femminile americano. La sfida sarà mantenere sostenibilità e competitività collettiva, evitando squilibri eccessivi, mentre il movimento continua a crescere sotto il profilo economico e mediatico.






