Photo Credit: Giancarlo Fontanelli

È tutto vero: il Rinascita Doccia ripartirà dalla serie C. Il sogno della squadra guidata da mister Simone Maccari, dopo un viaggio colmo di emozioni e sensazioni positive, però, vale doppio: oltre alla vittoria del campionato, le rossoblù hanno chiuso il cerchio dal facile sorriso con la conquista della Coppa di categoria, riuscendo nell’impresa di portare in alto i colori indossati nel nome di una collettività vincente per gioco, mentalità ed unione.

Tali messaggi di percorso? Non sono un caso. A spiegarlo in esclusiva alla nostra redazione Irene Lotti, classe ‘98 della realtà toscana.

Una stagione dai segnali positivi che ti ha vista contributo in prima linea e, quindi, testimone diretta di un grande percorso collettivo. Il tuo legame con la società, però, parte da lontano: quello di quest’anno è stato quasi come un ritorno a casa, visti i primi tuoi passi mossi proprio in questi colori. Come è stato tornarci e, grazie anche alle esperienze più disparate in B ed in A, chi è la Irene di oggi?

«Avevo circa 7-8 anni quando ho iniziato a giocare qui e ad amare questo sport. Quello che ho visto cambiare in modo importante è soprattutto il settore femminile che la società ha sviluppato nel tempo: è cresciuto tantissimo, e pensare che quando ho iniziato io tutte queste possibilità non c’erano mi fa capire ancora di più il percorso fatto. Oggi vedere bambine e ragazze allenarsi e crescere mi riempie di gioia: sapere che esiste una realtà dove possono costruire il proprio futuro sportivo è davvero una grande soddisfazione.

Tornare qui? È stato sicuramente emozionante. Per me potrebbe rappresentare la chiusura di un cerchio perfetto: finire la carriera esattamente dove l’ho iniziata. La voglia di dare il mio contributo è tanta e mi sento molto responsabile nel cercare di dare l’esempio, sia in campo che fuori.

L’Irene di oggi, infatti, è una persona che ha ancora voglia di dimostrare, di sacrificarsi per il gruppo e per la società; non mollo mai e cerco sempre una soluzione nei momenti di difficoltà».

20 vittorie su 22 gare: numeri importanti che vi hanno inevitabilmente portato a ricoprire un ruolo da capolista all’interno del contesto d’eccellenza. C’è, però, un aspetto che va ben oltre la statistica, e che ha a che fare con compattezza e senso di appartenenza alla maglia indossata: cosa ha fatto la differenza durante l’annata? Rispetto agli inizi, a distanza di anni, che gruppo hai visto svilupparsi?

«La stagione è stata intensa. Questo campionato può sembrare facile, ma in realtà si rivela estremamente complicato anche per una squadra organizzata. Gli scontri decisivi sono pochi e proprio in quelle partite bisogna riuscire a dare il massimo; direi che siamo state brave a farci trovare pronte e a portare a casa risultati importanti.

Ad ogni modo, con gli anni passati non posso fare un paragone diretto (mi allenavo in una squadra maschile!), penso, però, che ciò che abbia fatto davvero la differenza sia stata la capacità, da parte di tutte, di mettere a disposizione le proprie qualità, sia dal punto di vista mentale che fisico e organizzativo. Ognuna ha dato il proprio contributo e tutte hanno creduto fino alla fine in questo progetto».

Trofeo aggiunto in bacheca è stata la Coppa Toscana, conquistata al “Bozzi” di Firenze dopo una intensa gara contro il Worange Pistoia. Un’emozione – si immagina – molto forte, non solo per quanto ottenuto, ma anche per l’impronta lasciata all’interno del contesto calcistico toscano tutto…

«Sono molto contenta del trofeo vinto, perché credo che abbiamo espresso un calcio importante e mostrato davvero le qualità e le capacità di questa squadra. Penso che durante questa stagione ci siamo distinte e che ogni ragazza abbia acquisito ancora più fiducia in sé stessa e nel gruppo.

È stata un’annata ricca di risultati importanti e questo traguardo ci ha reso orgogliose e dato la possibilità di confrontarci nelle fasi nazionali con realtà diverse e ritmi molto elevati. Adesso c’è tanta voglia di metterci alla prova e di giocarci le nostre possibilità».

Ora la promozione in C è realtà: cosa rappresenta per voi questo nuovo salto?

«Un traguardo importante per tutte noi: sarà un impegno significativo che ci metterà alla prova sotto ogni punto di vista. Penso possa rappresentare per tutte anche una nuova opportunità, quella di dimostrare di essere all’altezza della categoria e che il Rinascita Doccia ha tutte le carte in regola per disputare un campionato di questo livello. L’impegno c’è».

Il tuo augurio per il futuro della squadra.

«Credo molto nel progetto di questa società e spero che le basi costruite possano diventare i pilastri di qualcosa di ancora più grande. A livello toscano è una realtà che ha creato un settore femminile importante, dove sia giovani ragazze che donne possono vivere e praticare la propria passione in libertà: spero, quindi, che possa diventare sempre di più un porto sicuro da questo punto di vista.

Il mio augurio è quello di un futuro prospero per tutti, in cui, senza fare voli pindarici, si possano raggiungere, passo dopo passo, piccoli e grandi obiettivi stagionali. Da parte mia ci saranno sempre massimo impegno e supporto affinché questo sogno possa diventare realtà».

Si ringrazia Irene Lotti e la società tutta per la gentile concessione.

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