Un team in fase di resilienza, una reazione attiva tra coesione ed umiltà di chi sta cercando di farsi spazio in una strada già tracciata da realtà non nuove di serie: il Vicenza? Prova a conquistarlo con i fatti, con la consapevolezza che ogni passo è quello che conta.
La squadra gestita da mister Viviani sta risalendo la china, ma non sono solo gli ultimi epiloghi a dimostrarlo. Cosa c’è dietro questo “sprint”? L’abbiamo chiesto ad Elisabetta Pozzi, classe 2002 biancorossa, che ha delineato lo scenario attuale e descritto “curiosità” individuali.
Un nuovo capitolo per te, stavolta in maglia Vicenza. Tante emozioni e tante anche le sfide: come la stai vivendo finora e quali soddisfazioni emergono?
«Sono molto felice per l’opportunità data da questa società con cui ho avuto modo di esordire in categoria per la prima volta; un sogno guadagnato sul campo già lo scorso anno.
Il percorso è partito a rilento poiché squadra costruita per vivere una C da protagonista, ma l’approdo in B ci ha da subito messe davanti ad una realtà ben diversa per cui stiamo facendo bene. L’obiettivo? Ovviamente è la salvezza che, per ora, stiamo centrando».
Ogni piccolo successo collettivo raggiunto si rivela sicuramente tassello importante per porre ulteriori basi solide per il futuro del club. In un contesto così irto di colpi di scena e compagini già navigate, il naturale pattern biancorosso è sempre quello: al di là della statistica, quali sono le piccole-grandi vittorie interne?
«La classifica attuale è data dalla presenza di squadre raggruppate in pochi punti, ma il nostro attuale piazzamento può anche farci “sognare” qualcosa in più della salvezza visto il risultato che mai ci saremmo aspettate inizialmente. Essere riuscite, insieme al mister, a creare un gruppo forte d’identità e di mentalità, con uno stile di gioco che ci rappresentasse, è motivo d’orgoglio; non è stato facile in una categoria con avversarie che sono delle vere e proprie corazzate, ma ci stiamo togliendo tante soddisfazioni».
La vittoria locale sulla Res, poi il pari in casa Trastevere: sono questi gli ultimi esiti scritti. Che peso hanno avuto su percorso ed umore? Più un “ok, siamo tornate” od un “ecco cosa sappiamo fare”?
«Per quanto mi riguarda, la prestazione migliore fatta da inizio stagione; nonostante l’avversaria ostica, composta da forti individualità, abbiamo dominato ed espresso il nostro gioco in modo efficace. L’andata contro la stessa si può definire la partita della svolta perché il legame tra noi non era ancora consolidato e facevamo fatica a trovare una quadra, ma il confronto col mister ci ha aperto gli occhi e dato la spinta che serviva.
Pari col Trastevere? Non è stato deludente. Dopo lo svantaggio iniziale, siamo riuscite a recuperare insieme, senza peccare di unione: per questo la reputo un’ottima partita».
Ora una lunga pausa, poi il San Marino. Cosa potrà aiutare a consolidare lo stop atteso e quali sono le speranze proprio sul ritorno in campo?
«Staccheremo la testa e prepareremo al meglio il momento più importante dell’anno: marzo. Sarà fondamentale fare subito bene con l’Academy (molto vicina a noi a livello di punti) senza farci influenzare dal risultato precedente».
Un messaggio per te e per chi vi ha spronato a continuare a lottare, anche quando i frutti raccolti non hanno reso giustizia all’impegno d’insieme.
«Alla Elisabetta di oggi direi di continuare a giocare, a divertirsi e fare la cosa che più ama, prendendo tutto il positivo da ogni esperienza che vive per potersi arricchire sempre più come calciatrice e come persona.
Il mio grazie va alla società ed allo staff per tutte quelle volte in cui ci ha dato fiducia, anche quando nessuno credeva in noi, ed a tutti coloro che ci hanno dato il tempo di crescere, scommettendo in un progetto che si sta rivelando importante».
Si ringrazia Elisabetta Pozzi e la società tutta per la gentile concessione.






