Credit Photo: Paolo Comba Photo Agency Calcio Femminile Italiano

Il calcio femminile italiano sta vivendo un momento di grande trasformazione. Sempre più calciatrici scelgono di trasferirsi all’estero per cercare opportunità professionali e sportive più complete. La decisione di lasciare la Serie A Women non nasce solo dal desiderio di nuove sfide tecniche, ma da una combinazione di fattori legati a organizzazione, investimenti e visibilità.

Nuovi orizzonti professionali

Molte giocatrici italiane sono approdate in campionati come la Women’s Super League inglese, la Liga spagnola o la Bundesliga tedesca. Queste leghe offrono strutture professionali più solide, staff tecnico completo e programmi di allenamento personalizzati che permettono alle atlete di concentrarsi esclusivamente sul proprio sviluppo. L’ambiente, altamente competitivo, stimola costantemente a migliorarsi e a mantenere elevati standard di rendimento.

Visibilità e riconoscimento

Un elemento centrale che spinge le calciatrici verso l’estero è la maggiore visibilità. Le partite vengono trasmesse su più canali televisivi e piattaforme digitali, gli stadi sono più affollati e le atlete ricevono un riconoscimento pubblico più costante. Questo crea un contesto in cui il calcio femminile non è solo uno sport, ma anche un prodotto mediatico, capace di attrarre sponsor e investimenti.

Supporto completo

Altro aspetto determinante è il supporto organizzativo e logistico. Le società straniere spesso offrono alle calciatrici pacchetti completi che comprendono alloggio, assistenza amministrativa e supporto medico e nutrizionale, rendendo la transizione verso nuovi campionati più agevole. In Italia, invece, molte atlete devono spesso organizzare autonomamente la propria preparazione o investire personalmente per allenamenti aggiuntivi.

Effetto sulla crescita del movimento

Questa mobilità internazionale non rappresenta solo una scelta individuale, ma ha effetti indiretti sullo sviluppo del calcio femminile italiano. Le giocatrici che si confrontano con standard più alti all’estero acquisiscono esperienza, competenze tattiche e visione di gioco che possono trasferire alla Nazionale o ai club italiani al loro ritorno. Allo stesso tempo, la competizione estera aumenta la pressione sui club italiani a migliorare le condizioni contrattuali e professionali delle atlete.

La rivoluzione di Assist Women

Una testimonianza chiara arriva dal fondatore e CEO di Assist Women, l’agenzia interamente dedicata al calcio femminile: “Nel 2015 seguivamo circa cento calciatori dai 16 anni in su e supportavamo quattro calciatrici. Adesso di ragazzi ne seguiamo nemmeno una decina, mentre le giocatrici sono aumentate a oltre 100. L’azienda ha subìto un’evoluzione quasi necessaria, il calcio femminile aveva bisogno di una realtà professionale ormai interamente dedicata. Quando abbiamo iniziato con la prima calciatrice, sono arrivati tanti sfottò. Oggi quelle stesse persone ci chiamano per avere maglie da gioco firmate e biglietti per le partite”.

Assist Women è diventata un punto di riferimento internazionale, con le principali leghe mondiali che osservano attentamente le giocatrici italiane, molte delle quali hanno partecipato all’ultimo Europeo sfiorando la finale. Tra le atlete assistite dall’agenzia ci sono Sofia Cantore (Washington Spirit), Lisa Boattin (Houston Dash), Lucia Di Guglielmo (Washington Spirit), prime tre italiane a giocare nella NWSL americana, Arianna Caruso (Bayern Monaco), Elena Linari (London City Lionesses) e Aurora Galli (Everton).

Secondo Orlandi, “le prime ad andare all’estero sono state Elena Linari, all’Atletico Madrid a vincere la Liga nel 2018/19, e poi in Premier League Aurora Galli, quasi cinque anni fa, all’Everton. Le hanno volute per la loro leadership e non solo”. Linari e Galli hanno dovuto superare tutti i paletti del regolamento per le straniere in Inghilterra: “Una sorta di imbuto nel quale i club della WSL selezionano e filtrano basandosi su criteri oggettivi quelle giocatrici straniere su cui vogliono puntare. Quest’ultime, in pratica, superano una selezione basata su parametri ben precisi, quali le presenze nelle leghe nazionali, le presenze nelle competizioni internazionali, i minuti accumulati in campo, la posizione finale del club di appartenenza, il suo percorso europeo, il ranking del campionato e della nazionale di appartenenza”.

Il futuro del calcio femminile italiano

Il fenomeno della fuga verso l’estero evidenzia la necessità di un investimento strutturale in Italia: stadi più accessibili, maggiore visibilità mediatica, contratti professionali equi e programmi di sviluppo. Solo così le giovani calciatrici potranno vedere nel proprio Paese un’opportunità di crescita completa, evitando di dover necessariamente guardare all’estero per realizzare il proprio potenziale.

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