Venerdì sera lo stadio Diego Armando Maradona è diventato il centro di una serata che ha unito sport, solidarietà e partecipazione. In occasione del “Derby dei Campioni”, Napoli ha accolto la delegazione della Palestine Stars Team, arrivata in città per prendere parte all’evento benefico organizzato al Maradona insieme alla Nazionale Italiana Cantanti e alla selezione Napoli World.
Tra i protagonisti della serata c’erano anche alcune giocatrici legate alla nazionale femminile palestinese, la cui presenza ha rappresentato uno dei momenti più significativi dell’evento. Per molti spettatori presenti sugli spalti è stata l’occasione per conoscere più da vicino una realtà sportiva poco nota ma fortemente simbolica.
Fra i volti più rappresentativi c’era Natali Shaheen, 31 anni, nata a Gerusalemme e oggi residente in Sardegna dopo essere arrivata in Italia grazie a una borsa di studio. «Siamo molto felici di essere qui a Napoli», ha raccontato Shaheen. «Questa mattina siamo stati allo stadio dove giocheremo domani: è stata un’emozione fortissima, difficile da descrivere, conoscendo questo campo, la storia del club di Napoli e dei grandi calciatori e calciatrici che ne hanno fatto parte, come lo stesso Maradona. Ancora più importante è sapere che il ricavato di questo evento sarà destinato all’apertura di sale operatorie per i bambini in tre città della Palestina».
L’iniziativa ha assunto un valore ancora più significativo perché il viaggio della delegazione palestinese è rimasto in dubbio fino agli ultimi giorni, a causa delle difficoltà burocratiche legate al rilascio dei visti. Nonostante questo, la squadra è riuscita a raggiungere Napoli, trovando una città pronta ad accoglierla con grande partecipazione.
A sostenere e promuovere la manifestazione è stato anche il collettivo “Calcio e Rivoluzione”, realtà che da anni unisce attivismo sociale e cultura calcistica. «Vogliamo dare la massima visibilità a una serata che si preannuncia storica», spiegano gli attivisti. «Dall’inizio del genocidio abbiamo intensificato i rapporti con la federazione calcistica palestinese, anche se la nostra relazione nasce molto prima. Napoli si è dimostrata una città particolarmente attiva sul piano della solidarietà e della partecipazione. Per domani facciamo appello a portare allo stadio quanti più simboli possibili della Palestina».
Il “Derby dei Campioni” si è così trasformato in un appuntamento che ha unito sport e solidarietà, portando al centro del Maradona una serata dal forte valore simbolico e umano.






