Il Trento sta disputando la sua terza stagione in Serie C, ma è la prima che la affronta sotto l’ala del Trento 1921 inserito nel raggruppamento A della C maschile. Il campionato sta riprendendo e la squadra di Mauro Perina si trova al sesto posto del girone B con 22 punti: un percorso fatto di 5 vittorie, 2 sconfitte e 7 pareggi.
Le gialloblù sono reduci dall’1-1 di due domeniche fa contro il Venezia 1985, dove al vantaggio ospite di Elisa Della Santa ha risposto nel finale il quinto gol in stagione di Ilaria Volpatti.
Il Trento s’accinge a sfidare fuori casa il Garlasco e, in vista di quest’importante partita, abbiamo intervistato Daiana Mascanzoni: è un’attaccante classe ’93 e sorella di Debora che è stata anch’essa una giocatrice, che è tornata a segnare a fine dicembre contro il Tavagnacco dopo quasi un anno di assenza per infortunio.
Daiana cosa significa per te giocare a pallone?
«Per me è pura passione. Non è tanto il gioco in sé, ma tutto il contesto: le partite, gli allenamenti, i gol fatti e quelli subiti, i sacrifici, lo spogliatoio, gli infortuni. Le emozioni che provo quando parlo di calcio non so descriverle. Solo chi vive o ha vissuto il calcio sa di cosa parlo».
Come hai scoperto di essere un’attaccante?
«In realtà devo ancora capire quale sia davvero il mio ruolo. Fin dai primi calci ho sempre fatto l’attaccante. Poi, a diciassette anni, in Serie A mi hanno provata come terzino. Da lì ho iniziato ad alternare spesso il ruolo di terzino con quello di esterno di fascia, a seconda delle richieste degli allenatori».
La tua vita calcistica è legata senza ombra di dubbio a Verona: Bardolino Verona, Real Bardolino, Valpolicella, Mozzecane e Chievo. Cosa tu ha lasciato questa città?
«Beh, Verona è la mia città, sono di Cavaion veronese. Calcisticamente parlando, mi sento fortunata ad essere cresciuta guardando e imparato da dei mostri sacri come Valentina Boni, Melania Gabbiadini, Patrizia Panico e tante altre».
Inoltre, hai giocato buona parte della tua carriera con tua sorella Debora. Quanto è stato importante per te, in questo percorso calcistico, avere lei al tuo fianco?
«Mia sorella Debora è un punto di riferimento. Lo è stata nel calcio, finché ha giocato, e lo è oggi nella vita di tutti i giorni. Fortunatamente abbiamo un rapporto bellissimo e sono grata di aver avuto un esempio come lei anche nel mio percorso calcistico».
Da tre stagioni sei al Trento. Cosa ti ha portato a far parte di questo club?
«Quando penso a Trento, penso a una seconda casa. La mia famiglia è legata a un piccolo paese della Val di Non, Sfruz. Quando è arrivata la chiamata di Libero Pavan non ho esitato un attimo e ho detto subito sì. Questo club si sta evolvendo anno dopo anno e sono felice di far parte di questo progetto».
Il girone B di Serie C ha messo agli archivi quattordici incontro e il Trento è sesto in classifica. Come valuti l’andamento stagionale della tua squadra sino a questo momento?
«Diciamo che arrivati a questo punto della stagione pensavamo di essere in una posizione migliore di quella attuale. Il campionato è ancora lungo e ci sono i presupposti finire bene».
Tu ha segnato la tua prima rete stagionale con la maglia del Trento lo scorso dicembre contro il Tavagnacco poi finita quattro a zero per la tua squadra e immaginiamo sia stato molto importante per te che, se la memoria non ci inganna, eri rimasta fuori dai campi da un anno per un infortunio.
«Quel gol è arrivato all’ultima giornata del 2025, un anno segnato dall’infortunio al crociato sinistro: è la seconda volta che mi rompo, visto che col destro me lo sono rotto nel 2018. Forse sono un’inguaribile romantica, ma quel gol ha significato tantissimo. Dopo tutto quello che ho affrontato, di nuovo, l’operazione, la riabilitazione fisica, quella mentale, i dubbi, le gioie, i dolori… quel gol è stato la ricompensa per ogni passo fatto. È stato un percorso duro, difficile, ma che mi ha portato a una soddisfazione simbolica e profonda».
Ma torniamo alla partita pareggiata due domeniche fa contro il Venezia 1985. Secondo te, due punti persi o uno guadagnato?
«Per come abbiamo approcciato la partita all’inizio mi vien da dire due punti persi. Vedendo però la situazione in cui siamo dico punto guadagnato. Non posso dire di essere pienamente soddisfatta del risultato».
La Serie C, dopo la pausa per la Coppa, tornerà in campo e il Trento sarà ospite del Garlasco che, all’andata, era finita zero a zero. Questa partita può essere quella giusta per tornare a quella vittoria che manca da due mesi, giorno in cui proprio a dicembre la tua squadra aveva vinto quattro a zero contro il Tavagnacco?
«Il Garlasco è sicuramente una buona squadra, che nella sessione di mercato invernale si è rinforzata. Non sarà facile perché comunque loro sono ben organizzate tatticamente, ma certamente andremo là per vincere la partita e portare a casa i tre punti che ci mancano».
Cosa pensi del girone B di Serie C di quest’anno?
«Questo girone è il più difficile di tutti. A parer mio è quello che prepara meglio le squadre vincitrici per la Serie B».
E del format che le prime due di ogni raggruppamento possano andare ai play-off?
«Questo format potrebbe essere più che valido, dato che solo le prime due di ogni girone si qualificano ai play-off e hanno la possibilità di confrontarsi con le migliori degli altri gironi. Sicuramente le due squadre che passeranno il turno saranno quelle più pronte per affrontare la Serie B».
Chi andrà agli spareggi promozione del girone B?
«Orobica e Südtirol».
Credi che il calcio femminile italiano stia prendendo la direzione giusta?
«Credo di sì. Il calcio femminile italiano sta prendendo la direzione giusta: già da diversi anni si è vista una crescita esponenziale, soprattutto dopo il Mondiale del 2019. È bello vedere sempre più ragazze e tifosi appassionarsi a questo sport. Ci sono ancora tante cose da migliorare, però. Ogni anno sentiamo di società che rischiano il fallimento a causa di promesse non mantenute. Questo dimostra che il percorso è iniziato, ma non è ancora completo».
Com’è la tua vita fuori dal rettangolo di gioco?
«Io lavoro come impiegata in uno studio di amministratori di condominio a peschiera del Garda. Finito di lavorare parto per Trento assieme al mister e a Fenzi che mi recuperano ad Affi. Il sabato lo dedico a stare con la mia famiglia».
Che obiettivi ti sei posta per il 2026?
«Dato che sono scaramantica preferisco non dirlo».
Cosa vorresti dire alle tue compagne di squadra in vista della sfida contro il Garlasco?
«Affrontiamo la partita con la determinazione e spensieratezza di questa settimana. Daghe drè!».
La Redazione di Calcio Femminile Italiano ringrazia il Trento Academy e Daiana Mascanzoni per la disponibilità.






