Photo Credit: Stefania Bisogno - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

La marcia della Salernitana non si ferma: domenica, contro l’Unical, la compagine ha messo a segno una vittoria preziosa (la nona stagionale), consolidando una forma costruita – come già più volte dimostrato – su carattere e forza di gruppo.

Si sa, in questo campionato non vi è avversario comodo, ma le granata approcciano a testa alta e senza paura. La squadra ne è consapevole: ora non sono permessi blackout, nonostante l’evoluzione dinamica. Come procede nel dettaglio la corsa 2025/26? La quadra illustrata da Alessia Rianna, 2006 della realtà campana.

Un nuovo contesto per te per quel che riguarda la stagione in corso: cosa ti sta dando la Salernitana? Dopo il tuo arrivo in questa realtà, che bilancio collettivo e singolare di questi mesi senti di fare?

«La Salernitana mi sta dando tanto, soprattutto in termini di crescita personale e responsabilità, ma anche di senso di appartenenza. Quando arrivi in una nuova realtà sai che devi metterti in gioco, conquistarti fiducia e spazio giorno dopo giorno, e questo ti spinge inevitabilmente ad alzare il livello.

Il bilancio finora è positivo: come squadra stiamo costruendo qualcosa che va oltre i semplici risultati, stiamo creando una mentalità solida. A livello personale? Sento di aver fatto uno step importante, soprattutto nella gestione delle responsabilità».

A proposito di “singolare”, ad aggiungersi di recente al tuo bagaglio professionale la soddisfazione della convocazione in rappresentativa under 21. Un traguardo e palcoscenico importanti: come hai vissuto l’esperienza e cosa ti ha lasciato?

«Un’emozione difficile da descrivere, il tipo di soddisfazione che ripaga dei sacrifici quotidiani. Mi ha lasciato tanta motivazione in più e la consapevolezza che il lavoro, quando è costante e fatto con dedizione, prima o poi paga. È stata un’esperienza che mi ha arricchita molto, sia dal punto di vista tecnico che umano».

La filosofia di gioco e d’approccio granata è costantemente sulla scia del “mai arrendersi”. Pur con qualche difficoltà, pensi che il percorso si stia rivelando in linea con gli obiettivi fissati a inizio stagione?

«Il nostro motto è chiaro: non mollare mai. Le difficoltà fanno parte di ogni stagione, ma credo che il percorso sia coerente con gli obiettivi che ci eravamo prefissate. In alcuni momenti forse avremmo potuto raccogliere qualcosa in più, ma la crescita del gruppo è evidente, sia nel gioco che nella mentalità».

Domenica la conferma dell’esito positivo d’andata sul CUS. Qual è il valore di questa vittoria a questo punto dell’annata?

«Vincere contro il CUS e confermare quanto fatto all’andata è stato fondamentale. In questa fase della stagione ogni punto pesa tantissimo, quasi il doppio. È una vittoria che rafforza la nostra consapevolezza e manda un messaggio ben definito: siamo presenti e vogliamo essere protagoniste fino alla fine».

Ora il Lecce: che partita dovrà essere?

«Contro il Lecce servirà una gara intensa e concentrata. Dovremo essere compatte, aggressive e attente ai dettagli. Sarà fondamentale l’approccio fin dal primo minuto, perché partite come queste si decidono spesso su episodi. In sfide del genere conta tanto la testa quanto le gambe».

Hai uno “specchio calcistico” davanti: comparando la calciatrice di inizio stagione a quella di chiusura, vorresti poter osservare una Alessia…

«…più completa e più consapevole. Una giocatrice cresciuta sotto l’aspetto mentale, capace di gestire meglio pressioni e responsabilità, trasformando ogni errore in energia positiva, ma sempre con la stessa passione e la stessa fame che mi accompagnano da sempre.

Se a fine stagione potrò dire di essere un passo avanti rispetto all’inizio, allora significherà che ho lavorato nella direzione giusta!».

Si ringrazia Alessia Rianna e la società tutta per la gentile concessione.

Eleonora Mereu
Aspirante giornalista cagliaritana. Quella per lo sport femminile? Una passione nata anni fa, che mi spinge ora ad impugnare una penna per dar voce, nel mio piccolo, alle piccole e grandi realtà. Con le ragazze della Nazionale ho imparato ad apprezzare ancora di più il settore, percependo quanto scrivere sia un privilegio più che una missione, che va portato avanti con rispetto ed un reale sentimento per il movimento.

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