Photo Credit: Ilaria Corongiu - PhotoAgency Calcio Femminile Italiano

Periodo di sosta nella Serie A Women e anche per la Lazio che, in questa pausa, ha dato voce ad Elisabetta Oliviero. La laterale biancoceleste è stata la protagonista di ‘Senza trucco’ nella quale ha affermato: “Quando ero molto piccola giocavo al parco con i miei fratelli, mi ero trasferita da Genova a Napoli da pochissimo. Un giorno incuriosita gli chiesi se potessi giocare anche io e il primo calcio è stato un’amore indescrivibile, di qualcosa che ti appartiene”.
La calciatrice della Nazionale ha poi aggiunto: “Inizialmente facevo il portiere. Andando a giocare con i fratelli maschi, erano tutti più grandi l’unico spazio libero era la porta. Ero brava e per la voglia che avevo di giocare e stare con loro, mi buttavo nel cemento e facevo parate folli”.

Poi un passaggio sulla sua crescita e sul periodo alla Sampdoria: “Ho sempre lavorato per creare la miglior versione di me, non mi sarei mai immaginata di essere questo tipo di donna e calciatrice. Non potevo immaginare di ottenere tutti questi risultati. Inizialmente è stato difficile per me riuscire a accettare la chiamata della Lazio. Non per il club, che aveva già grandi intenzioni, ma perché facevo fatica all’idea di dover lasciare casa e avevo trovato un equilibrio. Alla Sampdoria ci tenevo, è inutile negarlo. Credevo si potesse costruire qualcosa di buono nel tempo, poi però ti rendi conto che la vita va avanti e che bisogna prendere scelte coraggiose”.
Sul suo amore per il calcio, invece, ha affermato: “Sono ossessionata dal calcio, è vero. Vivo tutto con passione e dedico la mia vita a questo e facciamo tanti sacrifici. Stiamo lontano dalla famiglia e dalle persone che amiamo, facciamo scelte spesso complicate e poi io amo questo sport. Ci metto tutto l’amore che ho”.

 

Per Oliviero anche il gol all’Europeo contro la Spagna che ricorda cosi: “Non stavo calciando in quel momento, ho tirato in porta senza dubbi. È stata la prima cosa che mi è venuta in mente, mi è sembrato strano che la palla fosse rimasta lì. Probabilmente era destino, non sono un quinto che segna non sono neanche un quarto che segna.  L’idea di poter far gol in una partita così importante non ce l’avevo in testa. È stata la sconfitta più bella della mia vita, da quel giorno ci siamo qualificate e abbiamo dimostrato il nostro valore contro una grande squadra”.
Infine Oliviero ha concluso: “La giocatrice più difficile che ho sfidato? Gabbiadini in Cuneo – Verona e non ho mai visto la palla quel giorno, è stato terribile. Sicuramente alle mie compagne, invece, prometto che da qui alla fine continuerò a dare il massimo per raggiungere l’obiettivo e dare sostegno quando necessario”

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